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La Grotta di San Michele, meraviglia sul Monte Tancia da visitare

La Grotta di San Michele, laddove osano le aquile potremmo dire, lassù sul Monte Tancia, che è una località da “conquistare”, ma ne vale la pena. Il massiccio del Monte Tancia con quasi 1300 metri di altitudine rappresenta la punta più elevata dei Monti Sabini, che dividono la Bassa Sabina dal Reatino.

La Grotta di San Michele

Presso il monte si trova quindi la grotta di San Michele, la quale è tradizionalmente considerata un luogo di culto sabino. Qui c’era una stalagmite modellata in figura femminile, alta 44 cm, che si ritiene raffigurasse la dea Vacuna, purtroppo trafugata. L’identificazione con Vacuna, divinità delle acque, è avvalorata dalla presenza sul monte di molte sorgenti.

La Grotta di San Michele- Altare in foto

Secondo il Firmani invece l’immagine scolpita sulla stalagmite raffigurerebbe “la Dea Madre, intronata e con le braccia al seno, secondo il noto schema di un grande numero di rappresentazioni femminili preistoriche, interpretate giusta-mente come idoli della fertilità e della fecondità”. La località risulta essere frequentata già durante la media età del Bronzo, come dimostrato da un esteso insediamento rinvenuto in località Rocca di Tancia, il quale era disposto su “tre ordini di piccole terrazze regolarizzate artificialmente con una sorta di muretti a secco” .

Località San Sebastiano

A non molta distanza, in località San Sebastiano, è venuto alla luce un altro insediamento della media età del Bronzo, meno esteso del precedente. Siamo a circa 802 metri d’altezza. Questo fa pensare che il sito fosse connesso con un itinerario di transumanza. Sicuramente era collegato al vicino luogo di culto in grotta di cui parlavo.

La Grotta di San Michele- Affresco in foto

Oggi vi sorge il santuario di San Michele Arcangelo. Vale la pena visitare la Grotta di San Michele che  è un piccolo santuario rupestre ricavato in una grotta, ed è circondato dai boschi del Monte Tancia. L’antro sarebbe stato consacrato da papa Silvestro I dopo aver assistito al miracolo con il quale l’Arcangelo Michele avrebbe scacciato il drago, nella parte più profonda della grotta. All’interno della grotta-santuario si notano affreschi quattrocenteschi, un altare ad un ciborio: al centro di quest’ultimo un Agnus Dei con alcuni santi ai lati.

Monte Tancia

Secondo la storia, Papa Silvestro, pregando una notte sul Monte Soratte, vide due angeli accompagnati da fulmini scendere dal cielo per sconfiggere il drago. L’otto maggio si recò alla grotta con una folla di fedeli e la consacrò a S. Michele. Nei secoli seguenti sorse intorno alla grotta un monastero. Per arrivare alla Grotta, si passa su un sentiero che si inerpica leggermente nel bosco via via più fitto e porta ad un piccolo pianoro posto sotto una ripida parete rocciosa.

La Grotta di San Michele - Angelo dipinto

Ai bordi del pianoro, ci sono i resti, semisommersi dalla vegetazione, delle case dei frati dell’eremo di San Michele, al quale si accede attraverso una ripida scalinata scavata sul fianco della montagna, che conduce sino al piccolo terrazzo antistante la grotta. Nella grotta c’è un altare sovrastato dal ciborio, costituito da due colonne e rivestito da due strati di affreschi.

Dea Vacuna – La Grotta di San Michele

Sull’archivolto del ciborio il busto del Cristo è circondato dai simboli apocalittici dei 4 evangelisti. Mentre sul fondo della lunetta, si trova l’immagine della Madonna con il Bambino. Sulla fronte del ciborio è affrescato l’Agnus Dei con ai lati le immagini dei profeti. Sulla parete della Grotta ci sono degli affreschi che rappresentano la Vergine Maria con il Putto e San Michele con la sua corazza dorata. Sulle pareti, inoltre, si notano concrezioni di carbonato di calcio che l’acqua infiltrata ha portato con sé attraverso le pareti calcaree. E che si è depositato nei punti in cui, lo stillicidio delle gocce succedutesi nei secoli, ha dato vita a formazioni di stalattiti e stalagmiti. Nella Grotta si possono incontrare anche i pipistrelli, che sostano appesi al soffitto, negli anfratti più nascosti. Il progetto di recupero prevede la valorizzazione del sito dal punto di vista storico-artistico, religioso, etnoantropologico, naturalistico e turistico.

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