Quello che è mancato nel corso degli ultimi mesi, a causa della pandemia, è soprattutto il contatto con le persone più anziane. Esse, spesso trovano sempre la parola giusta e saggia o sanno cogliere nel silenzio il modo più eloquente del parlare. Alcune di loro, inoltre, possono essere d’esempio per i più giovani per il loro appassionato impegno a favore della collettività. Luigi Passadore è sicuramente una di queste persone. Conosciutissimo ad Adria, classe 1933, “Gigin” ha dedicato tutta la sua vita al volontariato con gioia e altruismo. Per questo, pochi giorni fa, gli è stata conferita da parte dell’Amministrazione Comunale la benemerenza “Adria riconoscente”. Anche noi di itAdria.it esprimiamo la nostra gioia: Luigi Passadore rappresenta il meglio della nostra Comunità!
Luigi Passadore, una vita dedicata al bene del prossimo
La dedizione instancabile e costante per il bene del prossimo di Luigi Passadore nasce soprattutto in Croce Verde. Iscrittosi a 18 anni nell’anno dell’alluvione del Polesine, si presta nel dare assistenza agli alluvionati di Orticelli, Fasana e Ca’ Emo, ospitati nell’Orfanotrofio San Vincenzo de’ Paoli, in via Cairoli. “Noi militi nulla chiediamo. Il tuo aiuto è per coloro che ci chiamano nel momento del dolore“. “Gigin” rappresenta proprio l’emblema del milite. In coppia con l’amico Tullio Pizzo guida l’ambulanza, una Fiat 1100 fino al 1996. Nel 1997 la ‘coppia’ Passadore – Pizzo riceve il riconoscimento di Cavaliere della Repubblica per l’intensa opera umanitaria prestata nell’Associazione.

A metà degli anni ’90, Luigi Passadore è tra i fondatori della consulta per il volontariato sociale di Adria, di cui è stato presidente fino al 2012. Ancora oggi è un punto di riferimento del volontariato adriese.
Il suo motto “In alto i cuori” (Sursum corda), inteso come una forma di incoraggiamento, è, ormai un cult.
Caro amico Luigi, ti scrivo…
Caro Gigin, ci conosciamo da tanti anni, ma non finisci mai di sorprendermi. Siamo stati fianco a fianco in diverse occasioni: dagli appuntamenti promossi dalle Consulte, alle feste del volontariato. Non potevamo di certo mancare, poi, alle varie edizioni della Canalonga a Baricetta o al tradizionale concerto “Pasqua in…canto” promosso dal Coro Edelweiss, giusto? Sai quanto ci mancano le tue visite in Pro Loco. “Ciao fiole!” ci dici sempre quando arrivi, posi il tuo copricapo e ti siedi. Non ci fai mancare mai le parole di incoraggiamento, quelle che sanno toccarti il cuore.

E i racconti della tua infanzia, della guerra, delle tue esperienze nelle varie Associazioni. Hanno sempre un insegnamento, uno spunto di riflessione. E vogliamo parlare della tua passione per la musica? Oltre sessant’anni di canto nel Coro Polifonico della Cattedrale è davvero un traguardo invidiabile. Come scrive Voltaire: La musica è la musica dell’animo, soprattutto degli animi sensibili. Come il tuo “Gigin”. Grazie! Letizia
