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Il volontariato in soccorso degli amici a quattro zampe

Nel territorio francofontese operano dei volontari che, con tutte le loro forze e con tutti i mezzi a disposizione, si impegnano in modo costante a sostegno degli amici a quattro zampe più sfortunati presenti nelle varie zone del paese. Noi di itFrancofonte vi raccontiamo la loro storia, ciò che hanno fatto e ciò che faranno. Perchè aiutare un cucciolo significa aiutare una vita. E loro di vite ne hanno salvate e aiutate tante.

Gli inizi dell’attività a sostegno degli amici pelosetti

L’attività da parte dei volontari prende avvio cinque anni fa. Essa nasce dall’incontro con una randagia gravida, curata e aiutata anche per quanto riguarda l’affidamento degli stessi cuccioli. In seguito sono stati trovati altri randagi, alcuni in condizioni gravissime, tutti aiutati dai volontari. Il gruppo, che è poi cresciuto nel corso degli anni, ha via via intensificato l’attività nel territorio francofontese. I volontari si sono impegnati a sfamare i randagi, a curarli e a trovare loro una famiglia in grado di dar loro tanto affetto e tanto amore.

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La svolta: la segnalazione di Zoe

Poi, d’improvviso arriva un momento importante che segna una svolta. Nel territorio francofontese viene segnalata la presenza di una cagnolona vagante, tra l’altro, ferita gravemente a una delle zampe posteriori. La randagia, una maremmana di circa un anno e mezzo, vaga e si nasconde tra le campagne francofontesi in preda ai dolori più atroci. Per tentare di salvarla si sono mobilitati cittadini di buon cuore, volontari, Amministrazione comunale e Forze dell’Ordine. Tantissime segnalazioni, ricerche senza sosta e poi una notte, dopo tanta ansia e tanta paura, la cagnolona viene catturata. Sul posto interviene il veterinario (il dott. Fazzino) che con tanta pazienza riesce a individuarla e a prenderla. A Zoe, (“Vita” il nome con il quale è stata ribattezzata), è stata amputata la zampetta posteriore e si trova ricoverata presso la struttura del dott. Fazzino, dove rimarrà fino alla guarigione completa.

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La storia di Zoe ha scosso e commosso i cittadini e ha dato vita a un gruppo, i volontari ‘Amici Bau Bau’. Gli obiettivi che si propone il gruppo sono quelli di proseguire l’attività già avviata negli anni scorsi dai volontari, ovvero dare aiuto e sostegno agli animali meno fortunati di Francofonte. I volontari si stanno inoltre impegnando anche in una raccolta fondi per sostenere le cure di Zoe.

Questo è quanto riportato nella pagina facebook del gruppo: “siamo ancora più speranzosi del fatto che da questo momento in poi la mentalità possa cambiare e che ci possano essere sempre più persone pronte a sostenerci nell’impegno costante verso i nostri randagi, tramite donazioni di cibo, coperte, medicine, raccolte fondi, così da poter riuscire a muovere la macchina delle adozioni. Solo così potremmo fare la differenza e dare un valore alla nostra terra che fino ad oggi è stata associata alla cultura dell’indifferenza e dell’insensibilità nei confronti del randagio”.

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E per il futuro?

L’attività avviata dei volontari proseguirà senza sosta anche per i prossimi mesi perchè le emergenze che vedono protagonisti i randagi non finiscono mai, specie con l’arrivo dell’inverno. Inoltre, nei prossimi mesi si darà avvio a una campagna di sensibilizzazione, in collaborazione con il Comune di Francofonte. Lo scopo sarà quello di incontrare la gente e parlare con loro di microchippatura e di sterilizzazione. Essi sono fondamentali per impedire la crescita fuori controllo dei randagi nel territorio francofontese.

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