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La pirateria nel Salento

Nell’affascinante e carismatico Salento di certo non potevano mancare racconti legati alla pirateria, che ha origini lontane nel tempo. Questo fenomeno ha rappresentato un vero e proprio flagello per i paesi Salentini. Il Salento, infatti, ha dovuto fronteggiare la pirateria dal Medioevo fino a metà Ottocento. Negli anni, non sono mancate violente incursioni e saccheggi da parte dei pirati. Questi ultimi rubavano derrate alimentari, capi di bestiame e gioielli. Inoltre, i pirati erano anche responsabili di sequestri di giovani e adulti da utilizzare come schiavi o come ostaggi da rivendere.


I pirati, inoltre, prendevano spesso di mira le chiese che venivano devastate o bruciate. Inoltre, essi attaccavano spesso anche le barche da pesca, le navi mercantili e i bastimenti degli stati cristiani. I corsari si affidavano a navi di dimensioni ridotte, ma molto veloci. Questo per consentire loro maggiore capacità di manovra rispetto a quelle cristiane. Le città salentine, alle prese con quella che ormai era diventata una piaga sociale, ad un certo punto, decisero di organizzarsi per arginare il fenomeno della pirateria.

La pirateria nel Salento, dalle torri di avvistamento alla ricostruzione dei castelli


Per tutelare le coste salentine dai continui attacchi dei pirati, già dal 1537 le città edificarono le torri di avvistamento che, individuato un potenziale pericolo proveniente dal mare, lo comunicavano al vicino entroterra. Nello stesso periodo, si passò anche alla ricostruzione di diversi castelli (come quello di Lecce, di Otranto e di Gallipoli), si rafforzarono le mura cittadine e vennero fortificate anche le masserie. Inoltre, anche le truppe armate si riorganizzarono dotandosi di armi e addestrandosi a prevenire incursioni a sorpresa. Anche le popolazioni della zona contribuirono alla difesa della costa.

Al 1538 risale l’allestimento di una flotta cristiana per affrontare i pirati. Grazie a questi espedienti, gli attacchi corsari iniziarono a diventare sempre meno frequenti. I pirati, infatti, volsero lo sguardo altrove, verso coste meno protette e più facili da attaccare e penetrare. Anche il famoso pirata Torghoud Reis Dragut, noto come Dragut, approdò nel Salento nel 1547, tra Pescoluse e Torre Pali. Il corsaro prese di mira l’abitato di Salve. Tuttavia, i Salvesi si difesero strenuamente, contrastando i pirati con le armi con lanci di olio bollente.

Una leggenda popolare racconta che Dragut ordinò ai suoi corsari di saccheggiare delle masserie di Salve. In questo frangente, essi presero anche la figlia di un colono. La ragazza si rifiutò di rinnegare la religione cristiana e lo stesso Dragut le tolse la vita e la gettò in mare. Poco dopo, il suo corpo fu rinvenuto sull’isoletta che prese il nome di Isola della Fanciulla.

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