Cari amici e amiche tutte, vi parlerò quest’oggi delle lanterne simbolo di speranza. Coordino itLecce da due anni ed è la la prima volta che mi espongo con l’”io”. In questi anni itLecce si è costituito del vostro entusiasmo. Linfa necessaria che costantemente ha animato il nostro spazio virtuale, fatto tuttavia di ‘cose’ reali. Insieme a voi abbiamo visitato i luoghi più belli del Salento e ne abbiamo portato agli occhi di tutti – anche di chi è molto lontano – le tradizioni.
Le lanterne simbolo di gioia: la vita che rinasce
Parliamo non solo delle tradizioni più in voga, ma anche di quelle che come una nicchia preziosa continuano ad esistere regalandoci il gusto dell’immenso. In un anfratto di bellezza. Sapete bene che è così che mi piace definire il Salento: un anfratto di bellezza. Seppure così vasto, per me rappresenta quell’angolo di paradiso in cui chiunque è il benvenuto. In questi mesi – numerosi – il nostro network Italiani.it e gli itCittà non hanno mai smesso di parlarvi, di narrare ‘cose belle’ che ci circondano, nonostante il vento grigio della pandemia.
Come affermava Sarantis Thanopulos, che abbiamo avuto il piacere di ospitare, il coronavirus ha reso incerta, precaria la nostra rappresentazione della realtà (interna ed esterna) e del nostro rapporto con il mondo. Ma c’è una frase che porto con me da quando tutto questo è iniziato. “La paura cosciente nei confronti del virus è sana, fa parte dell’amore per la vita e per la sua bellezza con tutto il dolore e l’infelicità che ci sono in essa”. Questo consegnava lo psichiatra greco Thanopulos al network di Italiani.it il 25 marzo scorso. Ed è una frase che, come accennavo poc’anzi, ho portato con me come un biglietto nel portafoglio.
Nei sorrisi e nelle paure: non perdere mai la forza del bambino
Ad oggi Italiani.it ha narrato soltanto il meglio di quanto questa condizione ci abbia ‘regalato’. Nei sorrisi e nelle paure. E così, come una grande famiglia quale siamo, di italiani sparsi nel mondo e che ci leggono da tutto il mondo, scelgo di portare alla vostra attenzione un’iniziativa che prende vita da anime infanti, la cui bellezza dell’amore insito e il fattore dell’ingenuità soppiantano la moltitudine di monadi non comunicanti che noi adulti siamo divenuti in questo tempo. Il tempo in cui un abbraccio non si sa cosa sia.
Le lanterne della speranza illuminano il Salento a festa
“Se vi è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo” – scriveva Maria Montessori. Ed è di speranza che Salve, Morciano e Patù si sono intrisi ieri notte, la notte della vigilia di Natale, grazie alle lanterne realizzate dai bimbi dell’Istituto Comprensivo di via Rosenberg. ‘’La vita è una fiamma che via via si consuma, ma che riprende fuoco ogni volta che nasce un bambino” scriveva G.Bernard Shaw.
La lanterna è il simbolo dell’intuizione e della presenza reale e costante di Dio. Dar vita a una lanterna significa intingere di luce il buio. La lanterna è anche emblema di inclusione, se ripensiamo ad esempio, che in paesi stranieri come l’Egitto la lanterna simboleggia la luce nuova. I saggi antichi si incamminavano verso il Moqattam facendosi luce con una lanterna e grazie a essa scrutavano il cielo. La lanterna è in sostanza la luce della conoscenza. La lanterna unisce due mondi: Oriente e Occidente. Infatti, anche al di là del mare, la lanterna viene esposta sui balconi o alle finestre raffigurando il percorso della fede.