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Un’Edera che cresce da 65 anni. Sandro Fantoni racconta il suo cinema

Un piccolo multisala che con il tempo é diventato il simbolo del cinema di qualità nella Marca e oltre. Lo spazio di piazza Martiri di Belfiore a Treviso ha compiuto 65 anni e lo ha fatto -ovviamente- mettendo in programma una retrospettiva ad hoc. Protagonista, come sempre, il cinema di qualitá. Un lavoro portato avanti con professionalitá e amore da un’intera famiglia, Fantoni. In realtá la sala era stata aperta nel 1960 da un’altra impresa, che aveva la signora Lilli come cassiera. Nel 1972 lei ed il marito Sandro la rilevarono.
Quasi 84 anni portati alla grande, Sandro Fantoni é originario di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, dove ha vissuto, fino alla fine degli anni Cinquanta.

Come é iniziata l’avventura del cinema Edera?

Prima avevo lavorato con mio zio, che aveva dei cinema, e sono entrato nell’ambiente e poi nel ‘72, avendo conosciuto prima mia moglie, abbiamo intrapreso quest’avventura insieme, rilevando il cinema. Adesso c’é anche la seconda generazione, visto che la figlia Giuliana lavora con noi e dall’anno scorso è anche la presidente della FICE (la Federazione Italiana dei cinema d’essai).

Edera Fantoni
Sandro Fantoni, gestore del multisala Edera di Treviso

E da dove viene la scelta di dedicarsi al cinema d’autore? 

Sí, abbiamo iniziato lei ed io a fare questa scelta di proporre sempre il cinema d’essai e ció viene intanto dal passione per il buon cinema e anche perché avevamo pensato che fosse la scelta giusta puntare su un pubblico che non ci avrebbe deluso. Nel senso che con i cambiamenti che ci sono stati, la società è cambiata moltissimo. Basti pensare che nell’epoca in cui mia moglie iniziò a lavorare qui, nel 1960, la gente veniva al cinema in bicicletta.

E le altre sale del cinema Edera quando sono state aperte?

La seconda sala è il Piccolo che è stato aperto nell’ ‘88, mentre la terza nel 2004. Insomma, facendo i debiti scongiuri non è che sia un settore purtroppo molto fluido. Ci sono anche multisala (che dovrebbero essere il futuro) che chiudono e inoltre c’è anche internet.

Infatti voi siete anche dei benemeriti a tenere ancora aperto…

Questo certifica che la nostra scelta di allora fu una scelta giusta, aver puntato su persone che sono interessate al cinema come espressione artistica, anziché puntare sulla sull’emozione fine a se stessa.

Edera Ingresso

Vi caratterizza anche che da anni all’ingresso ci sono le schede sui film fatte da voi, ormai non c’è quasi più nessuno che lo fa, giusto?

Beh, direi che siamo stati i primi a farlo. Non mi risulta che esistesse un altro cinema in tutta Italia che facesse le schede. Avevamo quest’idea di darle al pubblico e da allora ne abbiamo consegnati svariati milioni. L’attuale macchina delle fotocopie è la quarta che cambiamo e avremo fatto 4 o 5 milioni di fotocopie.

Quali sono le difficoltà maggiori per un lavoro come questo?

Moltissime! Per fare una struttura cosí, non parlo solo di cinema, ma della struttura, questa deve essere adeguata ai nuovi tempi. E’ un po’ come mettere in pista una Formula 1, bisogna essere attenti a mille particolari, ma soprattutto bisogna anche saperla guidare. E saperla guidare vuol dire conoscere il mondo della distribuzione, sapersi difendere dall’aggressività della distribuzione, saper scegliere i film, sapere le fonti giuste dove avere le notizie per i buoni film, insomma una cosa abbastanza complessa.

Un buon imprenditore, ma anche un vero appassionato…

Certo appassionato, come ho detto. A me piace il cinema come espressione e sono sempre andato al cinema e ancora oggi mi metto di fronte allo schermo con tanta curiosità. Però poi è stata anche una sfida che abbiamo condotto in tutti questi anni con il mondo che è cambiato e passando attraverso mille tempeste.

Edera Corridoio

Anche l’aspetto umano é importante, ricordo sua moglie che consigliava i film quando arrivavo all’ultimo momento senza sapere cosa era in programma…

 Sì, certo, era ed é in grado di dare buoni consigli. C’è anche un aspetto molto umano. E nel contatto col pubblico, Io ripeto sempre, sta la forza del cinema, nel pubblico.

Ha un aneddoto, un momento della vita del cinema Edera a cui lei é particolarmente legato?

Tantissimi, magari quando c’è stato qualche attore che è venuto qui per le presentazioni dei film.  Tanti registi, autori eccetera. Abbiamo avuto anche come frequentatore il tenore Mario del Monaco, che veniva da Lancenigo a vedere i film. Veniva con una certa assiduità anche lo scrittore Goffredo Parise. L’imprenditore Luciano Benetton è venuto fino a qualche mese fa. Quindi sì, la sala è sempre stata ben frequentata da tanti appassionati che vengono e si fanno anche un’ora e mezzo di auto per venire al cinema Edera.  

Edera Manifesti

Poi da voi si fa ancora la fila, perché avete fatto anche la scelta di non avere i posti numerati. Come mai?

Perché io sono prima di tutto uno spettatore e quindi ho impostato il lavoro secondo quelle che sono le mie esperienze da spettatore. E quindi, sa, torniamo al discorso che le facevo prima. Secondo me il cinema deve  essere fatto in un certo modo, molti lo fanno stando seduti dietro a delle scrivanie, mentre noi stiamo qua a contatto col pubblico e riusciamo a comprendere qual è la situazione migliore da offrire loro.

L’ultima cosa, che progetti per il futuro del cinema Edera?

Progetti ne ho sempre avuti tantissimi, pochi sono riusciti a realizzarli, anche per una burocrazia ottusa e anche una una politica che è sempre meno seguita, proprio perché non sa ascoltare. L’altra sera stavo disegnando una sala, ma per una sala intendo una struttura, perché non è più attuabile un progetto con una singola sala, chissá…

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