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Villa Angarano sapevate che era un progetto del Palladio?

Villa Angarano, per la precisione Bianchi Michiel è una dimora inserita nell’UNESCO dal 1996. Ci troviamo pressappoco  a qualche chilometro da Bassano del Grappa. La villa si trova di fatto immersa in un panorama davvero incantevole. Si tratta di un paesaggio molto suggestivo, da favola; tra dolci vigneti e le colline di S.Eusebio.

Villa Angarano

Attorno troviamo anche il fiume Brenta e naturalmente il massiccio del Monte Grappa. E’ stato il nostro Andrea Alladio pressappoco nel 1548 a progettare la bella dimora. Lo fece per motivi piuttosto personali; poiché si trattava di una commissione per il suo ottimo amico Giacomo Angarano. Angarano, oltre ad essere uno stretto amico di Palladio, era anche un grande di architettura. Tuttavia oggi possiamo dire che la mano del noto maestro si vede piuttosto poco.

Villa Angarano - Logo Unesco in blu
https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.en

L’occhio attento può notare soltanto due “barchesse” che di fatto affiancano il corpo padronale. Tutto l’insieme tuttavia ha il tipico aspetto dell’architettura del ‘600. Poi nel resto del complesso c’è la mano del Baldassare Longhena. L’amico dedica nel 1570 la prima metà dei Quattro Libri. Guardandola, la villa è parte di un complesso architettonico che si distribuisce attorno a due distinte corti rettangolari.

Unesco

Delle due, una è completamente delimitata e definita da edifici, ed è destinata esclusivamente ad uso di servizio e per foraggi e derrate agricole. Mentre la seconda è si sviluppa solo su tre lati ed è delimitata da un alto muro di recinzione. Si nota subito che la mano del Palladio è qui appena accennata. D’altra parte ogni architetto mette la propria impronta. Al riguardo, in questa villa si possono trovare degli elementi che si discostano molto dall’estetica palladiana.

Villa Angarano - Dimora storica

Il corpo centrale di fatto, si eleva su tre piani e più che una villa, ricorda molto un grazioso palazzetto tipico del seicento. Inoltre il piano terra è caratterizzato da lesene con dei capitelli tuscanici. La parte centrale della facciata poi, ha un bel frontone con degli spioventi ad arco mozzato; reggenti due statue giacenti, più una statua centrale che si erge su un piedistallo.

Giovanni Formenti

Quindi, le barchesse sono collegate alla corte da lunghi porticati di stile dorico. Esse avevano all’epoca l’importante funzione di separare la parte signorile della villa; dagli edifici di servizio e dalle zone riservate alla servitù. Notiamo tra l’altro che la barchessa di destra termina con la cappella dedicata a S. Maria Maddalena. Invece a nord dell’intero complesso; si sviluppa un ampio parco signorile, ma nato in epoca ottocentesca. Tutta l’area della villa è circondata da una peschiera.

Villa Angarano - Portoni Chiusi della cappellina
https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5

Oggi vi possiamo vedere un ponte che collega il giardino con un’area verde circoscritta. Riguardo il primo proprietario, 18 anni dopo la nascita della villa, si vide costretto a restituire alla famiglia di sua nuora, rimasta vedova, l’intera dote. Ciò gli causa un tracollo economico, che lo costringe a vendere la villa al patrizio veneziano Giovanni Formenti.

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