Tor Tre Ponti storicamente molto importante e antica. Si tratta di una frazione della città di Latina, che in pochi conoscono fuori dal territorio pontino, tuttavia attesta per vari motivi l’antichità del territorio. Latina già Littoria è nata negli anni trenta, ma poggia quindi su un’area archeologicamente ricca anche molto antica.
Tor Tre Ponti
Si tratta di un piccolo sobborgo situato a circa 5 chilometri dal centro cittadino, sulla Via Appia. Uno degli edifici più antichi e ben conservati si trova proprio qui ed è una chiesa settecentesca. Il nome “Tor Tre Ponti”, deriva dal ponte romano, ancor oggi visibile laddove la Via Appia attraversa il fiume Ninfa. Si tratta di un basso ponte a tre arcate e da una torre sovrastante, purtroppo scomparsa.
Molti penseranno agli archi di San Lidano sotto Sezze, che hanno una storia simile. Il toponimo Tripontium, compare già in alcune lapidi che ricordano le prime opere di bonificazione eseguite lungo la via Appia sotto il regno di Teodorico. Il ponte, come dicevamo a tre arcate fu ricostruito dall’imperatore Nerva e completato da Traiano. Facendo un bel balzo in avanti, arrivando al medioevo, sappiamo che nei pressi del ponte si costruì una torre per motivi difensivi e di avvistamento.
Bonifica dell’Agro Pontino
Il ponte è in pietra calcarea, lungo 42,2 metri e largo 12,75 metri. E’ costituito da due arcate ribassate con luce di 5,50 metri e da un chiavicotto laterale, riscoperto soltanto nel 1932 durante i lavori di bonifica. Nel parapetto sono incastonate due lapidi alte 2 metri per 90 cm con l’iscrizione “CIL X 6819 Imp. Caesar. Divi. Nervae F. Nerva Traianus Germanicus Pontifex Maximus Triburnicia Potestae. III. Cos. III Pater Patriae refecit“. Nel 1777 papa Pio VI iniziò la bonifica dell’Agro Pontino e nel 1780, per l’appunto, si demolirono i ruderi dell’antica torre medievale. Nel 1784 ebbe inizio il servizio postale pontificio.
Qui c’era la settima stazione del servizio postale proveniente da Roma. Nel 1790 invece, si diede inizio alla costruzione della chiesa convenutale e di una caserma. Successivamente, durante l’epoca napoleonica il convento diventò una guarnigione militare e solo nel 1831 tornò ad essere luogo di culto.
Thomas Ashby
Restaurato poi nel 1934 in epoca fascista.Nel 1819 il pittore inglese William Turner realizzò alcuni schizzi; oggi esposti al Tate Modern di Londra. Raffigurano il ponte e dei monti Lepini visti da Tor Tre Ponti, durante il suo viaggio verso Napoli. Nel 1903 Thomas Ashby inoltre studiò e fotografò il ponte. Tra corsi e ricorsi storici, questo luogo il 15 febbraio 2012 è stato epicentro del terremoto di 3.4 gradi di Scala Richter che ha colpito l’Agro Pontino, senza arrecare danni a persone o cose.

Importante la chiesa di San Paolo apostolo, realizzata in ricordo del passaggio dell’apostolo Paolo. Sorta su progetto dell’ingegnere Gaetano Rappini, su commissione di papa Pio VI, è molto venerata. A dire il vero, le fonti non nominano Tripontium tra le località di sosta dell’Apostolo Paolo, bensì Tres Tabernae (Tre Taverne); situata 9 km più a nord-ovest- Tripontium.
Complesso monumentale di Tor Tre Ponti
Si trovava tuttavia sul tracciato dell’Appia e quindi è praticamente certo che l’Apostolo Paolo vi dovette transitare. La chiesa che vediamo oggi, restaurata nel 1831 da papa Gregorio XIV, si presenta con una pianta a croce latina e una facciata con un transetto a cupola; dal caratteristico campanile. Contiene inoltre il più antico altare della chiesa di San Francesco di Cisterna. Accanto alla chiesa e al palazzo delle poste pontificie vi è il ponte del Ninfa-Sisto; chiamato anche ponte di Traiano, che attraversa il canale Ninfa. Lo fa nel punto esatto in cui termina convenzionalmente, perdendo la denominazione e dando origine ai canali Sisto e Linea Pio VII. Infine, il complesso monumentale di Tor Tre Ponti, aperto nel 2012, è uno spazio espositivo sulla cultura pontina.