In tempi di Coronavirus, arriva il digitale a sostegno di imprese, professionisti e attività. L’agenzia Togethere ha infatti lanciato l’iniziativa #AiutoDigitale. Per scoprire di cosa si tratta, abbiamo contattato Gianluca Rescica, che ci ha spiegato tutti i dettagli del progetto.
In cosa consiste l’iniziativa denominata #AiutoDigitale?
“In un particolare quanto difficile momento storico come quello che stiamo attraversando, noi esperti di web e digitale, abbiamo sentito il dovere di essere di aiuto, mettendo a disposizione le nostre conoscenze e la nostra esperienza a favore di coloro che attualmente attraversano grossi problemi economici a causa delle restrizioni e dell’isolamento forzato a cui tutti, per necessità, siamo stati costretti”.
A chi si rivolge?
“L’iniziativa si rivolge alle piccole e medie imprese, ai liberi professionisti e alle attività locali che vogliano comprendere di più come il digitale può essere, o meglio dire, è, uno strumento indispensabile per il proprio business”.
In cosa consiste l’iniziativa e come si svolge?
“Vista l’impossibilità di poter instaurare delle relazioni dirette, frontali, l’iniziativa #AiutoDigitale si svolge attraverso delle call telefoniche o delle videochiamate tramite Whatsapp, Skype o altre piattaforme di streaming, come Zoom ad esempio. Chiunque sia interessato e ci contatterà attraverso il nostro sito o i social, piuttosto che tramite telefono o per email, stabilirà insieme a noi un giorno e un orario che siano congeniali a entrambi”.
Cosa offre il vostro servizio?
“Il nostro servizio, totalmente gratuito, consisterà in una consulenza di trenta minuti volta a: identificare e analizzare i canali comunicativi utilizzati, capire come creare contenuti più efficaci per aumentare la visibilità e le vendite, fare un’analisi dei social network aziendali, se già presenti, e valutarne l’efficacia”.
Quale aiuto può offrire il digitale per affrontare questa crisi?
“Mi permetto di affermare che il digitale, anche alla luce della crisi che stiamo vivendo, è divenuto uno strumento indispensabile a livello socio-relazionale. Dunque anche professionale. Basti pensare a chi in questo momento è titolare di un’attività commerciale fisica, che è stato costretto a chiudere per i provvedimenti governativi, e che non possiede un e-commerce o dei canali social attraverso i quali consentire ai propri clienti di effettuare ordini, acquisti e sponsorizzare la sua impresa. Si pensi alla scuola o alla formazione in generale. Grazie all’e-learning è possibile continuare a studiare e formarsi”.
“Non voglio dire con questo che i classici sistemi frontali non vadano più bene. L’importanza di una comunicazione vis-a-vis è indiscutibile, ma dobbiamo prendere sempre più consapevolezza che accanto ai tradizionali metodi “offline” a cui siamo stati da sempre abituati, sarà inevitabile affiancare anche metodi di apprendimento e di lavoro “online” che ci permetteranno di rendere sempre più smart e meno a rischio le nostre attività didattiche e professionali.
L’emergenza Coronavirus ha fatto emergere anche un nuovo modo di lavorare: lo smart working. Pensi che possa essere utile anche al termine di questa crisi?
“In molti Paesi lo smart working esiste già da tanto tempo e con risultati molto positivi. Al contrario, in Italia e in altri Paesi del mondo, siamo stati costretti a improvvisarci smart worker. Tutto ciò con non pochi effetti tragicomici! Linee adsl inadeguate, collegamenti che si bloccano continuamente, incapacità di usare le varie piattaforme di streaming. Ci sono anche tante altre difficoltà dovute a impreparazione e inesperienza. Superati questi scogli e apprese queste skills, lo smart working sarà sempre più utilizzato e apprezzato, proprio per il fatto di rappresentare uno strumento potentissimo, in tempi di pace, di crisi e di emergenza come quelli che stiamo attualmente vivendo”.
Quali sono i pro dello smart working?
“I pro dello smart working sono molti. Primo fra tutti, poter lavorare o studiare da casa, o da altri luoghi, quando si è impossibilitati a recarsi in ufficio o a scuola. Di conseguenza: riduzione dei tempi e costi di trasferimento, miglioramento del cosiddetto work-like e study-life balance, aumento della motivazione e della soddisfazione. Anche a livello d’impatto ambientale, come stiamo vedendo dai dati che ci vengono forniti in questi giorni di stop forzato, lo smart working può produrre benefici quali: riduzione delle emissioni di CO2, diminuzione del traffico, migliore utilizzo dei trasporti pubblici”.
E i contro?
“Come ogni cosa, anche lo smart working può presentare degli svantaggi. Può avere dei lati meno simpatici se non si sta bene attenti. Da casa si potrebbe finire per lavorare di più, nel caso di uno studente si rischia di studiare di meno. L’ambiente di studio e quello di lavoro coincidono con quello casalingo. C’è maggiore facilità di distrazione, poco contatto reale con le persone e con il proprio team di lavoro”.
Quali sono le prospettive future del digitale anche a fronte di ciò che stiamo vivendo?
“La crisi che stiamo vivendo, la peggiore dal secondo dopoguerra a oggi, ci ha mostrato quanto siamo fragili e impreparati di fronte a qualcosa d’invisibile, capace di mettere in ginocchio i sistemi sanitari ed economici a livello globale. Alla luce di questo, i Paesi e le aziende di tutto il mondo stanno acquisendo maggiore consapevolezza sull’importanza di dotarsi di sistemi digitali di gestione del rischio che possano garantire continuità operativa a tutte le loro attività”.
Cosa non funziona nel mondo dell’imprenditoria oggi?
“In Italia, e soprattutto al meridione, c’è ancora bassa percezione e consapevolezza dell’importanza d’implementare le “digital-solutions” nei processi aziendali. Uno dei grossi problemi che le imprese stanno vivendo, è quello, per esempio, relativo alle catene di fornitura, e all’approvvigionamento di materie prime e prodotti finiti da fornitori situati in regioni sottoposte a gravi restrizioni”.
E come interviene il digitale in questi casi?
“Prima ho accennato all’importanza di avere un e-commerce che possa abbattere quasi del tutto il problema delle scorte e garantire l’efficienza delle vendite, anche in momenti di stop forzato delle attività fisiche. Da statistiche ufficiali, nel periodo 9-18 marzo 2020, rispetto al periodo 28 febbraio-8 marzo 2020, le vendite di una delle più grandi catene Gdo in Italia, sono state del +20% inStore e del +989% eCommerce! Numeri enormi, ma che, da soli, ci fanno capire quanto sia efficace il digitale e gli strumenti che ci mette a disposizione. Non dimentichiamoci, e non mi stancherò mai di dirlo, che il biglietto da visita di un’azienda è ciò che essa stessa comunica ai propri potenziali clienti attraverso la pubblicità”.
Quali miglioramenti si possono apportare attraverso il digitale?
“Il digitale ci offre strumenti capaci di raggiungere target di clientela prima impensabili. Non esistono più barriere geografiche di nessun tipo. Così, se sono capace di comunicare, posso giungere in ogni parte del mondo, o quasi. Grazie al digitale è possibile analizzare a fondo la propria azienda e i competitor, pianificare e sviluppare strategie mirate e cucite in maniera sartoriale addosso al proprio brand, mettere in atto processi comunicativi che possano veicolare la mission e i propri prodotti in modo efficace”.
“Non per ultimo il digitale, rispetto ai tradizionali metodi usati per monitorare l’andamento della propria attività, permette di analizzare ogni metrica con precisione chirurgica. Dunque permette di apportare modifiche se le azioni che si stanno compiendo non stanno dando i risultati sperati. Per fortuna, c’è sempre più presa di coscienza da parte degli imprenditori in merito all’importanza del digitale. E forse questa crisi, che ci ha investiti tutti in pieno come un treno in corsa, non lascerà più adito a dubbi o incertezze“.
Oltre ad #AiutoDigitale, quale iniziative state portando avanti?
“In questi giorni abbiamo sposato un’altra iniziativa: chi vuole, può donare una cifra o un apparecchio digitale, anche non funzionante. Questo poi sarà riparato e ripristinato. Lo scopo è di permettere ai ragazzi di famiglie in difficoltà economiche di continuare a studiare, tramite l’uso del digitale e del web. Chi abbia voglia di partecipare o conoscere l’iniziativa, può visitare il sito www.unpcperlascuola.it. Oppure può rivolgersi a noi. L’istruzione e la conoscenza sono un bene e un diritto di tutti!”.
Per il link al video dell’iniziativa #AiutoDigitale clicca qui.