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I miti e le leggende catanesi come percorso di conoscenza e formazione

Il mito con tutte le sue sfaccettature. È ciò che viene narrato nel libro illustrativo “I miti raccontati. Luoghi e percorsi d’arte a Catania”, nato dalla collaborazione tra Giuseppe Maimone Editore e i ragazzi di alcune classi del liceo artistico Emilio Greco di Catania.

L’importanza di raccontare il mito: la parola al saggista e scrittore Paolo Sessa

I ragazzi del liceo sono stati affiancati dai docenti e da diversi professionisti esterni, tra cui il saggista Paolo Sessa. Durante la presentazione del volume presso Le Ciminiere all’interno di EtnaComics, Festival del Fumetto e della Cultura Pop, è stato lui a spiegare ai presenti l’importanza del mito. Colapesce, Eliodoro, Uzeda, Fratelli Pii, Gammazita, Jana di Motta, Proserpina e Sant’Agata sono i miti e le leggende catanesi che i ragazzi dell’Emilio Greco hanno raccontato attraverso la scrittura creativa e le loro illustrazioni.

La mostra dedicata ai miti catanesi all'interno del festival EtnaComics.
La mostra dedicata ai miti catanesi all’interno del festival EtnaComics.

“È interessante conoscere le nostre origini attraverso quelle che sono le leggende e i racconti dell’immaginario che ci circondano e di cui magari non sappiamo molto”. Rappresentati in chiave moderna, i miti raccontati all’interno del volumetto mirano a far riscoprire “l’infanzia dell’umanità”, quel periodo in cui l’uomo inizia a farsi domande sull’origine del mondo o sul rapporto tra dio e l’uomo. Il mito, rappresentato attraverso il linguaggio, si fa parola e storia, divenendo esso stesso parte importantissima del mondo. Esso non segue la logica: predilige forme narrative e un linguaggio estremamente stilizzato e si costruisce con processi simbolici ed iconici, come il disegno.

Il mito come il sogno

Sia il mito che il sogno operano entrambi per processi sintetizzanti. Ciò significa che i loro racconti sono apparentemente confusi, quasi come non rispettassero l’analisi logica. Tutto infatti è immediato e creato per immagini. Entrambi hanno un contenuto di mistero e non richiedono l’intervento della scienza. Ne è un esempio il mito di Colapesce: il fatto che da un migliaio di anni il giovane Colapesce stia sott’acqua senza respirare e mai uscire a sostenere uno dei pilastri su cui poggia la nostra isola, è un mistero che non richiama spiegazioni scientifiche. Nessuno di noi si è mai soffermato sull’assurdità del racconto. Il mito, pur nella consapevolezza della distanza che lo separa dalla “verità”, assolve il suo compito che i filosofi chiamano “gnoseologico”, ossia di conoscenza e formazione.

La mostra dedicata ai miti catanesi all'interno del festival EtnaComics.
La mostra dedicata ai miti catanesi all’interno del festival EtnaComics.

I miti catanesi come identità di Catania

Che rapporto c’è tra le leggende popolari (come Eliodoro) e il mito? Non vi è tra di loro una gran differenza strutturale. Le leggende si ripropongono con la stessa struttura del mito. Si cresce con i racconti dei nonni e i “cunti siciliani” (racconti popolari siciliani) utilizzano la struttura del mito.

In conclusione Sessa ha raccontato come il mito venga concepito come identità stessa di una città. I miti trattati nel libro costituiscono parte integrante della storia di Catania, costruendosi la propria identità e continuando ad esercitare un certo fascino anche nelle nuove generazioni.

Fonte immagine di copertina: http://www.yvii24.it/

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