Immacolata Concezione: l’8 dicembre che ufficialmente apre le festività natalizie. Dopo il classico novenario in tutte le chiese cattoliche si celebra quest’importante festa liturgica che a Roma è caratterizzata dall’omaggio del Pontefice alla stele della Vergine in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna. Come avviene ormai dal 1953, il Papa si reca ogni anno nella storica piazza nel pomeriggio. Il Vescovo di Roma viene accolto da autorità ecclesiastiche e civili e dalla folla dei fedeli. Dopo un momento di riflessione e preghiera, il Santo Padre depone una corona di fiori ai piedi della stele.

Immacolata - papa in piazza mignanelli

L’Immacolata di Roma

In occasione della festa, per tutto il giorno i romani portano il proprio omaggio alla statua dell’Immacolata di piazza Mignanelli. Come ormai è da tradizione, i primi sono i vigili del fuoco, in onore dei 220 colleghi che l’8 dicembre del 1857 inaugurarono il monumento. Ogni anno un vigile del fuoco sale fino in cima per deporre la propria ghirlanda di fiori sul braccio della Vergine.

Immacolata - omaggio dei vigili del fuoco

Animano la giornata i francescani della basilica dei Santi XII Apostoli. Nella chiesa del centro storico si tiene, tra l’altro, la più antica novena all’Immacolata di Roma. La mattina dell’8 dicembre nella chiesa della Santissima Trinità dei Monti viene celebrata una messa dedicata al mondo del lavoro e alle aggregazioni laicali. Segue la processione dei partecipanti fino a piazza Mignanelli, per l’omaggio floreale alla Vergine. Anche questa è un’altra tradizione inveterata che si ripete puntualmente ogni anno.

Il Dogma

Ad introdurre per primo la festa liturgica dell’Immacolata fu Papa Sisto IV che però non si pronunciò sul dogma. Successivamente nel 1661 Papa Alessandro VII emanò la bolla chiamata “Sollicitudo”, con cui si espresse a favore dell’Immacolata Concezione. Nel 1708 Clemente XI rese universale la festa liturgica. Nel 1854 Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione con una bolla chiamata “Ineffabilis Deus”. Il dogma fa riferimento al peccato originale e non deve essere confuso con il concepimento di Gesù da parte di Maria.

Immacolata - papa Pio IX

Pio IX nella Costituzione Apostolica Ineffabilis Deus ha scritto: “Dichiariamo, affermiamo e definiamo la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli”.

L’immagine sacra

Già prima dell’istituzione del dogma, l’arte e la riflessione teologica avevano dedicato grande attenzione a Maria “tota pulchra”, senza macchia. I Padri della Chiesa avevano accostato Eva e Maria per sottolineare che la Vergine era stata concepita senza il peccato. Con il passare del tempo l’assunto “Semper Virgo dei genitrix Inmaculata” era stato abbracciato da un numero sempre crescente di fedeli e difeso dai pontefici. Il cammino della Chiesa, coronato dalla definizione dogmatica di Pio IX, si riflette pienamente nel percorso dell’arte. Il tema pittorico dell’Immacolata trova particolare diffusione nell’Italia meridionale e in Spagna.

Immacolata - nostra signora di Zubaran

Proprio lo spagnolo Francisco Pacheco, nel suo trattato Arte de la Pintura del 1638 ha elaborato una guida per raffigurare in maniera corretta l’Immacolata. “Si deve dipingere questa Signora nel fiore della sua età, da dodici a tredici anni, bellissima bambina con begli occhi e sguardo grave, naso e bocca perfettissimi e rosate guance, i bellissimi capelli lisci, color oro. Deve dipingersi con tonaca bianca e manto blu vestita del sole, un sole ovale ocra e bianco, che circundi tutta l’immagine, coronato di dodici stelle. Una corona imperiale deve adornare la sua testa ma che non copra le stelle; sotto i piedi, la luna. Adornasi con serafini e con angeli interi”. Queste alcune delle indicazioni normative del Pacheco che poi gli artisti hanno sempre ripreso nel rappresentare la Vergine Maria.

Maria, donna del Magnificat

La liturgia dell’8 Dicembre ripropone il Magnificat, il cantico del Vangelo con cui Maria ringrazia Dio. Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, per cui la Congregazione della causa dei Santi ha avviato il processo di beatificazione, ha rivisitato il Magnificat in chiave sociologica.

Immacolata - madonna del Magnificat

Nel suo libro “Maria donna dei nostri giorni”, don Tonino Bello scrive: “Maria non fu neutrale. Basta leggere il Magnificat per rendersi conto che Maria si è schierata – sottolinea il vescovo di Molfetta – Ha preso posizione dalla parte dei poveri, degli umiliati e offesi di tutti i tempi. Dei discriminati dalla cattiveria umana e degli esclusi dalla forza del destino. Di tutti coloro, insomma, che non contano nulla davanti agli occhi della storia”.

Maria, l’Immacolata Concezione: donna del Magnificat ultima modifica: 2018-12-08T09:00:31+00:00 da Maria Scaramuzzino

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