Con un traguardo finale di quasi 40.000 visitatori, Arte e Magia si è conquistata un posto di primissima fila nella ormai più che decennale storia delle grandi mostre di Palazzo Roverella. Con Arte e Magia si sono concluse anche le due esposizioni parallele: la sezione archeologica della Pinacoteca dei Concordi, nello stesso Roverella, e la quadreria che si è potuta ammirare a Palazzo Roncale. Assommando i biglietti delle proposte al Roverella e al Roncale, il numero dei visitatori sale a 44.000.
Le mostre si confermano essere ancora una volta dei grandi attrattori anche per le scuole: il numero di studenti che ha partecipato ai laboratori e assistito alle visite guidate di Arte e Magia si è avvicinato a 10.000, di cui oltre 8.500 provenienti dalle province di Padova e Rovigo.
Visitatori anche dall’estero


A firmarlo sarà, ancora una volta Roberta Valtorta, la studiosa milanese che ha già curato al Roverella, nella primavera del 2017, Terra senzombra. Il Delta del Po negli anni Cinquanta, lampia retrospettiva delle immagini che il fotografo Pietro Donzelli ha dedicato al Polesine.
Le giostre
Completamente dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre, questa nuova mostra, sfaccettata e divertente, vuole suscitare nel pubblico un vero e proprio effetto-giostra. Tra il gioco più semplice e genuino che rimanda all’infanzia e la riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino.
A proporla, dal 23 marzo al 30 giugno 2019, è naturalmente la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi. Per essa Roberta Valtorta sta lavorando con la collaborazione di Mario Finazzi per il percorso riservato alla pittura. Con Dario Cimorelli, invece, per la parte dedicata ai giocattoli.
Sempre il il Presidente della Fondazione, professor Gilberto Muraro. “Il Polesine, è da sempre terra di giostre e giostrai. Qui, e in particolare nel territorio di Bergantino, vengono realizzate giostre destinate ai parchi di divertimento e agli spettacoli viaggianti di tutto il mondo. Ed è con il Museo della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino che questa nostra mostra idealmente si coniuga. In una unione complementare: il Museo indaga il passato di una grande tradizione. La mostra legge il tema della giostra in chiave soprattutto sociale, affidandosi a grandi fotografi e a grandi artisti che lhanno declinato nelle loro opere”.
Le mille forme delle giostre
In mostra, infatti, vengono proposte immagini di giostre grandi e piccole. Così come sono state raffigurate soprattutto in fotografia, ma anche in pittura, grafica, nei numerosissimi giocattoli, nei modellini, fino ai carillon. Presenti anche pezzi di antiche giostre come organi e cavalli di legno.
La struttura della giostra è stata infatti ampiamente rappresentata in mille forme di straordinari giocattoli meccanici per bambini ma anche per adulti, talvolta carillon, altre volte orologi e soprammobili, divenuti nel tempo oggetto di collezionismo.
Lampia sezione di fotografie comprende opere di più di sessanta importanti fotografi dallOttocento a oggi. Tra questi, le immagini ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux; quella della Parigi dellinizio del Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger. Le fotografie degli anni Quaranta- Sessanta di Henri Cartier Bresson, Mario Cattaneo, Cesare Colombo, Bruce Davidson, Robert Doisneau, Eliot Erwitt, Izis, Mario Giacomelli, Paolo Monti, Willy Ronis, Lamberto Vitali, David Seymour. Per l’epoca contemporanea, le immagini di Bruno Barbey, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, John Batho, René Burri, Stefano Cerio, Raymond Depardon, Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Guido Guidi, Jitka Hanzlovà, Guy Le Querrec, Raffaela Mariniello, Bernard Plossu, Pietro Privitera, Francesco Radino, Ferdinando Scianna.
L’esposizione si avvale della collaborazione del Museo storico della Giostra e dello Spettacolo popolare di Bergantino.
Foto: Veneto360, Palazzo Roverella, ArtSpecialDay. Fonte: StudioEsseci.

