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Vincenzo D’Amico da Latina a leggenda della Lazio

Vincenzo D’amico nato a Latina, talento calcistico degli anni 70’ ha strappato una lacrima malinconica a questa città. Ci ha lasciato troppo presto, per via di un male incurabile. Tanta amarezza, ma resta l’orgoglio di aver dato i natali ad un calciatore di grandi qualità soprattutto umane.

Vincenzo D’Amico

Poco tempo fa D’Amico aveva annunciato su Facebook di avere una malattia che sarebbe stata difficile da affrontare: “Mi dicono che i malati oncologici tirano fuori forze inaspettate! Io ci sto provando!” La sua squadra storica d’appartenenza è sempre stata la Lazio, quella dello scudetto e quel celeste gli è sempre rimasto dentro il cuore. Campione d’Italia quindi nel 1974 con quella che era la grande Lazio di Maestrelli e Chinaglia, D’Amico poi è diventato un commentatore sportivo.

Vincenzo D’Amico- D'amico nella Lazio

Lui bandiera biancoceleste per ben sedici anni, dal 1971 al 1986, solo con una breve tappa nel Toro, una squadra che però gli si confaceva. D’Amico, che amava la sua città d’origine, lui che ha tirato i primi calci al pallone dal campetto in pozzolana all’Oratorio Salesiano. Là dove dal ‘64 al ‘69 ha indossato la maglia del Cos Latina, il suo spirito forse tornerà bambino.

Lazio società sportiva

Tanta polvere, tacchetti instabili forse, ma anche tanto cuore e passione. Sentimentale D’Amico, empatico, emotivo come erano un tempo alcuni campioni dal temperamento notevole. Lui che versava calde lacrime sotto la vecchia sede di via Col di Lana prima di lasciare la Lazio per il Toro. Ma ai biancocelesti quei soldi per la sua cessione servivano, per salvarsi dal fallimento. Non era ancora il calcio degli anni ’80, feroce e dalle grandi cifre, ma la strada era già quella.

Vincenzo D’Amico- Logo Della Lazio in foto

Quanto amava la Lazio? Da morire, da tifoso, da sentirsi scorrere nelle vene sangue celeste cielo. Al punto che poi volle tornare, perché in quel calcio lì si poteva fare ancora ed era forte l’emozione. Se nel cielo avesse visto planare su Roma un’aquila, sarebbe scesa da lui, per celebrare la sua Lazio. Tutti hanno potuto conoscere in video poi Vincenzo D’Amico commentatore, molto garbato, gentile, a modo.

Latina Calcio – Vincenzo D’Amico

Mai sbavature, mai toni accesi, mai volgarità e liti furibonde che abbiamo visto tra altri appassionati. Lui era così, gentile e con un profilo basso, che voleva dire pacatezza e tanta eleganza, non mancanza di carattere. D’Amico era così da sempre. Lui che agli inizi egli anni ’70, mantenne lo stesso basso profilo sotto Maestrelli e riguardo il capitano Giuseppe Wilson.

Vincenzo D’Amico- Campioni in campo

Nella prima stagione si toglie la soddisfazione di fare due reti (tra cui una nel derby di ritorno, contro la Roma. Era destino e quindi vince lo scudetto. Lo premiano come miglior giovane del campionato. Resta leggendaria quella partita Lazio-Varese, dove i suoi tre gol significarono tutto. Una tripletta utile a conquistare una salvezza che sembrava impossibile. Poi nel tempo, dal 2007 al 2009 guida la rinascita del calcio nella sua città, ovvero di Latina e assume l’incarico di presidente della Virtus Latina.

Scudetto della Lazio

Un onore e tanto cuore. Incarico che lascia nel 2009, con la fusione delle due compagini latinensi, che portarono alla nascita del Latina Calcio. Ciao D’Amico, salutaci Chinaglia, planerai sulle ali di un’aquila.

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