SudeFuturi: al via a Scilla il meeting internazionale per rinnovare il Mezzogiorno. Dal 9 all ‘11 settembre il Castello Ruffo ospita un parterre d’eccezione per il progetto della Fondazione Magna Grecia. Oltre 60 relatori ragioneranno sulle strategie di sviluppo del Sud. Un parterre variegato e autorevole che consentirà di analizzare la fase che attualmente vive il Sud, di elaborare la migliore strategia per vincere una scommessa che sembra impossibile. Ovvero rendere le regioni meridionali normali e in grado di esprimere tutti i talenti, le potenzialità e le loro bellezze, costruendo così un’idea di futuro diversa e piena di speranza.
SudeFuturi
La Fondazione Magna Grecia, presieduta da Nino Foti, ha voluto fortemente che quest’anno il meeting internazionale si svolgesse in Calabria, una regione che più delle altre può essere simbolo delle potenzialità inespresse del Sud. “Rinnoviamo il Mezzogiorno” è il filo conduttore che animerà i tre giorni di lavoro organizzati dalla Fondazione. Serve una nuova narrazione per il Sud che sappia diventare poi progetto, per un rinnovamento reale e una modifica profonda. Bisogna eliminare stereotipi e meccanismi sociali e politici che fin qui hanno ingabbiato ogni tentativo di cambiamento. Un messaggio che è venuto fuori chiaro e forte anche nel prequel che ha preceduto i seminari di agosto in piazza San Rocco, a Scilla. Incontri cui hanno partecipato il procuratore Nicola Gratteri, il professore Antonio Nicaso e lo scienziato Robert Gallo.
Le tematiche
Si entrerà nel vivo del dibattito con oltre 60 ospiti d’eccezione che animeranno le diverse sessioni tematiche. Legalità, sviluppo, investimento sulle persone, la necessità di un linguaggio nuovo che racconti il Sud. Ma anche il ruolo delle donne e l’obiettivo di una nuova collaborazione con il Nord per fare in modo che l’Italia, davvero unita, possa ripartire dopo la pandemia.

SudeFuturi: primi appuntamenti
Proprio quest’ultimo tema sarà al centro del primo appuntamento mattutino del 9 settembre. La discussione su “La ripartenza post pandemia” sarà affrontata insieme al presidente della Fondazione Magna Grecia Nino Foti, al ministro per gli Affari Regionali Maria Stella Gelmini, al capo del dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio, al giornalista Antonio Padellaro nella prima sessione, all’amministratore delegato Consap Vincenzo Sanasi d’Arpe.

Nel corso della stessa giornata si discuterà anche di infrastrutture con il dibattito su “Il corridoio scandinavo passa dal ponte”. Interverranno il delegato Anas Massimo Simonini e del direttore del Quotidiano del Sud Roberto Napolitano. Completerà la prima giornata di lavoro uno sguardo alle nuove tecnologie. Ne discuteranno, tra gli altri, il giornalista Giuseppe Smorto e il presidente Huawei Italia Luigi De Vecchis.
Seconda giornata
Per la seconda giornata del 10 settembre previsti diversi focus su “Marketing territoriale a km 0”; “Cultura e Mito: Le chiavi di sviluppo del Sud”, “L’Italia può ripartire dal Sud” e “Calabria Emotions: un cortometraggio per raccontare una regione”. Tra i relatori che si alterneranno tra i vari seminari anche lo scenografo premio Oscar Gianni Quaranta, il regista Mimmo Calopresti, l’imprenditore Santo Versace. E, ancora, il presidente Svimez Adriano Giannola e il presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre.

SudeFuturi: investire sulle persone
L’ultima giornata di sabato 11 settembre prevede invece l’apertura dei lavori con la discussione sull’investimento più importante: quello sulle persone, al quale parteciperà la rettrice dell’Università della Sapienza Antonella Polimeni. A seguire il seminario su “Risorse e Progetti per la Ripartenza” con gli interventi del ragioniere dello Stato Biagio Mazzotta e del presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa. Nel pomeriggio spazio ai temi dell’occupazione e del ruolo delle donne, con la partecipazione della vicepresidente Inps Marialuisa Gnecchi e del già ministro del Lavoro Cesare Damiano. Chiuderà il dibattito su “Il XXI secolo e la democrazia che parte dalla Magna Grecia”. Unitamente ai prestigiosi contributi del giudice della Corte d’Appello federale Usa Arthur Gajarsa e di Panagiotis Roumeliotis, economista e già ministro dell’Economia in Grecia.
