Condividi:

Principe, monumento all’età dell’innocenza: l’infanzia

Principe contribuisce ad arricchire la particolare galleria di arte contemporanea a cielo aperto che si incontra passeggiando nel cuore di San Benedetto del Tronto. Difatti, dal 2000 la scultura fa bella mostra di sé in via Cairoli, una delle traverse del corso principale di San Benedetto. In realtà, molto visibile a chi passeggia nel centro cittadino pedonale. Ad ogni modo, nelle immediate vicinanze le altre opere a cielo aperto sono “Allegro”, “L’elefantino tra le palme” e “L’umanoide”. In primo luogo, la scultura si erge al di sopra di una fontana. Infatti, la figura del Principe ne sovrasta l’intera struttura, irrompendo nello spazio con dinamicità.

Principe esalta l’innocenza

In particolare, Principe rappresenta un bambino alle prese con un serpente attorcigliato. Per inciso, le due figure si toccano solo in punto, con un lieve contatto, dove il piede del bambino preme la testa del rettile che fa da basamento alla statua stessa. Comunque, l’opera è ispirata al Piccolo Principe e al Serpente. E le interpretazioni possibili sono molteplici. Ma la prima evidenza, che corrisponde anche ad una precisa intenzione dell’artista, suggerisce l’idea dell’esaltazione dell’innocenza e della purezza, riferibili all’infanzia. In contrapposizione vi è l’immagine oscura ed indecifrabile del serpente. In primo luogo, la purezza è raffigurata dalla figura del bambino. Mentre la corruzione è il serpente. Accanto al monumento, l’immancabile miniatura dell’opera, particolare che caratterizza quasi tutte le sculture plein air del centro cittadino.

Particolare Del Principe
Particolare del Principe: la base della statua, ovvero il serpente attorcigliato (foto di: Patrizia Cicconi)

I materiali del Principe

La scultura è realizzata in mosaico policromo e fusione in bronzo. Il titolo dell’opera, ”Principe”, non ha alcun significato aristocratico. Non è altro che un modo per sublimare, anche verbalmente, quest’intenzione. L’artista, come in tutte le sue opere, ha esaltato forme e colori. Difatti, il mosaico della vasca e la pelle del serpente sono resi in modo assai ricco e prezioso con la patina scura del bronzo. Inoltre, la figura del bambino, attraverso un trattamento particolare della superficie, si presenta di un verde smeraldo brillante.

L’autore del Principe e la sua arte ribelle alla natura

L’autore è il sambenedettese Paolo Consorti, giovane artista affermato a livello internazionale. Classe 1964, nato a San Benedetto del Tronto, egli combina pittura e fotografia, crea atmosfere in bilico tra reale e surreale, religioso e profano. Di contro, le sue opere vogliono essere letture moderne di Dante e della Bibbia. All’interno di scene apocalittiche e ambientazioni barocche si svolgono narrazioni di forte ispirazione epica e religiosa. Ma con una connotazione molto carnale, primordiale e dettagli a volte blasfemi. La sua ricerca approda anche alla satira e alla videoarte.

La miniatura e il Principe
Il Principe e la sua miniatura (foto di: Patrizia Cicconi)

La tecnica del “papà” del Principe

Inoltre, Paolo Consorti realizza opere in cui la pratica pittorica si contamina con l’immagine filmica ed elettronica. Infatti, è anche autore di film, video e performance. “Mixed media on canvas”, si chiama così la tecnica di Consorti. Ovvero costruire dei set, preparare i personaggi, plasmarli, vestirli, farli parlare, dialogare. “Mi interessa il lato invisibile della realtà, quegli aspetti della vita dell’individuo che sono legati ai suoi bisogni primari, i più intimi, alti o bassi” usa dire Paolo Consorti a proposito della sua arte. Dunque, un artista poliedrico: un po’ pittore e un po’ regista.

Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto