Gianni Ravera, inventore del famosissimo Festival di Sanremo, nel 1966 volle creare altri simil-eventi in tutta Italia. In Sicilia, precisamente a Catania, istituì le due giornate dell’Elefante d’Oro Festival, evento che si tenne il 13 e il 14 settembre del 1966 presso la Villa Bellini. Tanti, malgrado il suo entusiasmo per l’inaugurazione del nuovo evento, furono i problemi e gravi i danni che ne derivarono…
Gli organizzatori immaginarono per l’Elefante d’Oro Festival un grande successo: fu invece un disastro senza precedenti da ogni punto di vista. Le belle giornate di settembre fecero credere all’allora Sindaco di Catania Antonio Drago che fosse una bella idea quella di organizzare l’evento dell’anno all’aperto presso la Villa Bellini. Non tenne conto, però, dell’eccessivo entusiasmo della folla catanese.
Le due giornate da dimenticare
Presentato da Mike Bongiorno, la prima serata ebbe numerosi problemi logistici e di gestione (mancò l’energia elettrica che causò il ritardo della diretta in radio sul canale della Rai). Le 20.000 persone presenti riuscirono comunque ad assistere all’esibizione di Gianfranco Intra e la sua Orchestra, Luisa Ghini e Orietta Berti. Il dramma avvenne la seconda serata in cui si attendevano Claudio Villa, Dalida, Domenico Modugno, Equipe 84, Gianfranco Intra e la sua Orchestra, Little Tony, Lucio Dalla, Luisa Ghini, Mina, Orietta Berti, Quartetto Cetra, Richard Anthony. Loro erano i concorrenti che dovevano contendersi la tanto agognata statuetta dell’Elefante d’Oro. La calca in aeroporto all’arrivo dei cantanti avrebbe dovuto mettere in serio allarme l’organizzazione dell’event. Le forze dell’ordine dovettero intervenire per bloccare la gente che aspettava i propri miti.
La Villa Bellini in quella sera si trasformò in un campo di battaglia. L’eccessiva foga della folla provocò circa 20 milioni di lire di danni alla Villa. A causa del sovraffollamento l’Elefante d’Oro Festival fu annullato dopo pochi minuti. Le 30mila persone (in tutto in quel giorno si registrano 100mila presenze) accalcate davanti al palco, impedirono ai cantanti di allontanarsi sul pullman col quale erano giunti e ritornare in albergo. Con grande difficoltà riuscirono nell’intento grazie all’intervento della polizia, ma il povero Mike Bongiorno rimase bloccato da un gruppo di persone e dovette essere “liberato” da una pattuglia dei carabinieri.
Annullato l’Elefante d’Oro Festival: lo scempio ebbe inizio
I catanesi videro quell’improvviso annullamento e le tempestive partenze degli ospiti della serata come un affronto. La frustrazione era tanta, e molti vandali distrussero le aiuole della Villa Bellini e divelsero i segnali stradali. Nella folle calca che si venne a creare si persero dei bambini, e le loro madri svennero dalla paura di non ritrovarli più. Diversi furono gli atti vandalici che si perpetrarono in tutto il centro storico catanese. Inoltre si persero le tracce di quello che doveva diventare il simbolo dell’evento, la statuetta dell’Elefante d’Oro, che non fu mai assegnata.
La maggior parte dei cantanti lasciarono subito Catania con i voli diretti per Roma o Milano, altri invece, come ad esempio Mina, rimasero per una notta all’Hotel Excelsior in piazza Verga. Alcuni “fan” venuti a conoscenza della loro presenza in hotel, si presentarono in piazza reclamando in coro un’esibizione per compensare quella persa alla Villa Bellini. Anche in questo caso la polizia intervenne per allontanare i fastidiosi fan.
La follia di quella triste e indecente serata verrà ricordata negli anni. La pessima organizzazione fece naufragare la possibilità di trasformare la città in una meta da concerto. Tanto che la città etnea sarà evitata dai cantanti internazionali per i loro tour in Italia, fino al 1995 quando ci fu il leggendario concerto dei R.E.M.