Le Tartarughe marine nidificano nel Delta del Po, prima nidificazione accertata. “Straordinaria la notizia delle nidificazioni di caretta caretta sul lido di Jesolo (VE) e su uno scanno nel Delta del Po ( RO). La segnalazione è stata accertata nei giorni scorsi da un gruppo di studiosi dell’Università di Padova coadiuvati dai volontari del WWF. Questo è senza dubbio l’evento faunistico dell’anno per il nostro territorio. Il Delta del Po continua a dimostrare la sua straordinaria vocazione faunistica grazie al mosaico di habitat diversi che lo caratterizzano”. Questo è quanto dichiara il presidente WWF Rovigo, Eddi Boschetti.
Le Tartarughe marine nidificano nel Delta del Po: la tartaruga marina
La Tartaruga marina ( Caretta caretta) è presente in tutti i mari del Mediterraneo. La deposizione delle uova e conseguente riproduzione della specie avviene principalmente in Grecia, Turchia, Cipro, Libia e, in misura minore, in Tunisia e Israele. La specie è fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo ed è ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane. I principali fattori di rischio in ambiente marino sono rappresentati da catture accidentali attraverso l’attività di pesca, inquinamento e impatto con imbarcazioni. In particolare, in Mediterraneo si stimano annualmente 132.000 catture all’anno a causa delle attività di pesca.
Le Tartarughe marine nidificano nel Delta del Po: necessario mettere in atto le giuste strategie di conservazione.
“Nell’ultimo ventennio” ci spiega Boschetti “ la Caretta caretta ha conosciuto un costante aumento della sua presenza nelle sacche, nelle lagune e nel tratto marino del Delta del Po. Questo probabilmente a causa dell’azione congiunta dell’abbondanza di nutrienti che contraddistinguono le foci dei fiumi, e ai noti cambiamenti climatici che hanno reso mediamente più calde le nostre acque marine”. E’ probabile che i due nidi di Jesolo e a Scanno Boa, nel Delta del Po, siano della stessa femmina. Infatti nell’arco di una stessa stagione riproduttiva, ogni femmina depone circa 4 nidi, ad intervalli l’uno dall’altro di 12 – 16 giorni circa. scavando una buca a forma di fiasco sulla spiaggia, ognuno contenente in media 100 uova. La deposizione dura mediamente 2 ore.
Fattori di rischio per la conservazione e riproduzione della specie
Fattori di rischio: le cause del grave declino che hanno colpito le popolazioni mediterranee di Caretta caretta, sono da ricercarsi nella riduzione e scomparsa dei siti adatti alla nidificazione. Le cause sono dovute all’erosione costiera in atto, a cui vanno aggiunte le attività umane: turismo di massa, veicoli usati per le pulizia delle spiagge effettuata con mezzi meccanici, la presenza di illuminazione artificiale. Anche la frequentazione notturna e diurna di determinati siti, come gli scanni del Delta del Po durante il periodo estivo, che coincide con la stagione di nidificazione, rappresentano minacce dirette. Questo vale tanto per le femmine durante le fasi di deposizione, quanto per i nidi durante lo sviluppo embrionale e l’emersione dei piccoli dal nido.

La preoccupazione del WWF
“La preoccupazione del WWF” sempre nella voce di Eddi Boschetti,”è che questa notizia porti un sovraccarico umano su un luogo simbolo dell’indole schiva e selvaggia del Delta del Po, come sono gli scanni. Siamo certi che conservare l’anima solitaria di questi luoghi coincida esattamente con la conservazione di questa specie che nella tranquillità degli scanni deltizi, in condizioni climatiche favorevoli come quelle attuali, potrebbe fare del Delta del PO un sito riproduttivo d’elezione”.