Da Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, a Tokio 2020: Enza Petrilli si qualifica nel tiro con l’arco con un ottimo quarto posto.
Da Taurianova a Tokio sognando una medaglia
Enza Petrilli si è aggiudicata la qualificazione, con un punteggio di 625 e un quarto posto nel ranking generale e un secondo posto tra le atlete italiane, alle Olimpiadi paralimpiche di Tokio per il tiro con l’arco. Un esordio con i fiocchi, dunque, che fa ben sperare. La qualificazione, infatti, la inserisce di diritto tra la favorite per una medaglia. Una combattente che in questi anni ha dimostrato che da un dramma che, sembra insormontabile, si possono toccare alte vette.
Nel 2016 dopo un incidente, lungo la strada che conduce a Gerace, è rimasta paralizzata e costretta a usare la sedia a rotelle. Dopo il risveglio dal coma, Enza, si è subito resa conto di quanto fosse grave la sua situazione e, di quanto la sua vita era cambiata in un soffio. Ma ha da subito dimostrato una grande grinta e forza di volontà. E una grandissima voglia di continuare a vivere pienamente la sua giovinezza.
Enza Petrilli: lo sport come rivincita contro la cattiva sorte
Lo sport l’ha aiutata a superare le difficoltà e il tiro con l’arco è diventata la sua ragione di esistere. Lei stessa in un’intervista ha detto che “tutto ciò che le è capitato è’ una rivincita, da persona ‘normale’ non pensi ci possa essere un mondo dietro la carrozzina e invece c’è”. La sua disabilità è diventata la sua forza, In questi anni ha vinto diversi titoli e medaglie. Grazie anche al meraviglioso ambiente della sua ASD e dell’AIDA onlus di cui fa parte, ha raggiunto tanti traguardi che le hanno permesso di essere convocata nella Nazionale Italiana Para-Archery.

Questo l’ha portata alle Paraolimpiadi di Tokio 2020 e il grande spirito di sacrificio e la sua forza d’animo hanno dato grandi risultati. Taurianova e la Calabria tutta non possono che tifare per questa campionessa che è riuscita a raggiungere il traguardo dei giochi olimpici. L’auspicio comune è che Enza Petrilli riesca a iscrivere il suo nome nel medagliere olimpico portando a casa meritati riconoscimenti.
(Foto pagina Facebook aidaonlus.org)