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L’umanoide diviene monumento: “To see through is not to see into”

L’umanoide con la finestra aperta sul cuore è la scultura posizionata al centro del viale pedonale principale di San Benedetto del Tronto che conduce al Faro portuale, ovvero viale Secondo Moretti, a pochi metri dallo storico Caffè Florian. Peraltro, l’umanoide è il primo monumento installato dopo la fase di riqualificazione dell’area. In particolare, rappresenta il simbolo di un’umanità che rischia l’omologazione e l’anonimia. Ma, nonostante tutto, non rinuncia alla propria unicità. A tal proposito, un motto inciso declama: ”To see through is not to see into”, ovvero ”Guardare attraverso non è come guardare dentro’‘.

L’umanoide e il suo significato

L’umanoide attrae non tanto per la fattezza della statua, quanto per la curiosità del messaggio che vuole comunicare. Cioè lasciarsi trasportare dalle suggestioni e trovare il proprio profondo e intimo significato. “Il fantoccio”, come affettuosamente viene chiamato dai sambenedettesi, è il simbolo del conflitto tra umanità e autenticazione delle emozioni. Nello specifico, la scultura è niente meno che una goffa figura bronzea dalle fattezze umane con una sorta di finestra aperta sul cuore che vuole invitare a guardare nel profondo dell’animo. E nella mano sinistra stringe un ramo con le foglie, simbolo di vita e della speranza che anima e non muore mai. Ciononostante, la rigida e fredda statua prende il posto dell’essere umano ridotto ad automa, senza volto e apparentemente inespressivo.

Particolare De L’umanoide
Particolare de L’umanoide (foto di: Patrizia Cicconi)

Mark Kostabi, artefice della scultura

Mark Kostabi, autore americano dell’opera, ha voluto inaugurare, nel 1998, il suo monumento per San Benedetto con un concerto all’aperto. Infatti Kostabi, oltre che stimato pittore, è anche un compositore.In particolare, è un artista di fama internazionale tanto che negli anni ’90 diventa un modello per molti artisti italiani. Particolarmente, nei suoi dipinti sono presenti delle vere e proprie costanti, come la raffigurazione di soggetti senza volto. Per di più, negli ultimi anni si è dedicato al disegno di noti marchi pubblicitari: orologi Swatch, tazze per caffè, accessori per il computer. Recentemente ha ricreato la maglia rosa del Giro d’Italia

Kostabi e l’ispirazione per l’umanoide

Mark Kostabi dipinge figure, oltre che senza volto, anche senza tempo, come espressione della paura dell’uomo che alligna nella società. A tal proposito, dice della sua arte: La mia arte dovrebbe arricchire la vita di chi la osserva. Le mie immagini danno gioia. Anche se raccontano storie di solitudine, confusione e isolamento”. Soprattutto, in Kostabi immediato appare il confronto con lo scrittore e pittore italiano Giorgio De Chirico, amatissimo dal giovane americano. Degno di nota ricordare come De Chirico sia il perfezionatore dei canoni della pittura metafisica. Ciò è testimoniato dai suoi manichini, soggetti sempre presenti nell’arte dechirichiana, che simboleggiano l’uomo-automa contemporaneo.

L'umanoide Vista Laterale
L’umanoide, veduta laterale della statua bronzea (foto di: Patrizia Cicconi)

L’umanoide fruibile ai non vedenti

Anche l’umanoide, come la maggior parte delle sculture a cielo aperto che punteggiano il centro di San Benedetto del Tronto, è dotata di miniatura dell’opera stessa, corredata da mappe tattili in linguaggio braille. Soprattutto installata per agevolare la mobilità autonoma di non vedenti e ipovedenti. Anche questa miniatura, come quella della scultura-fontana “Allegro” dell’artista Ugo Nespolo, è stata vittima di vandalismo: venne divelta e poi abbandonata sul ciglio della strada. Ma recentemente è stata ricostituita nella sua autoctona posizione.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

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