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Pasquale Angelosanto, generale dei Ros che ha arrestato la primula rossa di cosa nostra è di Sant’Elia Fiumerapido

Pasquale Angelosanto il generale dei ROS che ha arrestato l’ultima primula rossa di cosa nostra è ciociaro di Sant’Elia Fiumerapido, in provincia di Frosinone.

Pasquale Angelosanto

Si tratta di un comune ciociaro di circa 6.000 abitanti, a ridosso della città di Cassino. Antico e grazioso, sempre più sulle guide per via di un certo turismo esperienziale. Che va facendosi sempre più strada gode d’aria buona e panorami meravigliosi.

Pasquale Angelosanto - logo dei ROS

Sant’Elia confina con Cassino, Terelle, Belmonte Castello, Villa Latina, San Biagio Saracinisco, Vallerotonda e Cervaro. Certamente fino a qualche giorno fa, non era noto alla platea nazionale, ma è un piccolo paradiso di tranquillità; ricercato anche per i prodotti d’eccellenza. Ebbene questo paese del Basso Lazio, ha dato i natali a uno degli uomini dello stato che si sono distinti per una grande operazione. Per aver assicurato alla giustizia un noto latitante, ovvero Matteo Messina Denaro. Tutta la zona del Cassinate, area in cui si trova Sant’Elia, negli ultimi giorni ha avuto un moto d’orgoglio, per la grande operazione portata a termine da un “santeliano”.

Sant’Elia Fiumerapido

Il generale dei Ros Pasquale Angelosanto a capo dei ROS e i suoi uomini si sono fatti onore e idealmente hanno fatto sventolare alto il tricolore. Riconquistando idealmente un pezzo di territorio. Il Raggruppamento Operativo Speciale – ROS istituito il 3 dicembre 1990, all’atto della sua costituzione assorbì la preesistente struttura anticrimine dell’Arma. Quest’ultima era nata a Torino nel maggio del 1974 con un “Nucleo Speciale di Polizia Giudiziaria”, – il Nucleo Scintilla – costituito da appena 40 unità.

Pasquale Angelosanto - Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

Questi uomini scelti appositamente dal Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, per l’espletamento di particolari e complesse indagini a livello nazionale. In breve tempo la speciale struttura s’impose per l’innovativo metodo investigativo, incentrato sull’approccio sistemico alle matrici criminali. Ma anche alle rispettive organizzazioni più che sul raggiungimento di successi parziali, seppur importanti: il perseguimento dei reati finali. Strumenti investigativi come le osservazioni, i pedinamenti e le intercettazioni ora consolidati.

Generale Carlo Albero Dalla Chiesa

Lo sono oggi nel cosiddetto metodo anticrimine, vennero sviluppati e via via affinati. Servirono per identificare i membri delle formazioni eversive e i loro contatti, risalendo progressivamente ai vertici. Il ROS è articolato su una struttura centrale e una periferica ed è comandato da un Generale di Divisione/Brigata, che si avvale del Vice Comandante, col grado di Colonnello, responsabile del Servizio di polizia giudiziaria a livello nazionale.

Pasquale Angelosanto - Generale E Sindaco in posa

I ROS a loro volta in qualche modo si suddividono in Reparto antiterrorismo, indagini tecniche, reparto indagini telematiche, reparto crimini violenti, reparto analisi, La struttura anticrimine periferica è articolata in 8 Reparti Anticrimine(Torino, Milano, Roma, Bari, Napoli, Catanzaro, Reggio Calabria e Palermo) e 18 Sezioni Anticrimine, collocati in sede di Procure Distrettuali Antimafia e Antiterrorismo nonché 3 Nuclei a Livorno, Nuoro e Foggia. Quest’ultima battaglia vinta, va anche dedicata quindi alla memoria del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

ROS reparto operativo speciale dei Carabinieri

Tuttavia, in queste giornate palpitanti, per molti ciociari è sicuramente una bella soddisfazione che a capo di una delle più importanti operazioni antimafia ci sia stato un santeliano. Senza dubbio un “carabiniere” della prima ora, che ha alle spalle una carriera invidiabile. Generalmente quando si conduce quel genere di vita militare, e si va lontano, in missione sovente anche all’estero, non è facile mantenere saldi i contatti con la terra d’origine, ma non è questo il caso. Angelosanto amato in un paese piccolo dove si conoscono un po’ tutti, ha sempre mantenuto un legame saldo, forse tanto quanto è forte il suo legame con le “stellette”. Sappiamo, infatti, che torna quando può, com’è stato per le ultime festività di fine anno. E l’attaccamento al paese e allo “stato” e al benessere del cittadino, è prerogativa di famiglia, poiché il fratello del generale Angelosanto è sindaco di Sant’Elia.

Pasquale Angelosanto generale del Carabinieri

Nel frusinate, è stato un rimbalzare di dichiarazioni di plauso e congratulazioni di molti sindaci e da pare di tante istituzioni. Tutti hanno voluto far sentire il loro affetto e tanta vicinanza all’Arma dei Carabinieri e in particolare al Reparto Operativo Speciale dei ROS. Il generale Pasquale Angelosanto dopo le dichiarazioni e la conferenza stampa è tornato subito alle indagini. Se una battaglia è stata conquistata, la guerra è ancora lontana dall’essere vinta. Nessuno sa davvero quanto sia sacrificata e dura la vita del carabiniere, chi vi scrive ne ha piena contezza e conoscenza. Ebbene, con il cuore, pregando la “Virgo Fidelis”, che ogni milite ha nel portafogli, ogni italiano dovrebbe fare una carezza e guardare a quella fiamma con affetto e pieno rispetto.

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