Il suo assolo vocale di Gluttony nell’album Lord Cromwell degli Opus Avantra (1975) rimane una delle vette piú alte del progressive rock italiano. Pur non avendo avuto nessun singolo in testa alle classifiche, il gruppo è comunque riuscito ad entrare nel ristretto novero delle band che hanno fatto la storia del prog made in Italy. Potrebbe bastare questo per far capire lo spessore della loro frontman e cantante, Donella Del Monaco, ma in realtá il suo valore va ben oltre e lo dimostra che ai giorni nostri, continua a realizzare opere degne di nota.
E’ il caso di Rosa rosae, album uscito del 2019, a nome Donella del Monaco – Paoli Troncon -, Opus Avantra Ensemble. Ora, a distanza di sei anni, il lavoro è stato ristampato in 250 copie, sotto forma di raro vinile bianco. Merito della M.P. & Records di Vannuccio Zanella, benemerito discografico padovano, che ha pensato di arricchire questa versione con un brano inedito e con altre particolarità. La presentazione non poteva che avvenire nell’elegante salotto culturale trevigiano di Donella del Monaco, “Chez Donella”, che fu la dimora dello zio, il grande tenore Mario del Monaco.
“Rosa Rosae” è uno dei più significativi lavori di Donella con l’Ensemble Opus Avantra ed è distribuito da G.T. Music, con la produzione artistica di Renato Marengo. L’album rappresenta un connubio di grande spessore compositivo, grazie alla sapiente e originale vena, di formazione classico-contemporanea, di Paolo Troncon, che ha reso in musica i versi di Donella – che spaziano tra latino, italiano e francese – con composizioni strutturate in forme poliritmiche e contrappuntistiche. Nell’ensemble spiccano inoltre Mauro Martello ai flauti, sax soprano e duduk, Andrea De Nardi alle tastiere, Laura Balbinot al violoncello e Giorgio Cedolin alla batteria. A impreziosire il tutto gli interventi di artisti prestigiosi, come Tony Esposito, alle percussioni, Alberto Radius, Lino Vairetti degli Osanna, con la sua voce mediterranea e della cantante Jenny Sorrenti.
Ma a Donella, tra gli ospiti del disco, è particolarmente caro Juri Camisasca, perché?
Me l’ha fatto conoscere Franco Battiato quando mi ha invitato a Catania, quando era direttore di un festival catanese. Lì ho conosciuto il suo mondo, che comprendeva anche Juri Camisasca, una figura importante musicalmente, ma soprattutto per la sua personalità unica: è un mistico. Oggi è impossibile immaginare un personaggio come Camisasca, perché sembra che cammini “mezzo a mezzo” da terra. Tra l’altro ha una cultura spaventosa e fa canzoni, proprio se gliele chiedono, cioè non è uno che vuole mettersi in mostra e ha una voce bellissima. Anche lui era partito col prog e nel momento del del suo maggiore successo si è ritirato, è andato in un convento benedettino, dove è stato diversi anni. Lì ha cantato solo il gregoriano e infatti ha proprio questa dolcezza della vocalità maschile del gregoriano. Tra lui e Battiato c’è stato secondo me un travaso artistico notevolissimo, anche spirituale. Quando è venuto per la presentazione dell’album, è stato veramente commovente. Ha voluto cantare alcuni brani insieme ed ho un ricordo bellissimo di lui.
Che cosa ha significato portare il cognome Del Monaco?
È un peso enorme perché mio zio, il tenore Mario Del Monaco, aveva una qualità artistica stratosferica. Non si può neanche dare una valutazione della situazione, per cui vivi col terrore di rovinare questo nome meraviglioso e questa qualità che lui aveva. Infatti posso dire che ho cominciato a cantare di nascosto dalla famiglia. E poi sono state cose completamente diverse, perché il progressive degli Opus Avantra è un altro mondo.
Ma, invece, sono stata molto incoraggiata da mio zio, che mi ha apprezzato e fatto delle dediche molto belle che ho tutt’ora. Quindi questo mi ha in un certo senso tolto un po’ di angoscia.
Cosa è rimasto degli anni del progressive e di Lord Cromwell?
È rimasto molto, perchéil mondo del progressive è un po’ come una grande famiglia, per cui ci si conosce un po’ tutti, ci si stima e ci si apprezza. Anche con Alfredo Tisocco sono rimasta ottimi rapporti. Abbiamo fatto un box con una ristampa di cinque o sei vinili di Opus e quindi rimaniamo sempre in contatto e abbiamo fatto anche un nuovo album che si chiama Locos, che vuol dire luogo sacro in paleoveneto.
Infine cosa sta preparando Donella del Monaco?
Nel futuro prossimo non ho dischi nuovi, dopo la ristampa di questo con un brano nuovo. Ci sarebbe un altro lavoro, che uscirà in 45 giri, perché il mio discografico mi dice che adesso vanno e quindi saranno due brani nuovi che ho fatto con un rapper, Claver Gold, che ha un mondo elegante nella poetica, non assolutamente pesante.