Otranto essendo un’importante testa di ponte verso l’Oriente ha dovuto proteggersi sin dall’antichità. Per tale motivo si trovano diverse costruzioni di tipo fortificato come lo splendido castello aragonese. Questo monumento ha subito molte modifiche nel corso dei secoli ed ha ispirato il primo romanzo gotico della storia.
Castello d’Otranto: una vera e propria fortezza militare
Il Castello di Otranto costruito verso la fine del ‘400 in seguito all’attacco dei turchi aveva una forma di quadrilatero con ai vertici quattro torri circolari. Quella rivolta verso il mare era in posizione più sporgente. La fortezza per tutto il ‘500 subì diverse modifiche dettate dall’evoluzione e dal perfezionamento delle armi da fuoco ed assunse la configurazione vigente tutt’oggi. La fortezza è delimitata su tutti i lati da un fossato molto profondo superato all’ingresso da un ponte. Esso presenta attualmente un arco in pietra ed un calpestio in legno. Un corridoio stretto premette di raggiungere l’atrio del piano terra dove si può notare l’ispessimento della facciata realizzato agli inizi del secolo.
Tutti gli ambienti del piano che sono sviluppati a ridosso delle cortine esterne si affacciano sul cortile interno e presentano sistemi a volta. All’esterno del quadrilatero originario si sviluppano le sale triangolare e rettangolare. La sala triangolare fu costruita grazie agli ampliamenti di metà ‘500 quando fu aggiunto il bastione tra le due torri. La copertura a volta di questa sala definita dall’intersezione tra unghie di padiglione in pietra carparo è molto suggestiva.
La Cappella ed i sotterranei del Castello
La Cappella presente al piano terra è parzialmente affrescata e al suo interno contiene diverse cornici ed epigrafi. Tra questi sono di particolare interesse quelle della tomba di Donna Teresa De Azevedo morta nel 1707, alla quale il marito, Don Franscisco De la Serna y Molina, dedicò una tenera epigrafe. Essa recita la seguente frase: “esempio di pudicizia, dea di bellezza, modello di onestà, prole di eroi spagnoli”. Al di sotto del piano terra troviamo un intrigo di cunicoli, gallerie e piccoli ambienti che definisce tutto il sistema dei sotterranei.
Questi ambienti suggestivi non hanno subito modifiche rispetto all’impianto di fine ‘400. Solo alcuni percorsi subirono nel ‘500 piccole trasformazioni ed ampliamenti. I sotterranei permettono di leggere le diverse fasi di costruzione del Castello. Il primo impianto di fine ‘400, le fodere ed i rinforzi delle cortine e di alcune torri di inizio ‘500. E ancora l’aggiunta del bastione triangolare a metà dello stesso secolo e la costruzione del puntone verso il mare alla fine del secolo.
La disposizione delle armi di difesa
Tramite una scala in pietra coperta ed una scala esterna si giunge al ballatoio del primo piano. Da qui, si giunge ad ambienti che ricalcano in grandi linee l’impostazione del piano terra. Da qui si accede all’interno delle tre torri presenti agli spigoli. Nel loro cuore, protette da una cortina esterna, ci sono ambienti a pianta circolare coperti da cupole ad emisfero in pietra carparo. In esse erano collocate bombarde e cannoni orientati verso le bocche di fuoco comunicanti con l’esterno.
Sulle coperture ci sono i percorsi di ronda protetti da spessi muri con feritoie per disporre le cannoniere. Sulle cortine esterne e all’interno dell’atrio ci sono stemmi araldici di sovrani e nobili che hanno contribuito alla storia del Castello. Sul portone di ingresso c’è lo stemma dell’Imperatore Carlo V che è sicuramente quello più interessante. Infine, la fortezza ha un grande impatto nella letteratura visto che ha ispirato il primo romanzo gotico della storia. Horace Walpole, uno scrittore inglese, nel 1764 scrisse il romanzo intitolato proprio Il castello di Otranto.