È morta Laura Salafia, rimasta tetraplegica a causa di un proiettile vagante. Tutta la città piange questa donna, modello di cultura, esemplare e coraggiosa.
Laura Salafia, tutto cambia in un attimo
Catania piange la morte di Laura Salafia, 47 anni, un esempio di come la vita cambia in un attimo. Eppure Laura era una semplice studentessa, che nel 2010, stava uscendo dall’Università. La gioia negli occhi, la voglia di dimostrare e di raggiungere i propri sogni. E poi all’improvviso, in pochi secondi, la sua vita è totalmente cambiata. Un proiettile vagante, sparato in Piazza Dante, l’ha resa tetraplegica, ma lei ha continuato a lottare.
La ragazza, al momento dei fatti aveva 34 anni. Era felice perché aveva appena sostenuto un esame all’Università e stava andando a pranzo con dei colleghi. Ma all’improvviso il buio, si ritrovò nella traiettoria del proiettile che la colpì alla nuca. Il responsabile Andrea Rizzotti, è stato condannato a 16 anni di reclusione.
Laura Safrida, le donne non mollano mai
Cambiare la sua vita non deve essere stato certamente facile. Ma la donna è sempre stata e continuerà ad essere un simbolo per la città e per tutte le donne. La sua storia ha fatto il giro del mondo. E dopo l’incidente viene trasferita in un centro di riabilitazione ad Imola.
Il 23 dicembre 2011 Laura avvia la collaborazione con il quotidiano “La Sicilia”, scrivendo una sua rubrica in cui racconta anche di sé o commenta fatti dell’attualità. Tuttavia il 10 settembre 2016 Laura Salafia ha incontrato anche Papa Francesco in piazza San Pietro.
Mentre nel 2021 il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’ha insignita del titolo di Cavaliera al merito della Repubblica. Il 9 giugno scorso ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in Filologia moderna conferitale dall’Università di Catania.
Le parole del Sindaco di Catania, Trantino
“Per tredici anni -ha detto Trantino- la sua sofferenza ha interrogato le nostre coscienze di cittadini su un atto di violenza che ha colpito una ragazza innocente, ingiustamente vittima di una cinica sorte. Faremo in modo di ricordarla in modo perenne con l’intitolazione di un luogo evocativo della Città di Catania, affinché il suo modello di donna di cultura, esemplare e coraggiosa, che ha mostrato insuperabile attaccamento alla vita, nella gioia e nel dolore, rimanga un esempio anche per le future generazioni”.
Il Sindaco Enrico Trantino, gli assessori della giunta e tutta l’Amministrazione comunale di Catania esprimono unanime cordoglio e si uniscono al dolore della famiglia e dei tanti amici. E così ogni catanese manda un pensiero d’amore a quella donna che è il simbolo della lotta, del coraggio, della tenacia e del suo infinito attaccamento alla vita.