In Piazza Sant’Oronzo a Lecce, una delle piazze più belle d’Italia, si trova una massiccia Colonna in pietra alta 29 metri, che sorregge la statua bronzea di sant’Oronzo.
L’effige del santo svetta e con la sua mano benedice e protegge l’intera città.
Ma la storia di questo monumento è ricca di discordia e dispute tra due città : Lecce e Brindisi
Si narra che nel 1656 in Italia scoppiò una grande e terribile epidemia di peste che causò la morte di molte persone ed ebbe un impatto devastante sull’economia di quei tempi. In poco tempo si diffuse velocemente per tutta la penisola, tutta tranne che nel Salento.
Evento alquanto inspiegabile tanto da diffondersi tra i leccesi la voce del miracolo e l’idea che lo scampato pericolo fosse opera della benedizione di Sant’Oronzo che in punto di morte esclamò “Semper protexi et protegam” (“Sempre ti ho protetta e ti proteggerò”).
la ragione per cui fu dato merito al Santo di aver tenuto lontano il pericolo e salvato quella che, una volta, era detta Terra d’Otranto resta poco chiara.
Si pensa addirittura fosse stato il vescovo leccese a mettere in giro la voce per rinverdire il suo culto soppresso quasi vent’anni prima, visto che a quel tempo la protezione del capoluogo e la devozione degli abitanti andavano affidata alla patrona di Lecce Sant’Irene.
Fu così dunque che con appassionato ed eccitato consenso della popolazione e delle figure ecclesiastiche i leccesi, come segno di doverosa gratitudine e perenne domanda d’intercessione benedirono Sant’Oronzo, acclamandolo come loro patrono.
La voce del miracolo si diffuse velocemente sia tra i comuni vicini che lontani, tanto da chiedere l’intercessione per essere liberati dalla peste e nominare come loro patrono Sant’Oronzo.
A Brindisi per ringraziare ed onorare il Santo si decise di realizzare, insieme ad altri paesi limitrofi, un monumento votivo utilizzando parti di una antichissima colonna distrutta da un terremoto che aveva svettato sul porto di Brindisi per oltre tredici secoli, per poi donarlo alla città di Lecce.
Ma proprio per questa promessa nasce il dissidio tra le cittadinanze di Lecce e Brindisi, i brindisini non volevano separarsi da ciò che consideravano una loro proprietà e tanto desiderata che fosse rimessa in sesto.
Ma la controversia fu risolta dal viceré di Napoli, il quale ordinò di trasferire la colonna votiva nella città di Lecce.
e ciò fu fatto di notte, col favore delle tenebre quando il sonno celava ai brindisini il contestato trasferimento del monumento.