Condividi:

Edizioni precarie: la creatività stimolata dai mercati della città

Edizioni precarie: creatività che coniuga la riflessione mediante la scrittura e la vitalità dei mercati

Un contesto davvero originale per quel che si crea e si propone. Materiali che rievocano la vitalità a Palermo, la cui essenza rimanda a tante dimensioni. Edizioni precarie è un luogo da conoscere, richiamante la vivacità dei mercati.

Quando emerge questa pulsione

Edizioni precarie nasce nell’inverno 2013, in seguito ad un’esigenza creativa da parte di Carmela Dacchille. Una giovane donna di origini pugliesi (Troia, provincia di Foggia) approdata in Sicilia nel 2010. Ben presto rimane affascinata da Palermo e così decide di restarvi, facendo emergere sempre più la sua dimensione creativa. Carmela inizia come collezionista di carte di mercati della città (Ballarò, Vucciria, Capo), con l’idea di creare quaderni per raccontarla. Laureata in architettura, sebbene abbia lavorato col computer, con quest’attività Carmela fa affiorare il design e la progettualità attraverso la manualità. Un aspetto cui ella si era già accostata con la realizzazioni di prodotti plastici presso uno studio di architettura.

Edizioni precarie trova spazio nel 2017, in via Paternostro 75; ospita le creazioni di altri autori e autrici che collaborano con Carmela. Un’attività portata avanti da autodidatta che racconta i mercati di Palermo in tutta la loro essenza e autenticità.

Edizioni precarie: i materiali per la produzione
Tutto il materiale dei mercati da cui emerge la creatività di Carmela ph Angela Strano

Edizioni precarie: che fucina creativa è

Carmela Dacchille acquista e poi impiega per le sue realizzazioni tutte le carte alimentari di svariati tipi. Sussiste la carta del pesce, ruvida; quella della carne, stampata in rosso e spessa con le stampe. Vi è la carta del fritto, definita rosa pelleaglio, poiché la consistenza richiama la buccia dell’aglio. Si adoperano pure la carta paglia, per le patatine fritte; la camoscina, carta del pane; bigia, la carta per frutta e verdura. Le carte del mercato divengono piccoli libri, quaderni con delle storie. Questi all’interno sono ibridi, cioè presentano un mix di carte alimentari. Un materiale vivo, dalle molteplici forme che riconduce alla vivacità dei mercati e che conserva la freschezza dei loro prodotti.

La produzione muta nel tempo, si realizzano, oltre che quaderni, stampe e cartoline. Una parte di questa è stampata attraverso i timbri o la serigrafia. A volte la stampa avviene direttamente con gli alimenti, come nel caso delle verdura. Si è teso pure a realizzare taccuini e buste da lettera.

Come la precarietà trova luogo

Qualunque persona e ogni contesto si ritrova nell’instabilità, che nei tempi odierni emerge sempre più. Precaria è la carta adoperata per queste realizzazioni, in quanto fragile; precari sono i mercati. Essi vivono un graduale spopolamento a causa dell’incalzare sempre più prevaricante della grande distribuzione. Ripercussioni negative non solo per l’economia locale, pure per la vitalità tipica dei mercati. Essi sono sempre stati crocevia di persone e ciò li rende ancor più pieni di animosità. Nonostante le ingerenze dei grandi supermercati e centri commerciali, i mercati continuano a resistere. Edizioni precarie li valorizza pure per questo.

Precaria è la bellezza tanti fattori tendono a deturparla. Particolarmente nulla si porta avanti affinché le persone si educhino e si abituino ad essa. Tutta l’esistenza instabile, il futuro con gli scenari che si prospettano è sempre più incerto. Il mercato quindi come contesto per “vivere alla giornata” come si suol dire, senza preoccuparsi del domani.

Edizioni precarie: le creazioni, da quaderni a cartoline
Una produzione suggestiva, controcorrente, che suscita curiosità ph Angela Strano

Altri significati della produzione

Si incoraggia naturalmente la scrittura a mano, altra abitudine che tende a perdersi a causa della digitalizzazione. Carta e penna portano chi scrive a raccontarsi, ad esprimere emozioni e percezioni. Inoltre il contatto con la carta, specie quella del mercato in tutte la varianti, richiama la sensorialità, soprattutto il tatto. Toccare questa carta riconduce a tale mondo e si rimembrano i suoi odori, sapori, suoni. Emerge pure il rapporto diretto col cibo, che diviene caldo ed emozionale. L’avvolgimento delle portate è una caratteristica siciliana, altro aspetto in onore del territorio.

Edizioni precarie è un luogo che valorizza la dimensione umana, attraverso scrittura, mercati, carte, le quali tramite i sensi si ricollegano pure ai mestieri. Questi, come il panettiere e il fruttivendolo, richiamano il contatto diretto e la giocosità dei mercati. Un contesto che valorizza sia l’interiorità, espressa su carta, che il mondo esterno, quello proprio del commercio all’aperto.

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto