Si sa che d’estate si è maggiormente stimolati alle letture. Ciò perché si ha più tempo libero a disposizione e un’aumentata predisposizione a conoscere, concentrarsi, grazie al fatto di rigenerarsi a contatto col mare o con la natura. Solitamente sono i romanzi ad avere il primato sotto l’ombrellone, il ché non è una scelta sbagliata. Tuttavia potremmo approfittare dei momenti di relax per aumentare le nostre abilità personali e venire più a contatto con noi stessi. Per questo oggi vi presento un mio e-book, di recente pubblicazione, dal titolo “Le parole, il silenzio, l’ascolto e il linguaggio del corpo”.
Le parole, il silenzio, l’ascolto e il linguaggio del corpo: letture consigliate
Cosa sono le parole? Potremmo dare molteplici significati alle parole, indubbiamente uno strumento molto potente per la nostra mente e per comunicare con gli altri. Tra le varie definizioni ne sceglieremo una, quella di J. Locke. Egli, nell’ Essay concerning human understanding del 1690, sosteneva che ‘’la funzione delle parole è quella di essere contrassegno delle idee e che le idee sono il loro significato’’.
Le parole sono anche vibrazioni, che entrano nel cervello attraverso le orecchie, e modificano la sostanza cerebrale. Ed è per questo che noi siamo e finiamo col diventare le parole che diciamo a noi stessi e le parole che diciamo agli altri. Anche il nostro inconscio ascolta le parole, le parole che ci diciamo, ed è per questo che occorre dare un grande peso alle parole e cercare di parlare a noi stessi e agli altri nel modo più funzionale possibile. Ad esempio, desideriamo che il nostro inconscio ci ascolti? Parliamo in positivo. Evitiamo di pronunciare frasi che cominciano con la negazione ‘’non’’. Sostituiamo le parole negative con parole positive, affermando chiaramente gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Tra le letture in tema vi presento il mio e-book.
Quanto conta saper ascoltare?
E’ importante pronunciare le giuste parole quando si parla con qualcuno. E’ altrettanto importante imparare ad ascoltare nel modo giusto per comprendere realmente i messaggi che ci vengono inviati. Il rischio di un ascolto non corretto è quello di fraintendere un messaggio. E di agire in base a ciò che crediamo di aver capito e non in base a ciò che è stato realmente affermato. In definitiva, dovremmo apprendere a fare un uso davvero consapevole delle parole, un uso consapevole del silenzio e un uso consapevole dell’ascolto. Esistono letture che in tal senso ci possono aiutare!
Quanto è facile commettere uno sbaglio soltanto iniziando a parlare? E il silenzio cos’è esattamente? Lo specialista in facilitazione Pino De Sario definisce il silenzio come ‘’uno strumento di comunicazione molto potente con diverse funzioni. Tra cui: attirare l’attenzione e generare sorpresa nell’uditorio distratto; gestire il potere; rimarcare espressioni positive. Ad esempio approvazione, intimità, affetto; evidenziare modalità negative, quali smentita, disconferma, chiusura’’. Non è affatto vero che il silenzio non parla. Nel silenzio di una persona possono essere racchiusi tutti i sentimenti e i pensieri, positivi o negativi. Il silenzio può denotare molte cose e a volte non significa indifferenza. Anzi, serve a rimarcare l’importanza di una situazione. Poiché si tratta comunque di un’arma potente cerchiamo di farne un uso consapevole.
Una buona fetta di intelligenza emotiva è ciò che serve
A caratterizzare il nostro comportamento e la nostra personalità è un insieme in cui il quoziente intellettivo si fonde con qualità quali l’autocontrollo, l’empatia e l’attenzione verso gli altri. In breve, l’intelligenza emotiva. Daniel Goleman, psicologo e giornalista americano, definì nel 1996 una tesi nella quale sostenne l’importanza dell’intelligenza emotiva. Essa è basata sul legame tra sentimento, carattere e istinti morali. Egli enucleò l’intelligenza emotiva come ‘’la capacità di motivare sé stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione. Di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare’’.
Secondo Goleman chi si lascia andare in balia degli impulsi e manca di autocontrollo è affetto da una “carenza morale”. La capacità di controllare gli impulsi è alla base della volontà e del carattere. Inoltre la base dell’altruismo risiede nell’empatia (empatia = capacità di mettersi nei panni dell’altro pur mantenendo la propria identità). E’ importante notare che le competenze di intelligenza emotiva (IE) non sono talenti ma abilità apprese, che dunque possono essere apprese da tutti a qualunque età.
Essere competenti nell’intelligenza emotiva
Quali sono le competenze dell’intelligenza emotiva?
- La consapevolezza di sé;
- la gestione di sé;
- la consapevolezza sociale;
- la gestione delle relazioni.
- Autocontrollo, entusiasmo e perseveranza, auto-motivazione. Sono capacità emotive che possono far sì che anche le persone con un moderato QI (Quoziente intellettivo) possano riuscire nelle proprie prestazioni, anche meglio dei soggetti con elevato QI.
Le capacità connesse con il Quoziente Emotivo riguardano in particolare le capacità empatiche con cui ci si relaziona con le altre persone. Riuscendo quindi a percepire sia lo stato d’animo che il punto di vista dell’altro.
L’arte di ascoltare le parole e il corpo
Cosa significa ascoltare? Indubbiamente ascoltare è un momento fondamentale nel processo di comunicazione. “Qualsiasi discorso è nullo se non è ben inteso’’, sosteneva il filosofo Plutarco. Non essere dei buoni ascoltatori, avere una scarsa capacità di ascolto può ingenerare fraintendimenti e incomprensioni. Specie se si è condizionati dall’istintiva tendenza ad ascoltare per rispondere subito anziché concentrarsi per comprendere e accogliere fino in fondo il messaggio dell’altro. Dei buoni ascoltatori si può anche diventarlo se partiamo da letture appropriate.
Quello che nasce come un processo spontaneo e passivo, può diventare un processo consapevole in cui anche l’ascoltatore fa la sua parte. In che modo? Attivandosi per la comprensione esatta del messaggio e delle ragioni di chi parla. E’ ciò che viene definito “ascolto attivo”, nel quale entrano in gioco l’assertività e l’empatia. L’ascolto attivo prende in considerazione anche il vissuto di colui che parla. E recepisce tutto ciò che chi parla invia, come i segnali corporei, i ricordi che affiorano, le emozioni e i sentimenti.
Il cuore dell’ascolto attivo: le letture che fanno per noi!
L’ascolto attivo è un ascolto attento e profondo, in cui si cerca di vedere le cose dal punto di vista di colui che parla. E di contestualizzare ciò che viene detto. Vi è una comprensione del vissuto. L’ascolto attivo è ciò che comprende in sé l’ascolto buono, che riguarda anche l’ascolto del corpo e col corpo. E che soprattutto accoglie l’altro e il messaggio che egli invia, in modo non giudicante. Si dà dunque rilevanza anche alla parte non verbale della comunicazione. Se vuoi saperne di più acquista l’e-book sui migliori store.