Oggi si celebra sant’Antonio di Padova. Anche quest’anno Francofonte si prepara a ricordare il santo molto amato anche dai francofontesi.
La fede verso sant’Antonio di Padova
Quella nei confronti di sant’Antonio è una fede e una devozione che si fa sentire da tantissimo tempo. Sono tante le famiglie devote al santo e legate da un forza indissolubile e di un amore puro e umile. Nel nostro paese, tra le altre cose, sono in tanti a portare il nome del santo in tutte le sue varianti (Antonio, Antonella, Antonino).
Le celebrazioni nella chiesa dell’Angelo
Anche Francofonte ricorderà il santo nella giornata odierna. Nella chiesa dell’Angelo, infatti, si terranno tre messe. La prima si svolgerà alle ore 10.00, mentre la seconda si svolgerà alle ore 11.30. Nel pomeriggio, infine, la terza celebrazione si svolgerà alle ore 19.00. Al termine di ciascuna delle messe, si svolgerà la benedizione del pane.
Sant’Antonio di Padova, la sua vita
Nato a Lisbona nel 1195, Antonio viene battezzato con il nome di Ferdinando. Il padre, ufficiale dell’esercito di Alonso I, si chiamava Martin de Bullones. A 15 anni entra nel monastero di sant’Agostino, situato vicino a Lisbona (in Spagna), tra i canoni regolari. Tuttavia, dopo due anni, si trasferisce a Coimbra nel convento della Santa Croce.
La sua svolta
Dopo otto anni, un evento determinerà un cambiamento nella sua vita. Don Pedro, infatti, porta in Spagna i resti di cinque francescani che erano stati martirizzati in Marocco. E questo avvenimento coinvolgerà a tal punto Antonio da avere quel desiderio di sacrificare la propria vita per il Signore. Dopo essere partito per l’Africa, viene colpito da una grave malattia e fa ritorno nuovamente a casa. Tuttavia, a seguito di una perturbazione atmosferica violenta, la nave sulla quale si era imbarcato viene spinta fin verso la Sicilia.
Allora, si presenta a San Francesco e chiede di aiutare l’Ordine in qualche convento italiano, nascondendo la sua vera identità. A Forlì arriva una ulteriore svolta: tiene un discorso lasciando stupefatti i presenti per la sua grandissima eloquenza. San Francesco decide quindi di mandarlo a studiare teologia a Vercelli. Questo gli permette di insegnare a Bologna, Tolosa, Montpellier e Padova. E successivamente riceve anche la nomina di guardiano a Limoges. Antonio abbandona l’insegnamento e si dedica alla predicazione. Va a parlare con la gente e alterna la catechesi con la sua opera pacificatrice occupandosi anche di insegnare scienza sacra ai suoi confratelli e svolgendo anche le confessioni.
La sua morte
A seguito di un malore, Antonio muore il 13 giugno 1231. Lo trasportano all’eremo di Camposampiero a Padova, dove aveva chiesto di poter morire. Purtroppo, muore non appena arrivato in un borgo della periferia della città, Arcella. Viene sepolto a Padova, nella chiesa di santa Maria Mater Domini.
La proclamazione a santo
L’anno successivo, il 30 maggio del 1232, viene proclamato santo. Gregorio IX accelera la sua canonizzazione per via dei suoi tanti prodigi.