Maria Veronica Latini, di una bellezza selvaggia, così sfrontata e sfolgorante da colpire tanti artisti nell’800 in quei costumi tipici del Lazio. La Latini è stata molto popolare a metà del 1800, lei nata nella campagna romana, figlia di un apicoltore.
Maria Veronica Latini
Accadde la vigilia di Natale nel 1865, presso la basilica di San Pietro, quando Maria Veronica aveva solo 12 anni. Lo scultore francese Jules Renaudot, la notò per via della sua bellezza selvaggia.

A quell’epoca erano tantissimi i fotografi, ma soprattutto i pittori e scultori stranieri che vivevano a Roma, alla ricerca di queste bellissime donne italiane, soprattutto se abbigliate in abiti “ciociari. Riguardo Maria Veronica, due amici parigini, un pittore e uno scultore presero a frequentare la ragazza. Il pittore, che si chiamava Alexandre Henri Regnault e la fece posare per lui. Ne immortalò la bellezza appunro in un’opera ancora oggi famosissima, che si trova al Museo Metropolitan di New York, la celebre ‘Salomè’, di una bellezza impertinente e prorompente. Poi, lo scultore, J.F. Gabriel Renaudot qualche tempo dopo, la rincontrò nel paese sul dorso di un asino e si presentò alla sua famiglia, perché voleva assolutamente ritrarla.
Museo Metropolitan di New York
Addirittura dopo qualche anno la sposò e si trasferirono alle porte di Parigi. Tempo dopo, Jules Renaudot espose al Salone di Parigi, dove otterrà una menzione d’onore nel 1872 per la sua “Naiade”, la cui modella era stata proprio sua moglie.

L’opera venne esposta nei giardini del Lussemburgo, ma tempo dopo rimossa su richiesta di puritani “padri” del quartiere di Saint-Sulpice. In ogni caso oggi l’opera di Renaudot è ora conservata presso la Tours City Hall. Anche l’opera “Salomè”, esposta al Salone di Parigi del 1870, suscitò un certo scandalo, proponendo una innovazione totale nell’iconografia femminile, rendendola sfrontata. Il quadro, considerato un capolavoro di arte contemporanea, fu acquistato da una nobildonna italiana, grande amatrice d’arte, la quale conservò l’opera nella sua casa di Parigi per oltre quarant’anni. Il barone Henri de Rothschild cercò di trattenere l’opera in Francia.
Alexandre Henri Regnault – Maria Veronica Latini
Ma tempo dopo, in una trattativa che intercorse tra un antiquario americano e il Louvre, la spuntò il Metropolitan. La cifra fece scalpore poiché la Salomè costò ben di 112.000 dollari, una somma molto ingente per l’epoca. Maria Veronica Latini posò anche per la scultrice francese Adele d’Affry e Duchess Castiglione-Colonna in arte Marcello. Poi per l’opera Pythia (Sibilla Pizia) del 1870, conservata all’Opera House di Parigi.

Inoltre ebbe una figlia Gabrielle, insieme a Jules-François-Paul, che fu una delle prime donne a conseguire la maturità classica. La giovane successivamente diventerà moglie e collaboratrice del celebre astronomo francese Camille Flammarion, insieme al quale pubblicò libri, articoli scientifici ed anche romanzi. Tra queste, anche una pubblicazione sulla madre Maria Veronica. Insieme fecero numerose scoperte scientifiche nel firmamento, tanto che un cratere di Marte porta il nome: Gabrielle, come pure qualche asteroide.