Via del Consolato è una delle vie principali del vecchio incasato “Paese Alto”; piccola ma suggestiva accoglie uno spicchio di storia che caratterizza la città rivierasca di San Benedetto del Tronto, in particolare l’antico borgo. Nello specifico rappresenta il crocevia tra gli abitanti del Paese Alto e coloro che dimorano nelle zone più a mare, oggi costituite dalle aree pedonali che conducono al corso principale della città.
Lo sfondo di via del Consolato: Palazzo Bice Piacentini
Particolarmente, via del Consolato è la strada che conduce a Palazzo Bice Piacentini risalendo verso l’antico borgo e proprio attraverso questa via si arriva alla nota costruzione, ovvero la grandiosa residenza ottocentesca della poetessa dialettale sambenedettese Bice Piacentini Rinaldi. In particolare, la facciata si estende su via del Consolato. In riferimento a ciò Giuseppe Fiorani, un falegname dalle nobili origini, voleva dimostrare il prestigio del proprio cognome attraverso la costruzione di questo edificio a pianta longitudinale sviluppato su tre livelli: il piano terra che si apre su via del Consolato, il primo piano che esibisce una moltitudine di ricchi affreschi ottocenteschi e il seminterrato che presenta un ambiente costituito da una serie di volte a crociera.
Giuseppe Fiorani costruì la parte più antica dell’edificio nel 1812. La facciata su via del Consolato, che è adiacente all’antica “Porta da Mare”, oggi si presenta come in origine. Attualmente, Palazzo Piacentini è un luogo dedicato alla cultura. Accoglie l’Archivio Storico Comunale, la Pinacoteca del Mare, lo studio di Bice e la Sala della Poesia. Infatti, all’interno è possibile osservare dipinti di importanti artisti di fine ‘800 e inizio ‘900 che hanno avuto modo di frequentare la città.
L’Arco che caratterizza l’entrata alla via
Inoltre, nel 1857, in occasione della promulgazione da parte di papa Pio IX del dogma dell’Immacolata Concezione, la famiglia Fiorani volle costruire un arco aereo a tutto sesto di fattura cinquecentesca, proprio accanto a Palazzo Piacentini. Si tratta del famoso “Arco dei Fiorani” che fu fatto saltare in aria nel 1944 dai tedeschi per coprire la ritirata delle truppe durante l’ultimo conflitto mondiale, ostruendo così il principio dell’unica strada di accesso verso l’interno. Ma la storia e la cultura che racchiude questa caratteristica via si mostrano anche con l’esistenza di uno degli edifici più antichi: la Casa del Vento, una costruzione che affaccia in via del Consolato la sua parte sud. La propria unicità sta nell’accogliere al suo interno opere dello scultore sambenedettese Marcello Sgattoni, di cui alcune sculture umane si mostrano affacciate alle finestre della minuscola costruzione, come ad accogliere coloro che sopraggiungono alla via.
La riqualificazione di Via del Consolato
Recenti lavori di competenza pubblica del Programma di Riqualificazione per alloggi a canone sostenibile (PRUACS) per il Paese Alto di San Benedetto del Tronto, hanno interessato l’installazione di dissuasori in via del Consolato. Ciò per permettere il transito in sicurezza di pedoni e ciclisti. Nello specifico, si è fatta una vera e propria bonifica del sottosuolo, con le nuove reti per acqua, luce e gas, la separazione delle linee delle acque bianche da quelle nere, il rifacimento della pavimentazione in arenaria. E l’aggiunta di sette giovani piante di oleandri.
Si ringrazia per l’immagine di copertina: Patrizia Cicconi