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Vicenza scende al 26esimo posto per qualità della vita

Il progetto della Tav a Vicenza

“Questo progetto aumenterà la qualità della vita della città. Farà bene a Vicenza”.

Erano le parole con cui il sindaco di Vicenza, Achille Variati, aveva presentato un anno fa nei dettagli e di fronte ad un plastico dettagliato, il progetto per il passaggio da Vicenza dell’alta velocità ferroviaria.

Ora, accanto al pur importante risultato di far passare i treni veloci per un capoluogo come Vicenza, questo progetto che mirava a conseguire una serie di obiettivi, dalla valorizzazione della linea ferroviaria metropolitana all’opportunità di trasformare l’intero sistema del trasporto pubblico locale partendo dalla realizzazione del filobus elettrico, è rimasto incompiuto.

Tutti i treni merci e quelli viaggiatori che non fermano a Vicenza passerebbero all’esterno; i Tav che fermano in città, percorrerebbero il tratto di linea storica da Montebello a Grisignano, con fermata nell’attuale stazione. Si risparmierebbero circa ottanta case, varie fabbriche, tutte le infrastrutture esistenti e  si eviterebbe la costruzione e l’impatto con la visione di un cavalca ferrovia a sei campate da viale Maganza all’attuale stazione di Svt.

Ma l’aspetto principale è che verrebbe risparmiata la città da una distruzione da ovest ad est. Ragioniamoci tutti assieme e se qualcuno riesce a convincermi che ho torto, mi adeguo.

Vicenza scende al 26esimo posto per la qualità della vita

Nel frattempo, da un’anticipazione dell’indagine sulla qualità della vita realizzata da Italia Oggi con l’Università La Sapienza di Roma, giunta alla 20esima edizione, la città di Vicenza non rientra più tra le top 5 dello scorso anno.

Vicenza scivola nella classifica che misura le province italiane per la qualità della vita fino ad arrestare la sua discesa alla 26esima posizione.

Vicenza Immagine

La ricerca fotografa i modelli virtuosi, le criticità e i cambiamenti in atto nelle province e nelle principali aree del Paese. Sono nove le “griglie” dell’analisi: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita, con 21 sotto dimensioni e 84 indicatori di base.

Nel dettaglio, sono soprattutto gli indicatori legati all’ambiente e al disagio sociale a registrare le maggiori variazioni al ribasso.

 

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