La statua della libertà è italiana? Del resto è un monumento che ha sempre fatto parlare di sé e che è molto “italiano” per vari motivi e aspetti e forse più di quanto si sappia oggi. Molto si è parlato su come e dove s’ispirò lo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi. Una cosa è certa, non fu Eiffel, autore della celebre torre a forma di traliccio a ideare la struttura metallica, che è del tutto italiana.
La statua della libertà è italiana
Si è a lungo disquisito e in passato anch’io mi sono occupata della particolare storia di questa statua che non è “originale” e unica come molti credono. Non lo è perché la sua struttura in metallo e il modo in cui è stata concepita e costruita, ricalca il “San Carlone”, ovvero il San Carlo Borromeo di Arona. Qui venne Bartholdi per studiarla, infatti, il San Carlone è alto esattamente la metà della statua americana, e si può accedere all’interno, essendo allo stesso modo cava e dotata di scale e aperture.

Bartholdi, accettando la proposta di creare una statua che simboleggiasse l’indipendenza degli Stati Uniti, ne costruì una con una sorta di gabbia metallica identica a quella di Arona. La scultura di NY, doveva essere un dono della Francia in onore del 100° anniversario dell’indipendenza del paese. Questo regalo però ha trovato ispirazione in Italia.
San Carlo Borromeo Arona
Innanzitutto lo scultore ad Arona trovò la prima ispirazione per la struttura. Il viaggio in Italia però non si fermò ad Arona. Se entriamo nella bellissima basilica di Santa Croce a Firenze, c’è una incantevole scultura che ricorda tantissimo, soprattutto nella posa della figura femminile; il celebre monumento americano, di costruzione successiva. L’opera si chiama “Libertà della Poesia”, realizzata tra il 1870 ed il 1883, una coincidenza davvero interessante!” La somiglianza con la posa, il braccio e le punte sul copricapo sono un’altra coincidenza non da poco.
Che lo scultore si sia ispirato anche a questa statua classica per quella Franco-americana? La storia dell’ispirazione dal Colosso di Rodi non regge affatto. In ogni caso, è il volto in particolare che colpisce dalla statua della libertà. Abbiamo sempre creduto che si trattasse di una ricca e famosa donna francese, Isabelle Eugénie Boyer, parigina.
Basilica di Santa Croce Firenze – statua libertà della poesia
La Boyer, era la vedova dell’imprenditore Singer, colui che diffuse nel mondo le macchine da cucire. Ufficialmente la Boyer ha posato per lo scultore Frédéric Auguste Bartholdi per la celeberrima scultura che rappresenta la liberta per gli USA. Di padre africano e madre inglese, Isabelle aveva una bellezza particolare. A 20 anni sposa il produttore di macchine da cucire Isaac Singer, 50 anni, e dopo la sua morte diventa la donna più ricca del paese. Isabella inizia a viaggiare per il mondo.
Si risposa con il violinista olandese Victor Robstett, altra celebrità mondiale e anche conte, così diventa contessa. Presto la Boyer diventa anche la star degli showroom in America e in Europa, invitata a tutti gli eventi mondiali. Ma è davvero lei la donna della statua americana? Oppure lo è ufficialmente perché in quel momento era una VIP come diremmo oggi?
Isabelle Eugénie Boyer
Non sarà invece che durante il viaggio in Italia è accaduto altro? Non sarà invece che Frédéric Auguste Bartholdi come tantissimi altri pittori, scultori e artisti di quell’epoca si è innamorato del volto di una donna ciociara? Le fattezze di Isabelle Boyer avrebbero fatto parlare la stampa e i rotocalchi, essendo ricca e famosa, eppure…Io credo invece che la statua della libertà somigli ancora di più al volto della modella ciociara, “donna dei Lepini” che si vede in foto. Questo quadro ha come autrice Elisabeth Jerichau-Baumann, polacca, che è stata a Roma a metà dell’ottocento, ma anche in Francia, quindi è possibile che lo scultore francese abbia non solo incontrato l’autrice di questo dipinto, ma che abbia visto il dipinto stesso. Che abbia fatto qualche bozzetto per farne tesoro? La somiglianza è sbalorditiva, non solo per il volto, ma anche per le fattezze massicce, corpulente, le stesse del dipinto.
Ciociara donna dei Lapini – Elisabeth Jerichau-Baumann
Insomma la statua della libertà somiglia moltissimo alla modella ciociara, è evidente. Orbene, la statua gigante raffigurante una donna che tiene una torcia in una mano e delle lastre nell’altra, con la data di adozione della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, potrebbe essere ciociara. Lo scultore rimase colpito dal volto del dipinto semi sconosciuto? Usò la ricca Boyer perché avrebbe avuto molta notorietà? Forse non lo sapremo mai, intanto sull’isola di Bedlow nel golfo di New York, continua a sorgere sopra Bedlow Island un monumento molto “italiano”, a simboleggiare il primo dei principi americani, la libertà.