ATTENZIONE: Evento annullato. Tramite una nota ufficiale, Reggia.it ha comunicato l’annullamento del concerto di Ferragosto. Per chi avesse acquistato già i biglietti, è possibile richiedere il rimborso presso l’Info Point Caserta Welcome o Reggia Travel.
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Tempo di mare, sole, relax e divertimento. In una sola parola: tempo di vacanze. Ma per chi passerà il mese di agosto in città, le alternative per staccare la spina non mancano di certo. Numerosi sono infatti gli eventi che animeranno la nostra provincia come sagre, feste o – perché no – concerti alle prime luci del mattino. A Ferragosto alla Reggia di Caserta sarà possibile godersi l’alba con una colonna sonora d’eccezione: quella della musica dei bottari di Macerata Campania.
Tini e botti all’alba: concerto unico alla Reggia di Caserta
Il 15 agosto la Reggia di Caserta aprirà i suoi cancelli un po’ prima del solito orario. A partire dalle 05.30 del mattino, infatti, la grande musica accompagnerà il sorgere del sole. Protagonisti dell’evento? I bottari di Macerata Campania con il concerto Tini e botti all’alba, che entra di diritto tra gli eventi di Ferragosto più interessanti d’Italia.
Il tutto si svolgerà nell’affascinante Aperia vanvitelliana, che negli ultimi anni è stata protagonista di numerosi spettacoli. Nel corso della mattinata saranno riproposti i brani tipici suonati durante la festa di Sant’Antonio Abate – che ricorre il 17 gennaio – e di tutta la tradizione folkloristica locale. L’evento è promosso da Reggia.it, dall’Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa e – ovviamente – dalla Reggia di Caserta. Grande entusiasmo da parte degli organizzatori, che potranno riproporre l’antica tradizione musicale casertana in una cornice d’eccezione. Ma chi sono i bottari?
La lunga tradizione dei bottari
La storia dei bottari di Macerata risale al XIII secolo. All’epoca la cittadina si presentava come una piccola comunità di agricoltori e artigiani. Le giornate scorrevano lente lavorando terra e campi, con l’aiuto di attrezzi e strumenti fabbricati dagli stessi maceratesi. Per vendere i loro prodotti, gli artigiani si davano appuntamento durante le numerose fiere agricole locali. Per testare l’affidabilità e la robustezza – e per attirare l’attenzione dei passanti – era solito percuotere le botti con mazze e altri oggetti comuni. Con il passare degli anni, quel rumore assordante tramutò in un ritmo coinvolgente colmo di significato: la musica a Pastellessa.
Non potevano mancare sfumature mistiche e leggendarie. Per i maceratesi, infatti, quella musica non serviva solo per scatenarsi nelle danze, ma anche per scacciare gli spiriti maligni. Si narra di contadini impegnati in lunghe sessioni di percussione per liberarsi da tutte le creature misteriose nascoste tra i campi e le fattorie. Il motivo? Assicurarsi un buon raccolto, senza brutte sorprese. Come gran parte delle tradizioni pagane, anche questa finì per essere adottata dal mondo religioso. Ogni anno, durante la festa in onore di Sant’Antonio Abate, le vie del centro si popolano di carri con centinaia di giovani bottari a suonare per strada. Uno spettacolo unico, particolarmente sentito da tutta la popolazione.
Per maggiori info, si rimanda al sito ufficiale dell’evento
Costo biglietto: 10 euro
Ingresso: Varco San Leucio, sito in via Maria Cristina di Savoia