Condividi:

Antonino Uccello etnologo e la religiosità popolare

Parlare di  religiosità popolare in Antonino Uccello etnologo è un aspetto molto ampio. Per capire innanzitutto cos’è la religiosità popolare bisogna citare Gabriele De Rosa. Il De Rosa dice: «La terminologia pietà popolare, religiosità popolare, religione e religiosità delle classi subalterne, rivela diversi accostamenti al fenomeno. Gli studiosi non tutti intendono allo stesso modo il termine “religione” e soprattutto il termine popolare». Antonino Uccello valuta la religione popolare non come la religione delle classi subalterne o come dice Lombardi Satriani “un cristianesimo elaborato da classi storicamente oppresse”. In Uccello vi era la convinzione che “la religione popolare non era una categoria a sé stante, ma è la stessa religione ufficiale vissuta secondo gli umori, le convenienze, gli interessi , le abitudini, le resistenze mentali dell’ambiente locale”.

Antonino Uccello etnologo e il presepe

Per parlare di religiosità popolare Antonino Uccello lo ha fatto attraverso la costruzione del presepe. Nel suo lavoro Il presepio popolare in Sicilia presenta il contadino “nella sua verità storica e sociale. Oltre ai particolari del costume, del modo di atteggiarsi, dell’attrezzo che adopera e del dono che reca, egli mostra la fatica del vivere e del lavorare”. Uccello mette in risalto l’ambiguità e la complessità della vita concreta che vive tra fede e non fede, quasi ad indicare che non vi è netta separazione tra ateo e credente. Nel presepe della Casa Museo di Antonino Uccello si vive una grande partecipazione popolare: la novena natalizia, dove si cantano canti popolari e si leggono le vicende della natività. Tutto, fa rivivere la vita e i costumi della civiltà locale, agricola, siciliana.

Casa Museo di Antonino Uccello etnologo
Interno Casa Museo di Antonio Uccello etnologo

Antonino Uccello maestro indicatore di strade

Monsignor Pasquale Magnano nel suo scritto La religiosità popolare in Antonino Uccello del 1988 descrive Antonino Uccello come un testimone che ancora oggi continua a parlare ed inquietare. Magnano prosegue dicendo: «in una società inaridita dagli ideologismi e più attenta ai valori dell’umanesimo Uccello, può essere un maestro un indicatore di strade. Una via per la realizzazione di una società degna dell’uomo che intende vivere intensamente il presente proteso al futuro, ma con lo sguardo carico del passato». Importante, quindi, non trascurare la cultura popolare.

Antonino Uccello etnologo e la Casa Museo
Antonino Uccello etnologo e la sua Casa Museo

Il Concilio Vaticano II

Il concilio Vaticano II sosteneva che “la cultura presenta un aspetto storico e sociale. La voce cultura assume spesso un significato sociologico ed etnologico”. Inoltre il Concilio invitava la chiesa a ricordare a tutti che la cultura deve mirare alla perfezione integrale della persona umana, al bene della comunità e di tutta la società umana”. Antonino Uccello si è inserito bene in questa prospettiva.

Antonino Uccello uomo di cultura

Ed è grazie alle tradizioni e al mistero della fede cristiana di cui è permeato il popolo palazzolese che Uccello ha avuto stimoli. Uccello ha avuto materiale per realizzare con impegno il suo compito di uomo di cultura nell’ambito delle tradizioni popolari. Uccello ha riscoperto il Cristo nelle cose e nelle persone di cui egli ha analizzato il pensiero. Inoltre lui stesso dice che la storia del presepe è anche una tipica storia di arte popolare.

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto