Si può dire che gran parte del Salento sia un museo a cielo aperto. Se vi intendiamo con ciò che gran parte dei luoghi abbia testimonianze di tempi antichi ben visibili agli occhi dei più esperti. Oltre alle campagne o alle stradine in cui sarà facile imbatterci in un menhir, in un dolmen, in una specchia o addirittura in dei resti di tombe, potremo ammirare ciò che ci presentano le città. Uno splendore sotto le stelle.
Anfiteatro di Lecce: antico splendore di epoca romana
Partiamo dal centro di Lecce. E’ proprio in piazza Sant’Oronzo che ci troveremo davanti il più grande esponente di Lupiae insieme al teatro. Non ancora esattamente collocato nel tempo, la sua datazione va tra l’età augustea e quella traiano-adrianea. L’antico anfiteatro poteva ospitare 25.000 persone e oggi gran parte delle sue meraviglie si trovano ancora nel sottosuolo.
E’ Cosimo De Giorgi l’archeologo che ha riportato in luce parte degli antichi splendori della struttura impegnandosi in lavori di scavo durati fino al 1940. Dichiarato Monumento Nazionale nel Febbraio 1906 è oggi una delle più suggestive attrazioni turistiche della città di Lecce.
L’Archeodromo del Salento: Kalos e il suo mito d’antico splendore
Immergersi in atmosfere magiche è possibile andando da Kalos, l’Archeodromo del Salento. Situato nel comune di Caprarica di Lecce sulla Serra di Galugnano in un immenso paesaggio di uliveti, mostra ai suoi visitatori ben dodici ettari di ricostruzioni storiche. Visitarlo significa immergersi nei villaggi dell’età del Bronzo, in città messapiche, in civiltà contadine più attuali ma anche nel mondo degli antichi Romani.
Tutte queste ambientazioni infatti sono state ampiamente studiate e abilmente ricostruite. L’Archeodromo del Salento organizza eventi a tema che si snodano lungo un suggestivo percorso a piedi tra meraviglie del passato narrate dalle guide fino a giungere alla sommità della serra.
Vaste e il suo parco archeologico: i tesori di “Basta”
Attualmente sono visibili dei tratti della cinta muraria di Basta, nevralgico centro messapico salentino (oggi Vaste). Il Parco dei Guerrieri di Vaste è anch’esso un museo a cielo aperto nel quale potremo notare non solo le fondamenta dell’abitato ma anche numerose tombe. Tracce di un villaggio iapigio a capanne (del quale una capanna è stata ricostruita).
Nella necropoli ci sono stati due importantissimi rinvenimenti: la Tomba del Cavaliere e la Tomba dell’Atleta; quest’ultima con oggetti che rievocano le discipline agonistiche.
Il Parco dei Guerrieri di Vaste si estende su un’area di venti ettari. Nel 1981 hanno avuto inizio gli scavi che hanno rimesso in luce queste meraviglie ad opera dell’Università del Salento.
Rudiae: riaperto agli occhi dei visitatori, testimonianza d’immenso
E’ nell’antica Rudiae che si registrano i natali di Quinto Ennio. L’abitato vide la luce in un periodo databile tra la fine del VI sec. e il III sec. a.C. In origine città messapica, oggi Rudiae è un parco archeologico aperto al pubblico. Il sito era infatti rimasto chiuso per molto tempo. I resti di Rudiae – tra fortificazioni messapiche e strade basolate, un anfiteatro e tombe ipogee, una necropoli e vari reperti, sono ammirati nel parco archeologico aperto al pubblico.