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La vera storia di Anna: un libro che aiuta il centro antiviolenza

I racconti ascoltati da bambini non si dimenticano, soprattutto quelli che hanno risvolti molto particolari. Ricordo ancora, infatti, quello che una mia anziana zia, sorella del nonno materno, mi narrava. Fra le tante storie ce n’era una che mi colpiva più delle altre. Era legata ad un fatto realmente accaduto molti anni prima e che doveva avere suscitato molto scalpore. Una storia di sangue, molto truce con protagonista una signora molto distinta. La mia anziana zia, durante le visite al Camposanto, mi portava spesso davanti alla tomba di questa sfortunata. Ricordo ancora il suo volto e il grande cappello che spiccava nella foto in bianco e nero vecchia di qualche decina d’anni. Ora la vera storia di Anna Vecchi è diventata un libro, il cui ricavato potrà aiutare le donne vittime di violenza come lei.

La vera storia di Anna Copertina libro

La vera storia di Anna Vecchi scritta da Alessandro Ceccotto

Il libro si intitola “Efferatamente soppressa da un cinico discepolo di Landru. Un femminicidio del 1925 ad Adria“. Il criminale francese Landru, noto anche come Barbablù, era morto solo da tre anni quando l’adriese Anna Vecchi venne uccisa dal marito Giovanni Pasquali detto “Ugo”. La storia che ascoltavo da bambina è raccontata, quindi, per la prima volta nella sua interezza. L’autore, Alessandro Ceccotto, si è basato sugli atti del processo e sulle cronache dell’epoca, offrendo al lettore anche uno spaccato della società adriese degli anni ’20 del ‘900. Ovviamente ho letto subito il libro ed ho pensato di fare qualche domanda all’autore. Ceccotto aveva già svelato in anteprima qualche particolare della storia durante la passeggiata “Adria: delitti e torture” promossa dalla Pro Loco l’ottobre scorso.

La vera storia di Anna Adria Delitti E Torture Ottobre 2021
Passeggiata “Adria: delitti e torture”

Alessandro Ceccotto ci svela qualche particolare della storia

La prima cosa che chiedo ad Alessandro Ceccotto è che cosa lo abbia spinto ad interessarsi a questa storia. Scopro, così, che anche lui potè osservare la foto di questa donna con un cappello chiaro dalla tesa larga sulla lapide del Cimitero. Ceccotto sottolinea che lo incuriosì molto la scritta “…uccisa da un seguace di Landru“. Decise, così, di fare un po’ di ricerche, pubblicando un primo articolo sulla vicenda nel 1988 su un periodico locale. Ultimamente ha potuto dedicare più tempo, riuscendo ad accedere agli atti processuali, un tempo non consultabili. Ne è nato così un libro.

La vera storia di Anna Alessandro Ceccotto
Alessandro Ceccotto (qui in veste di curatore della Mostra Lo sguardo del buio dedicata a Luigi Groto il Cieco d’Adria)

Allora gli domando se può svelarci un particolare della storia che l’ha profondamente colpito. «Mi hanno colpito molto gli interessi culturali della vittima, ma anche le origini dei due protagonisti prima del loro matrimonio. Poi mi hanno impressionato le dichiarazioni sessiste dell’avvocato del Pasquali. Riferendosi alle reazioni della popolazione, l’avvocato le ritenne esagerate, in quanto disse che in fondo la signora Vecchi era solo “un’oscura donna, non madre di famiglia e senza parenti di sorta”. Direi che ogni commento è superfluo

La vera storia di Anna Albergo Olivani
Uno dei luoghi di Adria frequentati dai protagonisti del libro (attuale Galleria Braghin)

Alessandro Ceccotto con il suo libro spera di avere reso giustizia alla storia di Anna Vecchi

Pensando ai racconti un po’ romanzati della mia anziana zia, pongo questa domanda ad Alessandro Ceccotto: qual è la fake news più eclatante di questa storia tramandata nei racconti popolari? «Sono moltissime in realtà le fake news. Molte cose scritte contengono diverse inesattezze. Alcuni fatti furono distorti, molte chiacchiere infondate divennero verità. Con questa ricerca che chiarisce gli antefatti e i fatti, che delinea i profili dei protagonisti, che si attiene agli atti processuali e a diverse testimonianze attendibili, spero di aver reso giustizia ad Anna Vecchi facendo uscire la sua storia dalle dicerie fantastiche.» Leggendo il libro capisco perchè questo delitto impressionò tutta la Città, compresa la sorella di mio nonno. Si pensi che alle esequie della povera Anna parteciparono non meno di ventimila persone.

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La Chiesa Cattedrale dove furono celebrati i funerali

Sulla copertina appare anche il nome di Monica Stefani, quindi, come ultima domanda chiedo a Ceccotto che ruolo abbia avuto nella stesura del libro. Lui mi risponde che Monica è stata di grande aiuto, non solo per i molti suggerimenti. Ha collaborato anche nella comprensione e trascrizione di alcuni documenti e nel rendere più scorrevoli e accattivanti i testi. Una proficua collaborazione, quindi, che ha fatto luce su una pagina, anche se triste, della storia cittadina.

Monica Stefani
Monica Stefani

Dove trovare il libro il cui ricavato andrà a favore del Centro Antiviolenza del Polesine

In attesa della presentazione ufficiale del libro, il volume con la vera storia di Anna Vecchi è disponibile da pochi giorni presso la libreria “Libri appesi”, la fumetteria “Le terre del sogno”, la Pro Loco di Adria. Il ricavato è devoluto al Centro Antiviolenza polesano attivo sul territorio anche ad Adria. La violenza sulle donne, purtroppo, non ha tempo. Nel 2021 le donne uccise in Italia risultano ben 118 di cui 70 per mano del partner o dell’ex. Dietro a questi numeri ci sono storie drammatiche come quella di Anna Vecchi, vissuta ad Adria nel primi anni del 1900. Fermare la violenza sulle donne è una lotta difficile che ci tocca tutti da vicino.
Ah… dimenticavo. Non cercate la lapide della sfortunata Anna, la signora dal grande cappello. Questa, purtroppo, non esiste più da anni.

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