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Da Toledo a Treviso, nel segno di Goldin

61 capolavori mondiali tra Otto e Novecento, per far tornare Treviso al centro dell’attenzione degli appassionati d’arte di tutto il mondo. Questo vuol essere l’esposizione  “Da Picasso a  Van Gogh. Capolavori dal Toledo Museum of Art. Storie di pittura dall’astrazione all’impressionismo”. La mostra é ospitata, fino al prossimo 10 maggio 2026, nel museo civico di Santa Caterina.
L’evento, voluto proprio in questo periodo dall’amministrazione comunale anche per sfruttare la scia dell’ “effetto Olimpiadi invernali 2026”, propone i capolavori del XIX e XX secolo del Toledo Museum of Art, in Ohio, nominato in questo 2025 il miglior museo degli Stati Uniti. Lo spazio museale statunitense è attualmente oggetto di un importante ammodernamento e ampliamento e, proprio per dare spazio ai lavori, alcune sue opere sono “in tour” per il mondo. Il passaggio italiano assume ancora maggior importanza se si pensa che, per tradizione, il Toledo Museum é un’istituzione gelosissima dei suoi innumerevoli capolavori e raramente ne presta anche uno soltanto.

Protagonista di quest’ “impresa” é Marco Goldin

Questa mostra sancisce un gradito quanto atteso ritorno nella sua Treviso. Goldin, nato 64 anni fa nel capoluogo della Marca, dopo essersi laureato in storia dell’arte a Ca’Foscari, ha studiato per anni la vita e l’opera di Van Gogh, al quale ha dedicato svariate mostre di grande successo, vari saggi e cataloghi. Ha inoltre creato spettacoli teatrali e soggetti cinematografici. Nel 1996 ha fondato Linea d’Ombra (con sede nel palazzo trevigiano dei Forestieri), con cui ha curato in questi anni, non solo in Veneto, ma in giro per tutta Italia, diverse mostre di successo.

Goldin Monet
Marco Goldin illustra, durante la vernice, Le ninfee di Claude Monet

Come é nata la collaborazione con il Toledo Museum of Art?

Era un po’ di tempo che ci sentivamo con Anna Marley, la direttrice del Toledo Museum of Art. Praticamente da quando lei non lavorava più a Boston. A maggio dell’anno scorso, credo, mi ha mandato una mail e mi ha proposto per la prima volta questa mostra. Ne ho parlato subito con il sindaco di Treviso; era proprio l’inizio di marzo del 2024, e poi questo percorso è cominciato. Toledo ha una collezione veramente straordinaria. È un museo che non presta così frequentemente e quindi per l’Italia é veramente un’occasione unica. Questa mostra arriva nella sua struttura centrale dalla Nuova Zelanda, poi andrà in Australia e successivamente ancora altrove. 

Come ha pensato l’allestimento negli spazi di Santa Caterina?

Devo ringraziare il museo perché mi ha consentito praticamente di rovesciare il progetto, che normalmente parte dalle opere più lontane del tempo, quindi in questo caso gli inizi dell’Ottocento, e arriva fino all’opera più vicina a noi, una della serie Ocean Park di Richard Diebenkorn, artista da me amatissimo. Quindi questo era il percorso normale. Ho chiesto peró la possibilità che il museo accettasse una mia rivisitazione completa e questo mi è stato concesso. E in più abbiamo anche delle opere aggiunte, che sono state date in prestito soltanto per Treviso e sono dei capolavori. 

Goldin Van Gogh
I Campi di grano di Vincent Van Gogh, uno dei quadri piú noti esposti a Treviso

Ma questa non é solo una mostra di capolavori, é corretto?

Questa è una mostra sicuramente, come si dice, di “highlights”, di capolavori. Tanti quadri  visti anche nei libri di scuola, ma non solo: chi mi conosce sa che non mi piace proprio per niente né avere una “mostra pacchetto” che gira, né lavorare ufficialmente sulle esposizioni di quadri e basta. Mi piace costruire delle storie, dei piani all’interno delle mostre ed è quello che in questa mostra penso si veda con una certa chiarezza, un percorso, un filo, una storia

Una novitá é che è stata creata appositamente una vera e propria sala cinema…

Sí, alla fine di questo percorso troverete, nella sala Ipogea del museo trevigiano, uno spazio video da cinquanta posti a sedere. Qui viene proiettato a ciclo continuo per i visitatori il film di mezz’ora che ho scritto e diretto (con  animazioni e montaggio di Alessandro Trettenero e musiche di Remo Anzovino), intitolato Gli ultimi giorni di Van Gogh.

Un catalogo pieno di Bellezza

Il quadro dell 1905 di Paul Signac
Veduta veneziana di Paul Signac esposta a Santa Caterina

Tra i tantissimi quadri da ammirare nei due piani interrati del rinnovato spazio museale dell’ex convento trecentesco di piazzetta Botter, innanzitutto proprio i Campi di grano di Vincent Van Gogh, una delle ultime opere del maestro olandese. Ma sarebbe un delitto non citare, solo a discrezione personale, la presenza di opere di Helen Frankenthaler, Mondrian, Paul Klee, Giorgio Morandi, Braque, Pissarro, Matisse, De Chirico, Modigliani, Picasso, Courbet, Renoir, Manet, Degas, Monet, Gauguin, Cezanne, Renoir o Sisley. E come si fa a concludere senza citare la presenza della veduta “Venezia, ingresso dal Canal grande” di Paul Signac?

Per maggiori informazioni: www.lineadombra.it

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