Biodiversità nel Delta del Po, unico sito riproduttivo in Veneto del Pelobate Fosco. Il Pelobate fosco (pelobates fuscus) appartiene alla famiglia degli anuri che sono un ordine di anfibi. La specie è endemica della Pianura Padana con la sottospecie insubricus.
Per l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura la specie è considerata EN (Endangered) e cioè in pericolo, e risulta come specie prioritaria della Direttiva Habitat.
Biodiversità nel Delta del Po, unico sito riproduttivo in Veneto del Pelobate Fosco
Scopo della Direttiva Habitat è “salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato”. Questi obiettivi sono perseguiti, in particolare, in una rete di aree naturali protette (Rete Natura 2000) ai sensi della medesima Direttiva.
Il pelobate fosco uno degli Anfibi più rari in Italia
Si tratta di una specie particolarmente rilevante, essendo uno degli Anfibi più rari in Italia. Il Pelobate fosco viene anche chiamato “Rospo della vanga”. Questo secondo nome deriva dal fatto che nelle zampe posteriori presenta degli speroni metatarsali, che permettono agli esemplari adulti, di scavare nel terreno. I Pelobati scavano gallerie molto profonde, dalle quali emergono solo per nutrirsi e riprodursi. Generalmente escono allo scoperto, di notte in giornate umide e piovose. Di giorno questo avviene solo durante il periodo dell’accoppiamento che ha luogo tra marzo e aprile.
Otto anni di monitoraggio di Pelobates fuscus a Porto Caleri – Rosolina, Delta del Po.
Noi di itAdria abbiamo contattato uno dei massimi esperti e ricercatori in Italia di questa specie, Jacopo Richard, specializzato in erpetologia, da oltre quaranta anni insegue e studia il Pelobate fosco. Il “rospo dalla vanga” viene chiamato anche “rospo dell’aglio”. “Questo nome deriva dall’odore di “aglio” che gli individui di questa specie producono, quando disturbati “, ci spiega Richard “è un sistema di protezione dai predatori, che probabilmente li infastidisce e li rende meno “appetibili”.
Jacopo Richard lavora presso l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario di Veneto Agricoltura. È laureato in Scienze Naturali e si occupa di monitoraggio di specie animali protette (soprattutto anfibi e rettili), si occupa anche della gestione di aree inserite nella Rete Natura 2000, gestite da Veneto Agricoltura. Richard dal 2008 segue anche un importante progetto di reintroduzione della specie.
Jacopo Richard ci racconta il pelobate fosco.
Chiediamo al Dott. Richard, come si svolgono le ricerche sulla specie? “Dipende dagli obiettivi che si intendono perseguire. I monitoraggi, ci consentono di valutare lo stato di salute delle popolazioni. Il metodo più efficace prevede la recinzione dei siti riproduttivi (stagni o fossati) con una barriera lungo la quale, sui due lati, si interrano delle trappole a caduta, (anche semplici secchi). In questo modo si catturano tutti gli animali che si recano agli stagni per la riproduzione.
“Questo metodo” ci spiega Jacopo, “è stato applicato per otto anni presso uno stagno riproduttivo del Giardino Botanico Litoraneo del Veneto è molto impegnativo, poiché ogni mattina bisogna controllare le trappole. Più semplici sono la conta dei maschi che cantano negli stagni (utilizzando gli idrofoni, ovvero microfoni sommergibili). Oppure il conteggio degli individui presenti su dei percorsi standard durante la notte”.
Una specie sempre più rara in pianura Padana
Da quanto da noi indagato, sembra che questa specie fosse data per estinta in Veneto, cosa ci dice Richard. “Si, oltre ai reperti storici dell’800 per la bassa pianura veronese, nel corso del ventesimo secolo esistono delle segnalazioni per il veneziano, nei dintorni di Mestre, alcune delle quali non testimoniate da reperti; si tratta di una specie particolarmente sensibile alle alterazioni ambientali prodotte dalle attività umane”.
Biodiversità nel Delta del PO
Continua Richard:”Porto Caleri e Porto Fossone presenta una ricca comunità di anfibi, ci spiega Richard negli stagni si riproducono due specie di tritoni (Tritone crestato e Tritone punteggiato) ed è stata verificata la presenza anche della Rana di Lataste, una specie endemica della Pianura Padana”
Il Pelobate fosco, una specie da salvaguardare
Chiediamo ancora di spiegarci l’importante progetto di reintroduzione che segue da qualche anno. “Il progetto prevede la reintroduzione del Pelobate fosco presso la Riserva Naturale Integrale di Bosco Nordio, gestita da Veneto Agricoltura. E’ un progetto complesso, partito nel 2008, quando abbiamo prelevato alcune ovature da stagni che si stavano prosciugando. Abbiamo poi trasferito queste ovature in alcuni stagni presenti nella RNI di Bosco Nordio. Sembra che il progetto abbia dato ottimi risultati, poiché ogni anno rileviamo la presenza e la riproduzione della specie nella riserva”.
Lei, pensa che le generazione future riusciranno a conoscere il pelobate fosco? ”La sopravvivenza di questa specie dipende da molti fattori. Oltre alla conservazione degli ambienti naturali, altre minacce derivano dalla triste presenza, di specie aliene, quali il “gambero della Louisiana” detto anche “gambero killer”. O le “tartarughe americane” feroci predatori che minacciano la biodiversità del Delta del Po.