Pesci alieni nel Po, alcuni li chiamano così, svicolando da termini scientifici. Da molto tempo è a rischio la biodiversità locale. Addirittura alcune specie autoctone sembrano essere state del tutto sostituite da specie estranee che occupano la stessa nicchia ecologica.
Pesci alieni nel Po
Ogni tanto le forze dell’ordine devono correre a destra e a manca per salvare qualcuno morso da una tartaruga azzannatrice. Del resto già dal 2009 nelle lagune del delta del Po vivono stabilmente oltre una dozzina di specie aliene. Alcune sono piccoline, tra crostacei e molluschi ma non per questo meno dannose. Sia chiaro che queste specie non arrivano, se non in rari casi per vie naturali.

Spesso arrivano in Italia illegalmente, comprate all’estero al mercato nero e poi con volubile stoltezza, abbandonate in un corso d’acqua. Anche il laboratorio di biologia ambientale di Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto ha studiato molto la questione. A volte capita che una specie aliena occupi la stessa zona di una specie autoctona. Le due specie possono quindi contendersi cibo e territorio. Per non parlare poi della situazione in cui una divora l’altra.
Polydora cornuta
La specie estranea può prendere il sopravvento e cambiare l’ecosistema, finanche la catena alimentare. Nel tempo poi si potrebbero delineare vari scenari, tra i quali: le due specie potrebbero convivere in modo più o meno equilibrato. La specie aliena potrebbe soccombere per il sopraggiungere di condizioni ambientali sfavorevoli o perché i predatori hanno la meglio. La specie aliena potrebbe sostituire in modo definitivo la specie indigena.

Nelle lagune del delta del Po alcune specie autoctone sembrano essere scomparse. Di certo non è un problema che riguarda solo il delta del Po. In Italia ci sono più di 3.000 specie aliene e di queste circa 400 sono considerate invasive: piante e animali di origine alloctona che mettono a rischio la biodiversità degli ecosistemi. Il fenomeno è ancora poco noto ma in realtà molte di queste specie esotiche si sono insediate anche nelle nostre aree urbane.
Tartaruga azzannatrice
E’ stata identificata la sola specie alloctona Polydora cornuta, mentre è assente l’autoctona Polydora ciliata. Qui vivono anche i pesci rossi del fiume Vasse in Australia e i pacu del lago Michigan negli U.S.A. Sono due tipi di pesci provenienti dagli acquari, scaricati nel Po che possono mutare l’ecosistema locale. Ci sono, però, anche altri esemplari di specie aliene che hanno causato danni notevoli. Nel nostro paese il Po ha vissuto invasioni spesso traumatiche.

Prendiamo la Lucioperca, proveniente dall’Europa orientale e dalle regioni asiatiche è presente in vari paesi, tra cui appunto l’Italia. Ma anche il pesce gatto americano, che è originario del Mississippi che è un forte predatore notturno che raggiunge un peso notevole. C’è anche la Tilapia, che è un pesce endemico di Asia, Africa e Sud America ed in varie zone rappresenta un’importante risorsa alimentare.
Pesce gatto americano – Pesci alieni nel Po
C’è anche la Gambusia, che è originaria del Golfo del Messico, che è presente oggi in diverse regioni per aiutare la lotta alle zanzare, poiché si ciba delle loro larve. Persico sole. Importato dagli Stati Uniti, è presente in Italia già dalla fine del 1800 Persico trota. Originario del Nord America, vive ormai anche nel nostro paese da circa un centinaio di anni ed è una preda ambita dai pescatori sportivi. Acerina. Presente sia in Europa, sia in America Settentrionale, ha causato diversi effetti negativi agli ecosistemi di alcune zone in cui è presente.