La Cappella del Buon Consiglio vive una condizione di precarietà sin dal 2018, ma finora nessuno si è occupato di metterla in sicurezza. Tuttavia, le cose presto cambieranno visto che sono finalmente iniziati i lavori di restauro per riportare il luogo sacro all’antico splendore e restituirlo alla comunità.
La Cappella del buon consiglio sarà finalmente ristrutturata
La Cappella del Buon Consiglio dedicata alla Vergine ed ubicata al bivio tra le due strade che un tempo portavano al centro abitato di Lecce e alla marina di San Foca, da tempo non può essere visitata dai fedeli della città e dai turisti che passano per Melendugno. Il luogo sacro, infatti, dal 2018 versa in uno stato di precarietà al punto tale che il parroco ha spostato la statua della Vergine custodita al suo interno nella chiesa madre.
Le cose presto cambieranno visto che i lavori di restauro della Cappella inizieranno a breve. Il comune della città, infatti, ha predisposto lavori di ristrutturazione del luogo sacro che inizieranno in questi giorni. L’impresa Luigi Petrachi si occuperà dei lavori mentre a dirigerli sarà il geometra Giovanni Mastrogiovanni. Quest’ultimo ha collaborato con l’architetto Antonio Sergio e l’ingegnere Niceta Montinaro nella fase di progettuale. La comunità di Melendugno ha accolto con molta gioia la notizia dell’inizio dei lavori di restauro della Cappella.
Don Salvatore Scardino: ” Ci auguriamo che i lavori finiscano presto”
La notizia dell’inizio dei lavori di restauro della Cappella del Buon Consiglio ha reso felice non solo i cittadini, ma anche Don Salvatore Scardino. Il parroco di Melendugno, a tal proposito, ci ha tenuto a dire ciò che pensa sull’evento. Il prete ha detto i lavori per l’edicola dedicata alla Madonna del buon consiglio sono iniziati subito dopo aver esplicitato tutte le procedure urbanistiche e burocratiche. Ha poi proseguito dicendo che la Cappella è un luogo molto caro ai Melendugnesi ed un punto nevralgico e di incontro per molti fedeli. Il sacerdote ha concluso il suo intervento augurandosi che i lavori terminino al più presto, in modo tale che il luogo sacro torni all’antico splendore.