Rione Giardino a Frosinone vuol dire tante cose, ma soprattutto, una parte essenziale della storia della città di Frosinone. Scendendo lungo Via Giordano Bruno, attraverso “porta romana”, si vede una chiesetta piccola, che sembra tenere da sola un grappolo di case.
Si tratta della Chiesa di Santa Elisabetta, davanti ai gradini della quale si dipanano ancora antiche tradizioni cittadine. La festa della santa venerata si celebra nel mese di giugno.
Santa Elisabetta, cuore del “Giardino”
La chiesa un tempo non aveva la collocazione centrale che vediamo oggi dopo la sua ricostruzione, bensì, sorgeva salendo sulla destra della via. Orbene, si colloca pressappoco, dove, secondo ricerche storiche piuttosto attendibili, era l’antico patibolo delle esecuzioni capitali. Vi si accedeva scendendo attraverso un angusto vicolo denominato appunto “Vicolo del Boia”, che ancora esiste.
Santa Elisabetta oggi si presenta con ai lati due diramazioni, due vie che portano dentro vicoli che hanno un sapore antico e che sono molto curati e ben tenuti dai residenti. Il rione Giardino vive un legame intenso e verace con la tradizione ciociara, e si percepisce dall’atmosfera paesana che si spande tutto attorno. Tra le altre pensiamo alla manifestazione estiva delle “Cantine Aperte”, promossa e sostenuta dall’associazione culturale il “Giardino” che difende e tramanda il patrimonio artistico e culturale del quartiere. Inoltre, il “Giardino”, è il cuore del Carnevale ciociaro, una tradizione solo frusinate.
Rione Giardino, una comunità pulsante
La graziosa chiesetta era filiale di quella di S. Benedetto, la più antica di Frosinone, e non aveva alcun onere. Nel 1699 la curava il sac. D. Urbano De Sanctis. Nella sua prima visita pastorale del 20 novembre 1675, Mons. Riccardo degli Annibaldi, vi indossò gli abiti pontificali e da lì si recò a S. Maria. Nel rione Giardino, unito e coeso, non sono rare le grandi tavolate e la gente vive come una comunità, in cui le persone sono solidali.
Il Giardino è quindi una delle zone più antiche della città, circoscritto da Piazza Garibaldi, Viale Roma, e da Via Ferrarelli. Il rione si chiama Giardino, poiché sorge su un antico colle chiamato “colle Giardino”, per via dei tanti giardini e frutteti che lo caratterizzavano. Stiamo parlando della zona più antica di Frosinone, dove esisteva un importante insediamento romano. Bisogna considerare che qui esisteva l’unica via d’accesso alla città.
Cambiamento del quartiere e tradizioni
Nei primi anni dell’Ottocento non esisteva ancora Viale Roma, ovvero “l’Alberata”, dove anticamente c’era l’anfiteatro della città di Frosinone. Pertanto, l’unica via d’accesso alla città era la strada che da Ponte della Fontana passava attraverso la strada che lambiva il vecchio Mattatoio; ora con altra destinazione d’uso. Per l’appunto, Viale Roma fu delineata soltanto dopo aver demolito le zone coltivate a frutteto e giardino, che ingentilivano la collinetta.
La denominazione “Giardino”, che oggi definisce Via Giordano Bruno, compare, infatti, nelle cronache settecentesche e nel catasto gregoriano. La denominazione riguardava tutta la strada, ma anche Via la Forma, retrostante piazza Garibaldi, giungendo fino al Mattatoio.
Va considerato inoltre che nella documentazione storica esistente, Frosinone è disegnata come una collina con cinque borghi; il Giardino appunto, Belvedere e Santa Lucia, borgo San Salvatore, oggi Sant’Antonio, e rione San Martino, identificabile con zona Piazza Risorgimento, e Santa Maria.
Orgoglio e fierezza dei residenti
I bombardamenti della seconda guerra mondiale danneggiarono moltissimo il centro storico di Frosinone, e in tanti sfollati si trasferirono. Molti nuclei abbandonarono l’area verso le campagne del frusinate, fino a pochi decenni fa, costituite solo da campi coltivati. Eppure i fieri abitanti del “Rione Giardino” hanno tenuto duro, orgogliosi e indomiti, per lo più sono rimasti.
Questo radicato senso d’appartenenza al colle, la discendenza diretta da “Bellator Frusino”, con spirito, mai domo, e mai piegato, ha avuto la meglio. Il quartiere è rimasto compatto, unito, deciso a tramandare le tradizioni, come la “Radeca”, e una rete di sicurezza che rimanda a una cultura altrove tramontata. Nonostante le tradizioni antiche e lo spirito fiero, il quartiere non è affatto chiuso, tutt’altro, infatti, è sempre pronto ad aprire le “cantine” e le porte per ogni occasione, mostrando grande ospitalità.
Il Giardino e la Radeca
Il Giardino è un quartiere che vive di grandi amicizie che durano una vita, e roventi passioni che incendiano i vicoli; come dimostrano le festose iniziative organizzate durante l’anno in calendario. Pensiamo anche alla vigilia della Befana, periodo che ha visto la serenata nei vicoli del quartiere; usanza che si ripetuta talvolta anche durante la notte dell’ultimo dell’anno come buon augurio.
Come non ricordare poi il sentito e tradizionale falò di Santa Lucia? Come dicevamo sopra, tuttavia, il quartiere vive la sua giornata più importante durante il carnevale, con la festa della Radeca. Esiste nel quartiere la “casa del generale” e un museo dell’antico carnevale frusinate; Si tratta della tradizionale più antica della città di Frosinone, che i residenti del Giardino, orgogliosi, tramandano alle nuove generazioni; una tradizione unica in Italia, e anche nel mondo.



