Il nuovo progetto Giovani al… Centro! mette colore laddove vive un mondo grigio, dove i bambini e i giovani adolescenti si trovano in grave disagio sociale, economico e familiare. Le realtà catanesi che si ritrovano ad affrontare quotidianamente problematiche di questo genere sono diverse. I quartieri “a rischio” sono i luoghi in cui l’associazione capofila Marianella Garcia e vari partner operano da tempo, in contrasto al disagio giovanile.
Abbiamo intervistato Salvo Filippello, coordinatore del progetto Giovani al… Centro!, che si occupa da sempre di inclusione sociale.
Il progetto Giovani al… Centro! ha come obiettivo quello di contrastare il disagio giovanile. Che tipo di interventi farete?
Il progetto prevede la presa in carico di 180 giovani siciliani dai 14 ai 21 anni e delle loro famiglie, attraverso una serie di strumenti dedicati: educatori e psicologi, tirocini lavorativi retribuiti, doti formative e sportive, attività di volontariato in associazioni partner e di mediazione penale. Per ognuno dei ragazzi verrà stilato un piano educativo riabilitativo personalizzato in un’ottica bio-psico-sociale.
Perché è importante un progetto del genere?
Riteniamo “Giovani al… Centro!” un progetto importante per diversi motivi. Faremo sia “cura” che prevenzione occupandoci nel primo caso di ragazzi in area penale e nel secondo coinvolgendo scuole e territori delle periferie più complicate; aggiungo che lavoreremo con partner pubblici istituzionali importanti. Primi fra tutti il Dipartimento di Giustizia Minorile, le Aziende Sanitarie Provinciali e gli Uffici dei Servizi Sociali Territoriali. Inoltre il progetto è regionale, ed oltre Catania coinvolgerà le città di Palermo e Messina con un importante lavoro di tessitura sinergica tra gli attori coinvolti.
Chi sono i ragazzi destinatari
I Destinatari principali saranno 180 giovani delle 3 province citate in area penale e con correlato disagio psichico. Sempre più evidente è infatti la relazione tra i due fenomeni ed il progetto vuole anche provare a rispondere alla crescente richiesta di supporto in tal senso.
Chi sono i vostri “partner” catanesi impegnati nel progetto Giovani al… Centro!
A Catania nostri partner saranno la cooperativa “Prospettiva”, le associazioni “Talita’ Kum”, “Trame di quartiere”, “Musicale Etnea”, “Officine Culturali”, il Comune di Catania, le scuole “Pestalizzi” e “Italo Calvino”, gli Istituti Penitenziari Minorili di Catania e Acireale, l’ufficio Servizio Sociale per i Minorenni del Dipartimento di Giustizia Minorile, la Neuropsichiatria Infantile ed il Centro Adolescenti, l’assessorato ai Servizi Sociali. Inoltre speriamo di accogliere altri partner istituzionali e dell’associazionismo che si occupano o possano occuparsi di disagio giovanile.
Quali iniziative farete a Catania?
A Catania saranno svolti laboratori di cittadinanza attiva ed educazione alla legalità nelle scuole coinvolte anche con visite guidate ai patrimoni culturali cittadini. Inoltre si organizzeranno periodicamente manifestazioni denominate “Piazze per la Legalità” nei quartieri più difficili tra cui Librino, Antico Corso e San Berillo con grandi feste partecipate da cittadini, scuole e associazioni. Il progetto durerà tre anni.
Vorrei fare un ringraziamento speciale al CNCA Sicilia, consorzio di cooperative che ha curato la regia partecipativa al bando “Cambio Rotta” e alla Fondazione Nazionale “Con i Bambini” che ha emesso il bando, selezionando e finanziando tra l’altro, onore a loro, altri 16 progetti a livello nazionale.
Parlateci della vostra Cooperativa. In 35 anni di attività quali sono stati per voi le azioni in contrasto al disagio giovanile di cui andate più fieri?
La Cooperativa “Marianella Garçia”, ente capofila di “Giovani al… Centro!” è da sempre impegnata in azioni concrete di contrasto e prevenzione al disagio giovanile. Gestiamo, tra non poche difficoltà, due centri di aggregazione per minori, servizi di educativa scolastica, domiciliare e territoriale, un laboratorio di teatro e cinematografia, una comunità per minori stranieri non accompagnati, servizi e sportelli di ascolto psicologico e prevenzione alle violenze ed è in attuazione un progetto di inserimento lavorativo per giovani a rischio.
In tutto ciò lavoriamo sempre con le famiglie, spesso quelle più fragili, più colpite, che non hanno la forza di rivolgersi direttamente ai servizi. Un lavoro che svolgiamo con passione, rappresentando spesso gli unici o quasi baluardi che presidiano la legalità in territori a fortissimo rischio.