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Come recuperare un credito in Italia dall’estero: guida pratica

Il recupero crediti contempla al suo interno quelle attività attuate da un creditore al fine di ottenere un pagamento da parte di un debitore. La somma in questione può essere correlata a situazioni quali erogazione di servizi o altre obbligazioni che risultano formalizzate.

Questo tipo di strumenti permettono al creditore di far valere i propri diritti giuridici, a fronte di una gestione che può avvenire sia in autonomia sia avviando una partnership con una realtà qualificata.

Le indagini per il recupero del credito non denotano pertanto delle differenze particolari rispetto a quelle che interessano le aziende del territorio nazionale: la procedura presenta diversi punti di contatto ed è piuttosto affine. 

È comunque importante disporre delle opportune competenze, anche perché, questo sì, le difficoltà a ottenere un risultato soddisfacente tendono ad apparire maggiori quando la sede del debitore è in un altro paese dell’UE e ancora di più quando è fuori dai suoi confini.

L’ideale, invero, sarebbe prevenire il più possibile questo tipo di situazioni, utilizzando strumenti come delle indagini preliminari in merito alle informazioni commerciali nonché, in questo contesto, uno strumento capace spesso di fare la differenza quale la due diligence.

Come funziona il recupero credito dall’estero? Le fasi principali della procedura

La procedura per recuperare un credito con un cliente avente sede in uno Stato differente dall’Italia è sostanzialmente quella che, ahimé, diverse imprese già conoscono perché si sono trovate ad adottarla nel territorio nazionale. Ecco le fasi principali:

  1. si avviano delle indagini patrimoniali di recupero crediti, così da comprendere la solidità finanziaria dell’azienda e se ha realisticamente i mezzi per pagare;
  2. in questa fase si ottengono anche i dati relativi ai possibili recapiti dell’azienda;
  3. si conferisce una prima comunicazione “amichevole” di richiesta di saldo del debito: la cosiddetta lettera di sollecito;
  4. se questa misura svolge l’effetto sperato, la procedura termina qui. Se così non è, occorre valutare l’ottenimento di un titolo esecutivo, conferito da parte di un giudice ad esempio in forma di decreto ingiuntivo;
  5. se anche questa misura si rivelasse insufficiente rimane una sola strada: l’esecuzione forzata, ovvero l’espropriazione dei beni del debitore per ottenere il credito.

La via prioritaria è dunque quella stra-giudiziale: a differenza di una soluzione giudiziale, non implica di dover andare in tribunale, più lunga, incerta e complessa. 

Indagini di recupero crediti: le difficoltà più rilevanti per i clienti esteri

Sono diverse le aziende che traggono buona parte del proprio fatturato dal commercio estero, motivo per cui può capitare di trovarsi nella situazione descritta.

La quale presenta più di una difficoltà, in particolar modo per quanto concerne gli aspetti che seguono:

  • complessità burocratica, cosa che vale soprattutto negli Stati fuori dai confini comunitari;
  • criticità nel rintracciare il cliente, soprattutto sempre se opera fuori dall’UE;
  • fattori di natura comunicazionale, in particolare quelli linguistici, oltre che culturali e geografici.

Superate queste criticità non è detto che si riesca comunque ad arrivare fino in fondo. Pertanto, una società specializzata in indagini di recupero crediti per l’estero saprà coadiuvare al meglio, con estrema trasparenza fin dalle fasi iniziali: è quindi fondamentale scegliere un partner con una solida reputazione e un team di professionisti di alto profilo.

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