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Pensavo fosse amore, in una città unita contro la violenza non solo il 25 novembre, ma quotidianamente

Pensavo fosse amore, è stato ed è un progetto in divenire di cui mi sono già occupata. Sarebbe sterile se una comunità rivolgesse ad un dramma come il #femminicidio solo una giornata. Quindi “Frosinone c’è” e ci sarà anche domani per chi è sotto attacco.

Pensavo fosse amore

“L’impegno dell’amministrazione comunale – ha dichiarato il Sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli – è di contribuire a innalzare il livello d’attenzione dell’intera comunità sul tema della violenza contro le donne. Farlo organizzando e patrocinando eventi e manifestazioni che raggiungano tutti i cittadini: dagli studenti agli artisti, dai commercianti alle associazioni, dai giovani ai meno giovani.

Pensavo fosse amore - Violenza E Convegno in foto

In questo momento di grande indignazione per le notizie che la cronaca ci restituisce, abbiamo il dovere di interrogarci e riflettere. Farlo per scegliere le parole e i gesti più opportuni, e sostenere il cammino della società nella direzione di un processo destinato a modificare le relazioni di potere tra donna e uomo nella società. E’ fondamentale per lo sviluppo del tessuto sociale. Questo processo, infatti, va di pari passo con l’uguaglianza di genere, che assicura un futuro migliore per tutti. Ed è la base stessa della convivenza civile.

Violenza di genere

Il femminicidio è il terribile apice della violenza di genere – ha proseguito il Sindaco Mastrangeli – ma esistono altri tipi di violenza, come quella psicologica e verbale, che possono precedere e sfociare nel dramma. Per questo motivo, non vanno sottovalutati mai gesti o parole diversi da quelli suscitati da amore, rispetto e sano confronto”.

Pensavo fosse amore - Scarpette Rosse simbolo della violenza di genere

Questo l’intervento del Sindaco Mastrangeli a margine di “Pensavo fosse amore”, organizzato nell’ambito delle iniziative per la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’evento, fortemente voluto dal Sindaco e realizzato con gli assessorati alla cultura e pari opportunità (Simona Geralico), all’istruzione e commercio (Valentina Sementilli) al centro storico (Rossella Testa) e innovazione (Alessandra Sardellitti), si è tenuto lunedì scorso in due luoghi della città. Il tutto in collaborazione con l’associazione Convivium Perenne. I protagonisti della giornata sono stati gli studenti degli Istituti di Istruzione secondaria di I grado e degli Istituti di Istruzione secondaria.

Femminicidio

Questa strategia consentirà di portare nel tessuto scolastico e sociale, i sani principi della convivenza pacifica e coesa. I ragazzi hanno presentato le proprie creazioni digitali sul tema. In mattinata, la Sala Consiliare del Palazzo Comunale ha ospitato una rappresentanza delle classi degli Istituti di Istruzione Superiore di II grado, con gli interventi della professoressa emerita dell’Accademia di Belle Arti Patrizia Molinari, delle responsabili dei Centri Antiviolenza del territorio e del direttore tecnico superiore psicologo della Polizia di Stato dottoressa Cristina Pagliarosi.

Pensavo fosse amore- premiazione degli istituti Comprensivi

Si è svolta poi la premiazione del concorso rivolto ai commercianti “In vetrina: stop al femminicidio”, con gli attestati e le targhe consegnati a Baby Lù, Prima Donna, Carla Fashion,  Belle Epoque, White-F, Profumeria Sampaoli, per le loro vetrine allestite con slogan, libri, manichini, cartelloni contro la violenza. Presenti anche Ombretta Ceccarelli e Virginio Panici della commissione esaminatrice.

Pensavo fosse amore – Vetrine di Frosinone

In pomeriggio, infine, la Casa della cultura ha ospitato una rappresentanza delle classi terze degli Istituti di Istruzione Superiore di I grado e dell’indirizzo strumentale. Si è presentato dei lavori digitali realizzati. Tra cui la performance musicale a cura dei Comprensivi ad indirizzo musicale e dell’Associazione Giardino delle Note (direttore artistico Katia Sacchetti). Infine l’intervento del direttore tecnico superiore psicologo della Polizia di Stato dottoressa Cristina Pagliarosi.

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