Una buona notizia per le attività turistico-culturali del territorio. Il gioiello dei musei adriesi, si sta risvegliando dal torpore degli ultimi due anni. Il Museo delle Cattedrale di Adria, anche a causa della perdurante pandemia, ha visto scemare pian piano l’interesse sulla sua attività; ma nel frattempo la bellissima struttura museale di Piazzetta Campanile, adiacente alla maestosa Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, fortunatamente non si è fermata. Si è invece, ampliata in dimensioni e ambienti. Nel 2017 -2018 la bellissima struttura museale; ha visto il pieno successo, con migliaia di persone passate in visita. Turisti un pò da tutto il nord Italia, oltre che dalla regione di appartenenza. In aggiunta, non da meno, da paesi europei ed extraeuropei.

Abbiamo perciò incontrato chi attualmente sta seguendo il progetto di allestimento dei nuovi ambienti del bellissimo museo adriese. Scopriamo perciò insieme al Designer di Poplab di Rovigo, John Volpato i nuovi percorsi studiati per il secondo stralcio, pensati per valorizzare ulteriormente la preziosa ed inestimabile opera della Cattedrale.
Museo della Cattedrale: II Stralcio progetto e allestimento
John Volpato, in cosa consiste l’attuale intervento?: ” L’intervento attuale, intende proporre una prosecuzione coerente dell’allestimento del primo stralcio del percorso museale, curato nel 2016 in concerto con l’Arch. Nicola Azzi, dal sottoscritto e Sebastiano Trevisan, oggi nel team di progettazione di Poplab con Valentina Temporin. Attraverso un dialogo costante con il coordinamento del museo, il direttore dei lavori Arch. Azzi e la committenza si è cercato di dar forma a un progetto che unisca tradizione liturgica e tecnologia, coinvolgimento emotivo e contenuto: elementi che risultano imprescindibili per un’esperienza di fruizione pubblica contemporanea.

Museo della Cattedrale: le novità
Volpato, un intervento strutturale notevole per la II fase?: ” Nel 2019 è stato completato il processo di recupero dell’ultima sala e creata la connessione con il coro dell’antica cattedrale di S.Giovanni. Il nostro lavoro di progetto é iniziato subito dopo con la valutazione delle opere da esporre, ragionando sulla loro coerenza con il percorso espositivo già realizzato e sulla loro importanza per il visitatore. Se il principio guida che ha accompagnato tutta la logica espositiva già dal primo stralcio è stato cercare di unire l’aspetto didattico con il coinvolgimento emotivo del visitatore, la scelta allora, qui ancora una volta, è stata di esporre solo quanto indispensabile perché rappresentativo e di genuino interesse per il pubblico”.

Un difficile compito, quello di mettere in mostra oggetti sacri in un museo, Volpato?: ” La sacralità si svela, noi crediamo di Poplab, anche chiarendo l’uso degli oggetti della liturgia. Ogni manufatto porta con sé un racconto che ne accompagna l’uso; l’unione di questi in accordo con la forza simbolica di ciascuno può portare a un percorso di visita che nella sua totalità assume un valore che va al di là del valore materiale delle singole opere“.

Un percorso tutto nuovo dalla Chiesa di San Giovanni alle nuove sale espositive
Volpato ci anticipa il nuovo percorso museale che state allestendo?: ” Volentieri, immediatamente dopo l’ex-coro dell’antica cattedrale, dove terminava la prima parte del percorso, ha inizio la nuova “Galleria della Processione”. Qui il nastro espositivo che si dipana tra i saliscendi del nuovo tratto, grazie a un racconto fatto di immagini e video, conduce il visitatore alla scoperta degli elementi fondamentali che caratterizzano la tradizione della processione nel suo portare la liturgia nelle strade della città.

Al termine di questa prima esperienza, giunti nell’ultima sala, si incontra la sezione dedicata ai paramenti liturgici e ai tessuti. Quest’ultimi rappresentano senza dubbio uno degli ambiti più preziosi della collezione, con esempi che vanno dal XVII al XX secolo. I paramenti sono sospesi in un grande contenitore trasparente, esposti in modo da raccontare oltre alle caratteristiche peculiari di ciascun parato l’uso e la funzione che assumevano nella liturgia” .
Il Muro della musica opera unica
John, abbiamo sentito parlare di una ulteriore peculiarità di questo Museo, in allestimento, il Muro della musica: ” Superata la sezione delle vesti il visitatore si trova di fronte all’elemento caratterizzante questo secondo intervento, il “Muro della musica“. Di cosa si tratta Volpato?: ” Il Muro della musica è una lunga parete semitrasparente che attraversa per intero l’ultima sala espositiva. Una fascia riflettente e cangiante che il visitatore può far suonare sfiorandone la superficie. Il suono generato è quello dello strumento che racchiude: l’organo a canne. Strumento fondamentale nella liturgia e nella cultura europea degli ultimi – almeno – cinque secoli, fino al 1800 ritenuto tra le macchine più complesse costruite dall’uomo, l’organo a canne fonde mirabilmente musica e spazio architettonico.

–continua Volpato– La Cattedrale di Adria dispone di un notabile esemplare di organo Malvestio dei primi anni ’30 del 1900. Il Muro della musica ne ricalca filologicamente alcune delle caratteristiche soniche e funzionali, quali le 3 tastiere di 61 tasti e la pedaliera di 32. L’intento è di creare un’opera che si collochi tra l’installazione artistica e il supporto informativo, permettendo dunque ai visitatori di scoprire utilizzo e funzionalità di questo meraviglioso strumento vivendo un’esperienza allo stesso tempo formativa, ludica ed immersiva.

–segue descrizione- Sulla parete del Muro della musica insiste un portale dalla foggia di un grande mantice, questi nasconde l’ultimo tratto del percorso espositivo, un ambito quasi segreto che una volta attraversato rivela due aperture, una verso le canne di basseria dell’organo e l’altra che permette di affacciarsi proprio sull’altare della cattedrale nuova. Quest’ultima vista, come una bussola, consente al visitatore di orientarsi, ricordandogli che il dedalo di stanze e corridoi che hanno fin qui caratterizzato il percorso del museo è intrinsecamente parte dell’architettura e della storia della stessa cattedrale“.
Seguiremo l’avanzamento dell’allestimento insieme a Poplab
Ringraziando lo staff di Poplab di Rovigo; John Volpato, Valentina Temporin e Sebastiano Trevisan per le cortesi anticipazioni, attendiamo quindi di andare a cogliere le prime immagini del loro lavoro di allestimento nel Museo. Perché ora la curiosità è davvero tanta; per un’opera che avrà sicuramente successo e visitatori già sperimentato alla sua prima apertura; nel primo stralcio.





