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Vincenzo Zitello, la voce dell’arpa, insieme al violino di Fulvio Renzi

Definire Vincenzo Zitello un virtuoso dell’arpa é davvero limitativo. Ormai da tempo la sua fama ha varcato meritatamente i confini nazionali. Molti album e svariati concerti alle spalle e altri ancora da venire confermano un successo meritato, ma soprattutto una grande passione per l’inusuale strumento scelto. Modenese, classe 1956, polistrumentista e allievo del francese Alan Stivell, con cui ha anche collaborato, cosí come con Fabrizio De André, Alice, Tosca e molti altri. Il suo ultimo lavoro discografico, il 14esimo, si intilola Graal ed é uscito nel 2024 per l’etichetta Telenn.
La piacevolezza delle sue esibizioni dal vivo non sta solo nelle atmosfere che sa creare muovendo con maestria le dieci dita lungo le corde dell’arpa, ma sta anche nel fatto che Zitello sa empatizzare come pochi con il pubblico, descrivendo con il giusto garbo i brani che suona, contestualizzando gli artisti interpretati e riuscendo a spiegare anche ai non addetti ai lavori gli incredibili strumenti che usa. Provare per credere, magari andando a cercare le prossime date sul suo sito https://www.vincenzozitello.it .
L’ultimo incontro live veneto é avvenuto nell’auditorium comunale Vighesso di Tombolo, nel Padovano, organizzato da Vannuccio Zanella, anima di GT Music. Sul palco, oltre a Zitello, il violinista viterbese Fulvio Renzi, altro virtuoso non da poco del suo strumento. A sua volta autore di sei album da solista e svariate collaborazioni con musicisti di primissimo piano come Bruce Springsteen, Roger Waters dei Pink Floyd o Ryuichi Sakamoto. Un’ intesa musicale perfetta, quella tra il violinista Renzi e l’arpista Zitello, dove i due strumenti si fondono per diventare un’unica magica sonoritá.  

Zitello Renzi
Fulvio Renzi ed il suo violino

Spesso suona da solo, come mai ora Vincenzo Zitello é in tour con un violinista?

Beh, è un portare qualcosa di nuovo senza fare una cosa solo nuova, ma che abbia una sostanza. Fulvio Renzi collabora con me dal 1998, ha collaborato su tantissimi dischi, almeno almeno 13. Si dice che abbiamo un buon rapporto musicale.

Si dice anche che l’arpa non sia uno strumento semplice, é così?

No, non lo è, però sai lo suono da 50 anni, eh! A vedere sembra facile, però dopo mezzo secolo fa parte di me, è un’estensione del mio pensiero e delle mie mani, ecco, per ora è così. Finché il buon Dio mi dà questa possibilità.

Per i profani, qual é la differenza tra i due tipi di arpa che suona?

 Una si chiama arpa bardica, ha tutte le corde di metallo e in gergo si chiama Clarsach. C’è poi l’altra, quella piú moderna, che potrebbe assomigliare un po’ a un’arpa classica o a una tirolese, o anche sudamericana, insomma, l’arpa “del mondo” è più simile a questa. Invece la bardica é proprio speciale ed è pure difficilissima da suonare.

Zitello Arpe
Vincenzo Zitello suona contemporaneamente due arpe

Una curiosità, perché si dice che sia lo strumento più femminile nella classica?

Forse è una questione di attenzione, é uno strumento che ha bisogno di molta attenzione, molta sensibilità e allora si pensa che una donna abbia molta più sensibilità di un uomo, come attenzione, e in effetti ci puó stare. Peró é anche una questione culturale e pure un po’ storica. 

Ha suonato con molti musicisti importanti, qual è quello che ricorda con più piacere?

Direi Franco Battiato e Ivano Fossati. Sono quelli che secondo me sono stati più interessanti per il mio sviluppo personale, umano e anche di vita.

Adesso a cosa sta lavorando Vincenzo Zitello?

Sto preparando un Orfeo; è un nuovo lavoro legato soprattutto alla danza sensibile, un progetto nuovo. Poi sicuramente un disco per i 50 anni della mia carriera con l’arpa, con tutti i pezzi piú importanti solo di arpa. Insomma un po’ il meglio del mio ciclo musicale.

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