Condividi:

A Roghudi l’onirico viaggio di Mamè tra cinema e teatro

Mamè. Viaggio onirico tra le sirene del mito e gli straordinari meandri della terra calabra. All’Access Point Area Grecanica di Roghudi la Compagnia Teatrale BA17 ha presentato il nuovo spettacolo “Mamè” nell’ambito del Festival delle identità linguistiche calabresi (Filica). A co-produrre l’evento l’associazione teatrale de I Vacantusi di Lamezia, attiva in ambito culturale e teatrale ormai da diversi anni. La regia è stata affidata ad Angelica Artemisia Pedatella che si è anche cimentata nella recitazione.

Angelica Artemisia Pedatella
Angelica Artemisia Pedatella

Mamè

L’opera unisce lo spettacolo dal vivo con l’audiovisivo, creando una suggestione che utilizza il cinema integrato con il teatro. Una dimensione che la regista e autrice Angelica Artemisia Pedatella descrive essenziale. “Sono due punti di vista sulla realtà che si integrano e creano qualunque cosa, una distorsione, un tuffo, una nuova percezione. Sono convinta – afferma la regista – che l’arte ci possa offrire una visione alternativa a quella quotidiana ed è effettivamente ciò che deve fare. La doppia prospettiva provoca una emozione ancora più penetrante e il messaggio di Mamè deve essere penetrante, perché davvero il testo è costruito su un sentire collettivo. Il cinema è ormai il linguaggio per eccellenza della collettività, le sue potenzialità in uno spettacolo del genere sono essenziali”.

La Compagnia
La compagnia in pausa durante le prove

Nel cast gli attori Sabrina Pugliese e Massimo Rotundo, protagonisti dell’opera. Insieme alla stessa Angelica Artemisia Pedatella, che interpreta la sirena Leucosia, in scena danno vita al sogno di Mamè la coinvolgente Celeste Iiritano, l’intensa ballerina e coreografa Giada Guzzo, il talentuoso Raphael Guzzo ed il polistrumentista Emanuele Grispino, con la suggestione della sua musica. Questi gli artisti che raccontano lo straordinario viaggio attraverso la Calabria, nel cuore delle sue storie. Intensissimo il lavoro di ricerca con cui lo staff ha esplorato la terra calabrese in un modo assolutamente inedito. “Attraversavamo questi luoghi – sottolinea il videomaker e assistente alla regia Lorenzo Cardamone – e scoprivamo persone, situazioni, paesaggi e oggetti incredibili. Non mi era mai capitato di scoprire che il posto in cui sono sempre vissuto avesse tutto questo da dare. Alcune tappe sono state più che emozionanti. Oggi sono innamorato di questa terra più che mai”.

L’abito roccia

La compagnia teatrale BA17 ha inoltre realizzato un significativo lavoro sui social relativamente alla pubblicazione di interviste fatte a delle persone per illustrare i tesori storico-archeologici e umani della Calabria. La novità di Mamè è proprio questa commistione originale tra le attività proposte online e l’evento dal vivo. “L’obiettivo è sempre il pubblico – aggiunge Angelica Artemisia Pedatella – stare con lui, accanto a lui, raggiungerlo sempre, attraverso qualunque mezzo. Sono ritornata in Calabria per questo, per parlare con la gente nel posto in cui sono nata e che non ho mai conosciuto davvero. Se riuscirò a raccontare cos’è davvero Calabria, allora avrò fatto una piccola parte del mio dovere”. La scenografia di Mamè è stata curata dalla bravissima Silvana Esposito che per creare il pezzo più importante, l’abito-roccia che regge l’intera scena, ha studiato un sistema che prevedesse il riuso dei materiali, perché la Calabria sia anche ‘sostenibilità’.

Sabrina Mame
Sabrina Pugliese

Ad indossarlo è lei, la protagonista, Mamè, ovvero Sabrina Pugliese. “Indossare quell’abito ha completamente cambiato la mia percezione del personaggio – spiega l’attrice -Quando Angelica mi ha proposto di recitare nella fissità, io che sono abituata a muovermi come un grillo, ho avuto per un attimo l’incertezza di poterlo fare ma quando sono entrata nell’abito, Mamè in me ha preso vita”. Per l’attore Massimo Rotundo “scoprire di avere ancora emozioni forti e belle e trasmetterle agli altri è quello di cui oggi abbiamo bisogno tutti. Il teatro dimostra di essere ancora una volta vitale, un perno del mondo, nonostante la situazione difficile che ha vissuto nell’ultimo anno e mezzo. In questo gioco di squadra io ci credo”.  Una squadra di cui fanno parte anche Raffaele Guzzo, direttore di scena e assistente alla scenografia; Francesca Torcasio, illustratrice; Vincenzo Cardamone, visionario videomaker; Teta Cosentino, responsabile della comunicazione e ufficio stampa.

(Foto Vincenzo Cardamone – Compagnia teatrale BA17)

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto