Abbiamo incontrato padre Luca Gallina, parroco della chiesa Madre di Francofonte, per parlare dei viaggi verso l’Annunziata che cominciano il 2 febbraio.
La devozione alla Madonna in generale e all’Annunziata in particolare è molto forte a Francofonte?
“La devozione alla Madonna è stata sempre viva a Francofonte, prova di ciò sono i vari titoli con i quali è venerata: Madonna della Neve (la Patrona); del Carmine; Immacolata; Addolorata ecc. Sin dal XVI secolo troviamo attestato anche il culto all’Annunciazione dalla presenza di due chiese una delle quali era la chiesa conventuale dei Frati Minori riformati extra moenia, oggi santuario dell’Annunziata”.
“All’immagine dell’Annunciazione venerata in questa chiesa è stato, sin dalla fondazione (1536), tributato un particolare culto con dei pellegrinaggi quotidiani che venivano e vengono tutt’oggi praticati in due modalità secondo il voto espresso dalla persona; tutte e due prendono il nome di I viaggi a Nunziata”.
Cosa sono “i viaggi”?
“I viaggi iniziano ogni anno il giorno 2 febbraio, festa liturgica della presentazione al Tempio di Gesù, popolarmente detta festa della Candelora, perché durante la liturgia vengono benedette delle candele, simbolo di Cristo luce.
Il numero complessivo dei giorni fissato per I viaggi è di 30, l’ultimo giorno deve essere obbligatoriamente il giorno dell’Annunciazione. Tuttavia notiamo che dal 2 febbraio al 25 marzo scorrono complessivamente 52 giorni (53 se l’anno è bisestile). La motivazione consiste nel fatto che non è consentito interrompere i viaggi, pena la non validità del voto, quindi al fine di evitare ciò a causa di qualche possibile imprevisto, per recuperare un eventuale impedimento, precauzionalmente si inizia il 2 febbraio, festività mariana”.
“I viaggi sono un voto che la persona devota fa o per impetrare una grazia o come ringraziamento. Da alcuni anni è attestata anche la presenza di devoti di sesso maschile, mentre prima era esclusivamente un pellegrinaggio di donne devote delle varie fasce d’età.
Il viaggio si può effettuare liberamente in qualsiasi ora del giorno, da soli o in compagnia; bisogna osservare scrupolosamente la promessa liberamente fatta”.
Ci sono preghiere e gesti tradizionali che il pellegrino fa?
“Il viaggio ha inizio dall’uscio della propria abitazione, dopo aversi segnato col segno della croce si inizia la recita del rosario con i misteri di riferimento di quel giorno, parecchi devoti preferiscono recitare l’intera corona, cioè tutti e quindici i misteri, avviandosi verso la chiesa dell’Annunziata.
Lasciata la cinta urbana, dopo aver attraversato il ponte sul torrente Canale, svoltando a sinistra, inizia la salita verso il santuario, al termine della quale ci si ferma e si interrompe la recita del Rosario.
Rivolgendosi verso sinistra, in direzione del torrente e della Traversa Annunziata, si recita la prima preghiera-giaculatoria:
Ti salutu o Matri Nunziata
comu ti salutau l’Ancilu Gabrieli.
Padre – Ave – Gloria
Ruotando su sé stessi, sempre verso sinistra (Nord-Est) rivolti verso il mare, si recita la seconda preghiera:
Santu Terminidi lu mari
tanti razzi ma ta dari
quantu pisci ci su ndo mari
e a mo casa ma ta varddari
de mal’aggenti e de mali vicini.
Ci si segna col segno di croce.
Ruotando ancora su se stessi, sempre verso sinistra (Ovest) guardando il prospetto del santuario si recita per tre volte l’Angelo di Dio, avanzando e fermandosi ai piedi della scalinata composta da 14 ampi gradini; ci si ferma davanti al primo e si bacia, poggiandovi sopra la corona e poi segnandosi col segno di croce e recitando la seguente giaculatoria:
Bedda Matri ra Nunziata
siti leta e cunsulata
cunsulati l’arma mia
ca vi ricu n’Avi Maria.
Ave – Angelo di Dio- Gloria
Si inizia la salita della scalinata soffermandosi prima di ogni gradino e recitando la suddetta orazione. Arrivati al portone d’ingresso prima di entrare si bussa tre volte, dopo in chiesa, segnandosi, si recita questa preghiera:
Iù trasu na sta chiesa triunfanti
ri intra c’è lu santu jubiliu
nesci fora piccatu murtali
lassami fari la paci cu Diu.
Salve Regina
Ci si dirige subito verso l’altare dove anticamente era affrescata l’Annunciazione, il primo a sinistra vicino all’altare maggiore e si recita un’Ave e l’Angelo di Dio. Oggi l’affresco non esiste più, in quanto degradato dal tempo. Esso è stato sostituito, in un primo momento con un dipinto raffigurante l’Annunziata e dopo la sistemazione sull’altare maggiore di un gruppo ligneo raffigurante l’Annunciazione, con una statua del Sacro Cuore. Successivamente ci si rivolge all’altare del Crocifisso, quello di fronte, recitando questa giaculatoria:
O santissimu Crucifissu
cunciritimi razzi spissu
cunciritini una a mia
cavi ricu n’Avi Maria.
Successivamente ci si ferma davanti ad ogni altare recitando una preghiera, in fondo alla chiesa prima di uscire ci si gira rivolgendosi nuovamente verso l’immagine dell’Annunziata e salutandola in questo modo:
Ti salutu o Matri Nunziata
e ti lassu sempri nbona cumpagnia.
Uscendo dalla chiesa, si riprende la recita del rosario là dove era stato interrotto. Guardando la chiesa Madre, si recitano delle preghiere alla Madonna della Neve, a san Giuseppe, allo Spirito Santo e alle anime del Purgatorio. Arrivati al ponte ci si gira per salutare ancora l’Annunziata e si continua a pregare fino all’ingresso della cinta urbana, sempre senza salutare nessuno”.
Il programma di quest’anno cosa prevede?
“Quest’anno la solennità dell’Annunziata non potrà celebrarsi nel giorno proprio del 25 marzo perché saremo già nei giorni della settimana santa. Per questo motivo l’Annunziata si celebrerà lunedì 8 aprile. Il santuario sarà aperto l’intera giornata, saranno celebrare le messe ai soliti orari al mattino. L’ultima messa, quella delle ore 18.00, sarà presieduta dal nostro Arcivescovo e sarà un ulteriore motivo di gioia per i tantissimi devoti della Madonna Annunziata”.