“La legalità è un sentimento.” Questa citazione di Nando Dalla Chiesa, politico, sociologo e scrittore italiano, si presta a diverse interpretazioni, ma una cosa è certa, tra le aule dei tribunali: la legalità non può essere un sentimento perché rappresenta qualcosa di molto concreto.
Un fattore che riguarda in particolare le prove conferite in tribunale: non tutte quelle acquisite dagli investigatori hanno valore legale. Non a caso si tratta di un aspetto a cui i professionisti più qualificati prestano qualche attenzione in più, come per quanto riguarda Vox Investigazioni: annoverata tra le migliori agenzie del Belpaese, attiva lungo tutto lo Stivale grazie anche a una solida rete di partnership con diversi studi legali prestigiosi.
In questo articolo analizziamo quando le prove raccolte da un investigatore privato risultano davvero valide dal punto di vista legale, soffermandoci sulle condizioni indispensabili affinché sussista tale situazione.
Il rispetto del quadro normativo: ecco quando una prova è legale
Una prova per essere legale deve essere attinente alle disposizioni del quadro normativo, le quali sono diverse a seconda che si tratti di un processo civile oppure penale; le regole sono infatti diverse. È infatti essenziale che le prove raccolte abbiano valore probatorio, risultando valide durante il contraddittorio.
Quali materiali non hanno valore probatorio
Gli elementi che non hanno valore probatorio sono sostanzialmente i seguenti:
- materiali reputati illegittimi perché acquisiti attraverso la violazione di divieti/diritti fondamentali;
- materiali che non possono essere utilizzati;
- materiali che non presentano alcuna rilevanza rispetto al caso specifico.
Processo penale: quando una prova ottenuta con indagine investigativa ha valore legale
Le prove raccolte da un investigatore privato con valore legale e conferite in occasione di un processo penale sono quelle che detengono una valenza difensiva. Le norme di riferimento sono:
- Legge n. 397/2000;
- Titolo VI-bis del Libro V del Codice di Procedura Penale. Nell’articolo 327-bis, in particolare, viene disposto per il difensore il diritto a conseguire un’attività investigativa indipendente rispetto a quella del Pubblico Ministero.
Le prove difensive sono soggette anche alle disposizioni della Riforma Cartabia, che ha ridefinito alcuni aspetti cruciali sulla documentazione e il deposito.
Processo civile: quali prove ottenute con indagine investigativa sono legali
Il materiale investigativo che maggiormente denota un valore legale è quello che interessa le categorie seguenti:
- fotografie;
- video;
- schermate;
- relazioni;
- visure;
- estratti;
- riscontri.
Ad avere l’ultima parola sulla legalità di una prova è pertanto il Giudice, in linea con quanto disposto nell’articolo 116 del Codice di Procedura Civile. Il Magistrato si atterrà ai seguenti criteri:
- liceità: il materiale non deve essere ottenuto tramite violazione;
- coerenza: per essere attendibile, l’elemento deve essere contestualizzato. È necessario che sussista una continuità logica;
- origine e conservazione: è necessario poter conseguire la tracciabilità della prova, che deve risultare in condizione di integrità;
- logica e motivazione: il materiale deve avere una sua ragion d’essere, così da attenersi ai criteri di proporzionalità.
Alcuni esempi concreti
Detengono valore legale le foto e i video raccolti in spazi pubblici nonché quelli che sono in linea con l’oggetto esplicitato nella causa. Non lo sono invece quelli che violano la sfera privata della persona.
Tra gli elementi che conferiscono valore alla prova troviamo la presenza di data e ora, una descrizione neutrale dei fatti, un collegamento con i fatti indicati nel processo.
Nota finale su pedinamenti/appostamenti
Appostamenti e pedinamenti sono attività delicate. Devono essere svolti in maniera mirata e discreta: è importante che la persona non si senta “perseguitata”. Devono inoltre essere supportati da una solida attività documentale.
Come si può vedere, l’acquisizione delle prove è qualcosa di estremamente delicato e richiede competenze di alto profilo, sia legali che di “saper fare”: elementi da valutare entrambi con attenzione nella scelta dell’agenzia investigativa.