Monumento Norberto Turriziani, un’opera che rappresenta valori e molteplici profondi significati. Sentimenti e frammenti di storia s’intrecciano all’amor patrio e all’indomito senso del dovere di uno e di tanti soldati. Militi caduti sospinti dal coraggio e da nobili ideali.
Monumento Norberto Turriziani
Siamo in Largo Turriziani, nel centro storico della città di Frosinone, dove un po’ defilato, si staglia in alto un monumento che rappresenta tanti giovani caduti in guerra. Norberto cade durante la prima guerra mondiale, lasciando sgomenta l’intera città e distrutti dal dolore i suoi familiari. Da quel giorno, il padre Antonio che era podestà di Frosinone, decide finché avrà vita, di onorare la figura del figlio, attraverso molte encomiabili iniziative.
Tutto accadde in pochi attimi, in Veneto, una terra molto lontana, presso Cima Campiluzzi, in una zona di montagna del vicentino. Gli scontri in battaglia sono feroci e terribili le ferite, così come le mutilazioni. Accade in un’epoca in cui molti soldati vanno alla mattanza con la morfina in corpo. In quel luogo, vicino al Tentino, che un tempo era Tirolo, in maggio i panorami sono meravigliosi. Eppure la guerra oltraggia sia i luoghi, che la giovinezza di tanti soldati.
Caduti della Grande Guerra
Là, il 18 maggio 1916 Norberto Turriziani Sottotenente del 70° reggimento fanteria cade a soli 21 anni. Era nato a Frosinone il 6 febbraio 1895. Lascia la vita come tanti altri giovani su quei monti e nelle trincee. Il sottotenente frusinate, riceve postuma, la medaglia d’argento al valore militare con la seguente motivazione: “infondendo, con la parola e con l’esempio, nei propri uomini, l’entusiasmo ed il coraggio di cui dava brillante prova personale, sotto il violento fuoco di artiglieria e mitragliatrici nemiche, ed in un momento critico per il battaglione al quale egli apparteneva, si slanciò arditamente, col suo plotone, all’occupazione di una trincea avanzata già intensamente battuta e vi trovò gloriosa morte”.

Da quel momento, il cavalier Antonio Turriziani, perduto il figlio, insieme alle zie del soldato caduto, Giulia e Maria Teresa, si adopera, promuovendo molte opere di carità e filantropia, forse senza precedenti a Frosinone.
Liceo Norberto Turriziani
Soprattutto il padre del milite, diventa per Frosinone un vero e proprio mecenate, contribuendo in modo importante e corposo a creare delle realtà concrete e importanti in onore del figlio. Anche la casa natale di Norberto è donata alla città e diventa la biblioteca civica intitolata al sottotenente, che ancora esiste a due passi dal monumento, sotto il quale oggi giocano tanti bambini.
Il cavalier Turriziani, decide inoltre di donare ingenti somme di denaro a Frosinone, per l’istituzione di scuole e per altre iniziative filantropiche. Esiste una documentazione che lo testimonia, ovvero un testamento redatto il 21 luglio 1939. Turriziani dona al Comune per l’istituzione del Regio Liceo Ginnasio, la somma di 140.000 lire. Per aggiunge inoltre 50.000 lire per l’acquisto del terreno stesso su cui è sorto poi il Liceo. In onore del figlio, Turriziani dona ancora diverse somme per istituire varie borse di studio per gli studenti locali.
Biblioteca civica di Frosinone
Di fatto, lascia tutti i suoi beni al Comune ciociaro e al Liceo Ginnasio; sempre con l’intento e la volontà di conservare viva la memoria dell’amato figlio Norberto. Si tratta di iniziative encomiabili e che nel tempo hanno portato tanti frutti alla città. Investire in cultura, possiamo dire oggi dopo così tanto tempo, che è stata sicuramente la scelta migliore.

Tanti giovani hanno potuto studiare anche grazie a queste donazioni. Tornando al monumento, dopo tre anni dalla scomparsa di Norberto Turriziani, il Comune di Frosinone, con la delibera 122 del maggio 1919, stabilisce di realizzare, sempre con fondi donati dal padre un monumento a lui dedicato. Ancora oggi possiamo quindi vederlo, anche se in origine era collocato in una posizione un po’ diversa da quella attuale.
Monumenti di Frosinone
In origine era a ridosso della salita che porta all’Arco Campagiorni, oggi Via Fratelli Bragaglia. Dalle foto d’epoca si vede il complesso del monumento che in origine era molto più grazioso, con dei vasconi e acqua a cascata. Per via dei bombardamenti del secondo conflitto bellico mondiale, il monumento fu gravemente danneggiato. La statua restò intatta, ma sprofondò nella voragine che si era creata. Nel ’45 la statua trovò collocazione nel liceo ginnasio dedicato al milite caduto, dove restò a lungo. Tuttavia, probabilmente esisteva il progetto di ricomporre il monumento, poiché degli studenti ricevettero l’incarico di catalogare per ricomporre il bellissimo basamento, di cui però non resta traccia. Oggi resta in modo più scarno, ma ancora di più un grande significato.
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