Teodora e Antonina contro San Silverio, due donne potenti e crudeli direi della storia antica, non che oggi definiremmo delle arrampicatrici sociali, ordirono contro uno dei nostri due amati patroni. Dobbiamo fare un bel balzo indietro nel tempo, fino ad arrivare nella Bisanzio del VI secolo, quando due donne sfidano il pregiudizio, secondo il quale l’amministrazione del potere era solo un “affare maschile”.
Teodora e Antonina contro San Silverio
Sto parlando appunto di Teodora, moglie di Giustiniano e Antonina, moglie del generale Belisario, entrambe molto potenti all’epoca. La prima, dopo un passato di attrice e pare anche di prostituta, governa con il consorte imperatore, coadiuvandolo appieno nell’esercizio del potere. L’altra, figlia di un auriga e di una prostituta, accompagna il marito in tutte le sue campagne in Occidente assolvendo al compito importantissimo di rifornire l’esercito.

Pur non incarnando un classico modello di “virtù”, Teodora a Antonina, avevano fatto la scalata, condividendo un passato d’emarginazione. Sono diventate complici e protagoniste del loro tempo, intessendo con i rispettivi mariti e anche con gli altri uomini di potere, dei legami d’affari, imponendo una linea politica precisa. Anche la religione era un affare da amministrare e lo fu a lungo. Sembra quasi incredibile, eppure Teodora e Antonina, provenienti dal mondo dello spettacolo, rango infimo della società, tramando, riescono in qualcosa di unico.
San Silverio da Frosinone
Erano entrambe animate da un grande spirito di rivalsa, tipico di chi parte dall’emarginate. Teodora era figlia di un guardiano degli orsi e di un’attrice. Fin da bambina frequenta il palcoscenico, pregno di promiscuità. Etichettata come “somma creatrice di spudoratezza”, di “insaziabile lussuria”, “dedita a pratiche sconce, abominevoli, le più svergognate”, presto diventa madre, poi amante del governatore di una regione nord africana, a Costantinopoli, sposa Giustiniano.

Teodora non ha studiato, ma fa tesoro del suo sapere della strada. La sua capacità d’imporsi nelle situazioni più disparate sono rimaste nella storia. Quando San Silverio, è eletto papa l’8 giugno del 536, voluto da Teodato, l’imperatrice Teodora non lo accetta, poiché da grande tessitrice di intrighi nell’ombra, nn demorde. Vuole Vigilio nunzio di Costantinopoli sul soglio di Pietro, perché avrebbe potuto ben manovrarlo. Al contempo Antonina, moglie del generale Belisario, cerca di far deporre Silverio e togliendogli il ruolo di pontefice.
Teodora moglie di Giustiniano
Complice di Teodora, riesce a convincere il marito della mala fede di papa Silverio. Fanno circolare una falsa missiva in cui il pontefice frusinate promette al nuovo re dei Goti di consegnargli Roma,. Silverio riesce a dimostrare la sua innocenza, ma non basta. Poco dopo, Belisario, pressato da Antonina, fa arrestare papa Silverio, deportandolo a Patara in Turchia e al contempo Vigilio è già a Roma sul soglio di Pietro.

Anche se interviene il vescovo di Costantinopoli presso l’imperatore Giustiniano, riuscendo a far rimandare Silverio a Roma, Teodora non si dà per vinta e nemmeno Antonina. Belisario lascia Roma, temendo le ire di papa Silverio, uomo invece mite e innocuo, che cade ancora nelle grinfie del potere delle “tessitrici”. Antonina convince il marito Belisario a deportare il “deposto pontefice di Frosinone” a Palamarola, dove morirà di stenti non molto tempo dopo.
Antonina moglie del generale Belisario – Teodora e Antonina contro San Silverio
Quindi, Teodora come Antonina, figlia e nipote di aurighi, madre di una nidiata di figli e vedova, agguerrita, non ha pietà. Dal giorno che le due erano conosciute, le loro strade non si dividono più nell’intrigo e nell’esercizio feroce del potere occulto. Non dimentichiamo che è stata la sovrana Teodora a intercedere e ad adoperarsi perché il più grande generale dell’impero, Belisario, sposi la sua “amica” Antonia. E così come abbiamo visto, quest’ultima sarà sempre la sua longa manus, l’eseguire i progetti oscuri delle decisioni che prende. Le “infamie” secondo Procopio “si regalavano” e direi non si contavano. Tuttavia la storia ha restituito a San Silverio la giusta memoria a Frosinone e nel mondo. Amato come il padre Ormisda, San Silverio oltre che a Frosinone è venerato a Ponza, New York e in molti altri luoghi in Italia e nel mondo.